
Le parole di Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori e Lucio Battisti varcheranno le porte dei licei per affiancare i classici della letteratura.
Le nuove linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito prevedono infatti lo studio della canzone d’autore e del melodramma. Lo ha confermato il ministro Giuseppe Valditara in un’intervista a ‘Famiglia Cristiana’, chiarendo che i testi dei grandi cantautori e i libretti teatrali, da Giuseppe Verdi a Giacomo Puccini, potranno essere regolarmente affrontati in classe, a patto che i brani scelti possiedano “un certo livello e una certa valenza poetica”.
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I grandi cantautori e la "valenza poetica" in classe
L'apertura alla musica d'autore nei licei nasce da una constatazione: la canzone italiana può avere un peso letterario a tutti gli effetti.
Sollecitato, in un'intervista a ‘Famiglia Cristiana’, sull'ipotesi di affiancare alla poesia tradizionale i testi di Mogol-Battisti, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Francesco Guccini, il ministro Giuseppe Valditara ha confermato la direzione presa dal Ministero dell'Istruzione e del Merito: "Come no. Lo abbiamo già previsto per i licei".
La condizione essenziale posta dal dicastero è che i brani scelti possiedano "un certo livello e una certa valenza poetica". Soddisfatto questo requisito, le canzoni possono diventare "tranquillamente oggetto di studio".
È del tutto plausibile che l'approccio didattico, al pari di quanto avviene per altre forme letterarie, non si limiti al contenuto, ma indaghi le specificità metriche e stilistiche tipiche della forma canzone, analizzando il legame dei brani con il contesto storico e sociale in cui sono nati.
Da Verdi a Puccini: il melodramma come letteratura
La visione delineata per i licei non si ferma al Novecento, ma fa un passo indietro per recuperare formalmente un'altra grande espressione culturale del nostro Paese: la tradizione operistica. Insieme ai cantautori, il Ministero ha infatti ufficializzato l'ingresso del melodramma nei percorsi di studio.
Valditara ha citato esplicitamente le opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini come materia di approfondimento da affiancare al canone consueto. Un'integrazione, questa, che riconosce ai libretti teatrali la dignità dei veri e propri testi letterari destinati alla scena. Oltre a offrire agli studenti l'opportunità di confrontarsi con un linguaggio espressivo ibrido, capace di unire la parola alla musica, esplorando un pezzo fondamentale della storia linguistica e culturale italiana.