
Il Comitato Tecnico Scientifico ha deciso. In classe con le mascherine chirurgiche, con quelle trasparenti, ma non quelle di stoffa, o meglio conosciute quelle di comunità. La scuola si prepara a ripartire e molti dirigenti scolastici pensano a misure drastiche per far funzionare tutto al meglio.
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Niente mascherina in classe? 5 in condotta!
Gli studenti che non indosseranno la mascherina rischiano la sospensione e un voto in condotta insufficiente. Questo è l'orientamento di molti dirigenti scolastici. Data la grande responsabilità che grava sui presidi alcuni hanno scelto il pugno di ferro contro i trasgressori. Come riporta La Repubblica, c'è ad esempio la preside dell'istituto tecnologico "Volta" di Perugia che, in caso di mancato rispetto delle regole, ha previsto voti bassi in condotta e sospensioni. Dello stesso avviso Nicoletta Puggioni del polo tecnico "Devilla" di Sassari, mentre non sembra approvare Domenico Squillace, alla guida del liceo scientifico "Volta" di Milano che ha annunciato che punterà sul dialogo con i ragazzi. Sull'argomento è intervenuto anche il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, che ha ricordato che "le sanzioni devono essere previste, ma siamo sempre in ambito educativo, non possiamo dimenticarlo". Gli fa eco Mario Rusconi, sempre dell'Anp: "Minacciare di utilizzare misure repressive, alcune addirittura bizzarre come ripetute interrogazioni punitive, verso quegli alunni che disattendono ad esempio l'uso della mascherina, oltre a non rendere giustizia al senso di responsabilità professionale dei nostri docenti possono rivelarsi persino inefficaci al raggiungimento della prevenzione risultando un esercizio pedagogicamente anti-formativo", afferma all'Adnkronos.