Illustrazione di una mano che regola il termostato in un'aula con studenti e climatizzatore
Immagine realizzata con AI

Climatizzatori e pompe di calore arriveranno in tutte le scuole italiane, ma i primi finanziamenti saranno disponibili solo dal 2028. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla legge di Bilancio per il 2027.

Il calendario è già fissato: il 2027 sarà l'anno dei bandi, mentre le risorse verranno erogate a partire dall'anno successivo. Il piano riguarda anche università e ospedali, con interventi di efficientamento energetico.

Indice

  1. Cosa prevede la manovra per le aule
  2. Bandi nel 2027 e soldi dal 2028
  3. Da dove arrivano i fondi
  4. Anche atenei e ospedali nel piano

Cosa prevede la manovra per le aule

La misura entra nella legge di Bilancio, cioè il documento programmatico con cui lo Stato pianifica ogni anno spese e priorità. L'obiettivo dichiarato è rendere più vivibili le aule scolastiche, con temperature adeguate in tutte le stagioni.

Quindi niente più cappotto in classe a gennaio e niente più ventaglio improvvisato con il quaderno a fine anno. Il piano punta a garantire il comfort sia nei mesi invernali sia con l'arrivo del caldo, che nelle ultime estati è stato sempre più estremo.

Meloni ha presentato così l'intervento: "Abbiamo deciso di utilizzare una parte delle risorse della National Escape Clause, parte energetica, per dotare tutte le scuole italiane di climatizzatori e pompe di calore". E ha aggiunto: "È una richiesta che arriva dalle famiglie, dagli insegnanti, dai ragazzi. È una questione oggettivamente di civiltà, nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi a giugno".

Durante la conferenza la premier ha lanciato anche una frecciata agli avversari politici. Ha tirato in ballo gli "utilissimi" banchi a rotelle, acquistati durante l'emergenza Covid, quando a Palazzo Chigi sedeva Giuseppe Conte: "Se in passato, invece di dedicare le risorse a comprarli, ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio".

Nella stessa manovra ci sono anche due misure pensate per i giovani su lavoro e affitti. La prima misura prevede la detassazione dei bonus di produzione per gli under 30, con un limite di 2.500 euro l'anno. La seconda riguarda un taglio fiscale per i proprietari di case che le affittano ai giovani a canone di mercato.

Queste due misure, però, toccano solo una parte dei ragazzi: per ricevere un premio di produzione, prima serve avere un lavoro. Il piano per climatizzatori e pompe di calore, invece, riguarda tutti gli studenti.

Bandi nel 2027 e soldi dal 2028

Quando si starà finalmente al fresco in classe? L'avvio delle misure è previsto dal 2027, ma con tempi lunghi. A chiarirlo è stata la stessa Meloni: "cioè dal 2027, che è l'anno però in cui si devono fare i bandi e quindi le risorse vengono erogate a partire dal 2028".

Il percorso si divide quindi in due tappe. Nel 2027 si pubblicano i bandi, nel 2028 arrivano i soldi per realizzare gli interventi nelle scuole.

Per gli studenti significa aspettare ancora almeno un anno prima di vedere climatizzatori e pompe di calore montati nelle aule. Insomma, qualche altra estate rovente tra i banchi è ancora in programma... e chi sta per affrontare la maturità lo sa bene, vero?

Da dove arrivano i fondi

A finanziare il piano sarà la componente energetica della National Escape Clause (NEC). La clausola di salvaguardia nazionale permette agli Stati membri dell'Unione europea, in presenza di determinate condizioni, di avere una flessibilità temporanea rispetto alle regole di bilancio.

Proprio per il settore energetico, l'Italia ha previsto circa 7,2 miliardi di euro nel 2027 e 7,4 miliardi nel 2028. Queste risorse sono destinate a interventi per la sicurezza e l'efficienza energetica.

Resta però un punto aperto, e non da poco. Resta da chiarire quanti di questi fondi andranno specificamente alle scuole, e quanti invece a università e ospedali.

Anche atenei e ospedali nel piano

Il piano va oltre le scuole. "Finanziamo anche l'efficientamento energetico delle università e quello degli ospedali", ha spiegato Meloni. L'idea è ridurre i consumi di energia attraverso la riqualificazione degli edifici, dagli atenei alle strutture sanitarie.

Il tema del raffrescamento delle aule era già finito sul tavolo dopo un'estate rovente. Uno stanziamento di 20 milioni di euro per comprare apparecchi e dispositivi destinati al controllo delle temperature negli ambienti scolastici era stato annunciato a settembre dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.

In quell'occasione il ministro aveva anche anticipato l'intenzione di preparare un piano più ampio per l'efficientamento energetico degli edifici. Con la manovra si passa a un intervento di portata nazionale, che coinvolge tutte le scuole italiane.

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