linda calistri

Era il 2020, il mondo sembrava essersi fermato. Ma non per Linda Calistri: 19 anni, originaria di Pistoia, maturità scientifica appena messa in tasca, e una decisione che a molti sarebbe sembrata fuori luogo - iscriversi alla scuola di volo di Forlì nel bel mezzo di una pandemia globale.

Scelta vincente, col senno di poi. Oggi Linda ha 24 anni, vive ad Amsterdam e vola come primo ufficiale per Transavia - la divisione low cost di Air France-Klm - su Airbus A321neo. Prima ancora ha volato con Ita Airways e si è formata con Ryanair.

Diciotto mesi per ottenere la licenza di pilota, e da lì i traguardi si sono accumulati in fretta.

Indice

  1. Due premi, un record
  2. Il problema non era il cielo
  3. Ryanair, Ita, Transavia: tre mondi diversi
  4. I preferiti: vento, manovre e un sogno da lungo raggio

Due premi, un record

L'Enac - l'ente che in Italia regola l'aviazione civile - l'ha premiata due volte. Nel 2023 come la più giovane donna ad aver ottenuto il brevetto di pilota commerciale. Poi, pochi giorni fa, come la più giovane in assoluto ad aver conseguito la licenza di pilota di linea.

Questo secondo riconoscimento porta il nome di Fiorenza de Bernardi, prima donna pilota di linea nella storia italiana, scomparsa a dicembre scorso a 97 anni.

Com'è cominciata questa storia? Già in pandemia, Linda aveva fatto i suoi calcoli: "Prima o poi l'aviazione si sarebbe ripresa e avrebbe avuto bisogno di nuovi comandanti e primi ufficiali" spiega a Il Corriere della Sera.

Il sogno, però, arriva da lontano. Alle medie. "Mio padre aveva il pallino del volo, ma alla fine non aveva mai tentato questa carriera". Linda invece ci ha provato davvero, e subito.

Primo volo di linea nel febbraio 2023: Roma-Atene e ritorno, con Ita. A 21 anni era già in cabina. Nel settembre 2025 il salto su Transavia, e il trasferimento ad Amsterdam.

Il problema non era il cielo

La difficoltà più grande? Non il decollo, non le procedure, non i 15 esami del percorso. "L'età. Quando mi sono seduta in cabina avevo 21 anni, dimostro meno di quelli che ho, e ancora oggi qualcuno si chiede se sono qualificata". 

A questo si aggiunge, in alcuni contesti, anche il genere. "Non direi maschilismo, ma qualche comandante mi ha guardata chiedendosi se fossi lì per merito o per le quote rosa. Che in aereo non esistono: sale solo chi è capace, punto".

Il momento più emblematico? Un passeggero che, prima del decollo, si avvicina al comandante e chiede - con lei presente - "Ma lei è brava?". "Il collega ha preso le mie difese", racconta. I pregiudizi, aggiunge, li ha trovati soprattutto tra i passeggeri italiani.

Ryanair, Ita, Transavia: tre mondi diversi

Ogni compagnia ha la sua cultura. "In Ryanair sono rigidissimi sulle procedure - hanno migliaia di piloti da tutto il mondo e devono uniformare tutto. In Ita l'ambiente era più rilassato, tanti ex Alitalia con decenni di esperienza. In Transavia, se esci dalle procedure, devi spiegare il perché". Tre scuole diverse, tutte utili.

I preferiti: vento, manovre e un sogno da lungo raggio

Aeroporto preferito? Tenerife Sud. "Il vento lo rende più divertente".

Nella lista anche Reggio Calabria ("non posso ancora atterrarci, servono abilitazioni speciali") e Sydney. Aerei preferiti da volare? Il Boeing 737 batte l'Airbus: "Richiede molte più manovre manuali, c'è la cloche. L'A320 è pieno di computer che facilitano la vita ma tolgono divertimento".

Il prossimo obiettivo è il "corso comando" per diventare comandante, che la licenza Atpl già in suo possesso le consente di fare. 

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