sciopero scuola 7 maggio

Non sarà solo una giornata di lezioni a rischio. Lo sciopero della scuola del 7 maggio 2026 porta in piazza docenti, personale ATA e studenti attorno a un tema molto preciso: la riforma degli istituti tecnici e, più in generale, il futuro della formazione tecnico-professionale in Italia.

Secondo l’avviso diffuso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, per il 6 e 7 maggio 2026 sono previste diverse azioni di sciopero nel comparto Istruzione e Ricerca.

In particolare, per il 7 maggio lo sciopero è stato proclamato da CUB SUR, SGB e FLC CGIL per il personale dirigente, docente e ATA degli istituti tecnici. A questo si aggiungono altre mobilitazioni, tra cui quelle indette da Cobas Scuola, Cobas Scuola Sardegna e USB PI Scuola.

Indice

  1. Perché si sciopera il 7 maggio
  2. Dove sono previste le manifestazioni
  3. Le scuole resteranno aperte?
  4. Il comunicato della Rete degli Studenti Medi

Perché si sciopera il 7 maggio

Al centro della protesta c’è la riforma degli istituti tecnici, contestata da sindacati, docenti e studenti perché - secondo i promotori della mobilitazione - rischierebbe di ridurre ore di didattica, modificare i quadri orari e avvicinare sempre di più la scuola alle esigenze immediate del mercato del lavoro.

La mobilitazione nasce anche dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, che parla di una riforma imposta senza un vero confronto con le scuole.

In un comunicato diffuso da CUB Milano, la rete sostiene che il provvedimento sia stato approvato a iscrizioni già concluse, quando quindi molte famiglie avevano già scelto il percorso scolastico per il prossimo anno.

Dove sono previste le manifestazioni

Il 7 maggio sono previsti presidi e cortei in diverse città italiane. A Roma, l’appuntamento principale legato alla protesta sulla riforma degli istituti tecnici è in piazza Santi Apostoli, dalle 10:00 alle 13:00

Tra gli appuntamenti già comunicati ci sono anche:

  • Milano, con ritrovo alle 9:30 in piazzale Medaglie d’Oro e corteo verso l’Ufficio scolastico regionale;

  • Torino, alle 9:00 in piazza Arbarello;

  • Genova, dalle 10:30 sotto la Prefettura in largo Lanfranco;

  • Napoli, dalle 10:00 alle 13:00 in piazza del Plebiscito;

  • Bologna, alle 9:30 davanti alla Prefettura;

  • Bari, dalle 9:30 alle 12:30 all’Ufficio scolastico regionale;

  • Palermo, dalle 9:00 alle 13:00 all’USR in via Fattori;

  • Mestre, alle 10:30 davanti all’Ufficio scolastico regionale in via Forte Marghera.

Sempre tra le iniziative segnalate ci sono presidi anche a L’Aquila, Chieti, Teramo, Catanzaro, Ferrara, Forlì, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Ancona, Campobasso, Asti, Cuneo, Novara, Cagliari, Messina, Firenze, Perugia e Aosta, con orari e modalità diverse a seconda dei territori.

Le scuole resteranno aperte?

Come accade in questi casi, non è possibile sapere in anticipo in ogni istituto quanti docenti e lavoratori aderiranno allo sciopero.

Le scuole, infatti, comunicano alle famiglie che non può essere garantito il regolare svolgimento delle attività didattiche, perché lo sciopero riguarda un servizio pubblico essenziale e segue le regole previste dalla normativa.

In pratica, il consiglio per studenti e famiglie è quello di controllare le comunicazioni ufficiali della propria scuola: registro elettronico, sito dell’istituto o eventuali avvisi della segreteria.

Il comunicato della Rete degli Studenti Medi

Pronti a scendere in piazza anche i sindacati studenteschi. Di seguito vi riportiamo il comunicato integrale della Rete degli Studenti Medi: "Il 7 maggio studenti, docenti e personale ATA saranno in sciopero in tutto il paese contro la riforma degli istituti tecnici e professionali proposta dal Ministro Valditara.

La riforma, presentata mesi fa, propone un taglio degli anni di scuola e delle ore di didattica.

La formula proposta è quella del 4+2: quattro anni di scuola con materie e moduli dimezzati e due anni di ITS Academy, nella maggior parte dei casi private e a pagamento. Un passo in più verso l’aziendalizzazione sfrenata verso cui la scuola già da tempo stava andando.

'Ancora una volta la priorità è tagliare fondi all’istruzione' spiega Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio 'questa riforma punta a ridurre le ore di insegnamento, diminuendo la formazione delle studentesse e degli studenti'.

Contro questa proposta studenti, docenti e personale ATA si sono già mobilitati in tante scuole del paese: l’appuntamento sarà in piazza Santi Apostoli a Roma alle ore 10:00, domani 7 maggio.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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