
Un altro milione di ragazzi può tornare tra i banchi. In questo modo 8 ragazzi su 10 riusciranno a fare almeno un mese di scuola in presenza prima della fine dell’anno 20/21, come si augura il Presidente del Consiglio. Vediamo tutti i numeri di queste settimane grazie ai dati di Tuttoscuola.com.
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Rientro in classe: ecco i dati di questi giorni
Tra gli obiettivi di Draghi c’è quello di garantire al più alto numero di studenti possibile la presenza a scuola per almeno un mese consecutivo. “Devono chiudere l’anno insieme” ha dichiarato, e ha aggiunto che il sacrificio di restare a casa è stato necessario per evitare che i ragazzi contagiassero i genitori o, peggio, i nonni. Ma ora che la campagna vaccinale della fascia di età più avanzata della popolazione sta ingranando (si parla di circa 2 su 5 degli ultraottantenni e quasi 1 su 2 degli ultranovantenni già immunizzato, e più del 70% ha ricevuto la prima dose), si può tornare con più tranquillità. “Mettere in sicurezza la categoria dei più fragili e anziani consente di riaprire le scuole”, continua Draghi, spezzando una lancia anche a favore della Dad che comunque, dice: “è stata meglio di niente”. Dal 12 aprile quindi 6,6 milioni su 8,5 di studenti (il 77% del totale) di scuole statali e paritarie tornano in classe, quasi un milione in più rispetto alla settimana precedente. Di questi, 400 mila sono gli studenti lombardi. In controtendenza gli studenti della Sardegna, regione che dopo un periodo in zona bianca è tornata improvvisamente in rosso. Qui 63 mila alunni di medie e superiori tornano in Dad. L’obiettivo di Draghi è vicino: gli alunni di scuole dell’infanzia e primarie sono già in classe al 100%, quelli delle medie all’87%, gli studenti delle superiori purtroppo ancora al 38%. Ma si spera che presto quest’ultima percentuale possa salire.
Cosa succederà dal 12 aprile
Ma perché si è potuti rientrare in classe? Soprattutto per il miglioramento dei dati relativi ai contagi che ha consentito a diverse regioni di passare dalla fascia rossa a quella arancione, ma anche per il Decreto Legge 44 del 1.4.21, in cui è stato disposto che bambini e ragazzi dalla scuola dell'infanzia alla prima media possono svolgere lezioni in presenza anche se abitano in una zona rossa. Quindi da 0 a 11 anni si torna sui banchi anche in Campania, Puglia, Valle d’Aosta e Sardegna. Nelle zone arancioni la scuola si svolgerà lezione in presenza per una percentuale di alunni tra ll’81% e l’86%, nelle zone rosse il 51%. Secondo Tuttoscuola saranno l’84% al Nord, l’83% al Centro, il 76% nelle Isole, entro il 60% al Sud. Le percentuali più alte si registrano nelle province autonome di Bolzano e Trento dove per ordinanze regionali, dopo gli screening obbligatori per tutti da effettuare prima di entrare a scuola, torneranno in presenza l’87% di tutti gli studenti. Saranno quindi in classe 5,5 milioni di bambini delle elementari e 356 mila bambini di asili e nidi, per un totale di 6.558.535 studenti (su 8 milioni e 506 mila). Vediamo ora i dati suddivisi per area geografica e per gradi di scuola.
I numeri per regione
Ecco le regioni dove il rientro è più significativo: in Lombardia (con 1.192.037 in presenza e 209.776 in Dad), nel Lazio (687.592 in presenza e 133.737 in Dad), in Sicilia (614.891 in presenza e 125.879 in Dad), nel Veneto (573.694 in presenza e 106.402 in Dad), in Emilia Romagna (519.878 in presenza e 100.145 in Dad) e in Toscana (419.124 in presenza e 85.492 in Dad. Meno alunni in assoluto in Sardegna che passa dai precedenti 170.004 in presenza ai 106.560 (e 100.178 alunni in Dad).
I numeri per scuola
Considerando che nelle scuole superiori l’accesso in aula, nelle regioni in cui è consentito, è al 50% (in alternanza), si può calcolare che su un totale di più di 6,5 milioni di alunni in presenza a scuola e circa 2 milioni in Dad, potranno seguire le lezioni tra i banchi 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 della primaria (il 100%), 1.485.028 della secondaria di I grado (il 86,7%) e 1.074.632 studenti delle superiori (il 38,5%).