Un libro di testo che oggi costa 30 euro potrebbe essere acquistato in versione digitale per meno di 15. E se preferisci studiare sulla carta, potresti persino stamparlo per intero, senza violare le norme sul diritto d'autore.
Non è una nuova offerta delle case editrici, ma una delle novità previste dalla legge di Bilancio 2027, che punta a ridurre il costo dei libri scolastici e universitari.
La misura, contenuta nell'articolo 105 della manovra, introduce per gli editori l'obbligo di mettere a disposizione una versione digitale stampabile dei manuali adottati nei percorsi di studio, a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto alla corrispondente edizione cartacea.
Una proposta che potrebbe alleggerire la spesa sostenuta ogni anno dalle famiglie per acquistare i libri di testo, ma che ha già acceso uno scontro con il settore editoriale.
L'Associazione Italiana Editori (AIE) ne ha infatti chiesto la cancellazione, contestando sia le conseguenze economiche della norma sia il mancato confronto con le imprese interessate.
Ma come funzionerebbe concretamente il nuovo sistema? E soprattutto, quando gli studenti potrebbero iniziare ad acquistare i libri digitali a metà prezzo?
Indice
Libri scolastici e universitari a metà prezzo: cosa prevede la manovra 2027
L'obiettivo della proposta è offrire agli studenti un'alternativa meno costosa rispetto all'acquisto dei tradizionali libri cartacei.
Il disegno di legge interviene sulla normativa che disciplina l'adozione dei testi scolastici, introducendo un nuovo obbligo per le case editrici: rendere disponibile una versione digitale stampabile dei libri di testo scolastici e universitari indicati nei programmi di insegnamento.
Non si tratterebbe, quindi, di una semplice possibilità lasciata alla scelta degli editori, ma di un requisito previsto dalla legge.
Il cambiamento riguarderebbe sia gli studenti delle scuole sia quelli universitari, con una differenza rispetto alla situazione attuale: molti manuali sono già disponibili in formato elettronico, ma spesso attraverso piattaforme e applicazioni che ne limitano la possibilità di stampa.
La nuova versione digitale dovrebbe invece consentire anche di riprodurre integralmente il libro su carta, rispettando le condizioni stabilite dalla norma.
Per quanto riguarda la scuola, è prevista inoltre una conseguenza per gli editori che non si adeguassero: i libri non conformi ai nuovi requisiti non potrebbero essere oggetto di nuove adozioni da parte degli istituti scolastici.
Quanto si risparmierebbe davvero sui libri di testo?
Il punto centrale della misura riguarda il prezzo: secondo il disegno di legge, la versione digitale stampabile dovrà costare almeno il 50% in meno rispetto alla corrispondente edizione cartacea. Facciamo qualche esempio per capire cosa significherebbe concretamente.
Se un libro scolastico costasse 30 euro, la sua versione digitale dovrebbe essere venduta a meno di 15 euro. Per un manuale universitario da 60 euro, invece, il prezzo del formato elettronico dovrebbe scendere sotto i 30 euro.
Il risparmio potrebbe diventare significativo soprattutto per le famiglie che ogni anno devono acquistare numerosi testi oppure per gli universitari alle prese con manuali particolarmente costosi.
Attenzione, però: il prezzo dimezzato riguarderebbe esclusivamente il formato digitale, non l'edizione cartacea tradizionale. Chi decidesse di stampare il libro dovrebbe infatti sostenere anche le spese di stampa, che non sono comprese nel prezzo di acquisto.
Di conseguenza, il risparmio finale dipenderebbe dalle scelte dello studente: utilizzare il manuale su tablet o computer permetterebbe di evitare questi costi aggiuntivi, mentre stamparne centinaia di pagine potrebbe ridurre sensibilmente il vantaggio economico.
I libri digitali si potranno stampare interamente, anche in copisteria
Una delle novità più rilevanti riguarda proprio la possibilità di ottenere una copia cartacea del libro acquistato in formato digitale.
Oggi la normativa sul diritto d'autore pone limiti alla riproduzione delle opere protette. In particolare, la fotocopiatura di libri per uso personale è generalmente consentita, nei casi e alle condizioni previste dalla legge, entro il limite del 15% del volume.
Il disegno di legge introduce invece una deroga specifica per i libri di testo scolastici e universitari interessati dalla misura, permettendo allo studente di stampare il manuale nella sua interezza.
La licenza d'uso comprenderebbe il diritto di realizzare una sola copia cartacea completa dell'opera, destinata esclusivamente all'utilizzo personale, scolastico o di studio.
La stampa potrebbe essere effettuata in autonomia, utilizzando una stampante domestica, oppure affidata a un centro specializzato, come una copisteria. In entrambi i casi, però, il costo sarebbe interamente a carico dello studente.
La possibilità di stampare il volume non comporterebbe quindi il diritto di duplicarlo liberamente. Resterebbero vietate la realizzazione di ulteriori copie, la vendita o la cessione del libro stampato e la condivisione o diffusione del file digitale.
In altre parole, non sarebbe possibile acquistare un manuale elettronico per poi distribuire il PDF ai compagni di classe, né stampare diverse copie da condividere con altre persone.
Gli editori contro la norma: “Inutile e dannosa”. L'AIE ne chiede la cancellazione
Se per studenti e famiglie la proposta potrebbe rappresentare una nuova opportunità di risparmio, la reazione del settore editoriale è stata decisamente negativa.
L'Associazione Italiana Editori (AIE), attraverso il suo presidente Innocenzo Cipolletta, ha criticato duramente l'articolo 105 della manovra, definendolo una misura che rischia di imporre nuovi costi agli operatori senza offrire un vantaggio economico concreto alle famiglie.
Secondo l'associazione, il problema principale è che il valore di un libro non dipende soltanto dalla carta utilizzata per stamparlo.
Dietro un manuale scolastico o universitario ci sono infatti il lavoro degli autori, la progettazione didattica, le illustrazioni, l'impaginazione, gli aggiornamenti dei contenuti e tutte le attività necessarie alla sua pubblicazione.
Un insieme di costi che, secondo gli editori, non scompare passando dal formato cartaceo a quello digitale. L'AIE contesta inoltre il metodo seguito dal Governo, lamentando l'assenza di un confronto preventivo con i rappresentanti del settore.
Da qui la richiesta di eliminare l'articolo 105 dalla legge di Bilancio, avanzata anche alla luce delle possibili conseguenze per editori, autori e librerie.
Una posizione condivisa dall'Associazione Librai Italiani (ALI Confcommercio), il cui presidente Paolo Ambrosini ha espresso il timore che la norma possa danneggiare l'intera filiera del libro senza garantire un risparmio effettivo agli acquirenti.
I rappresentanti dei librai propongono invece di intervenire sul costo dei libri attraverso strumenti fiscali, come una detrazione del 19% sulle spese di acquisto, che permetterebbe di sostenere le famiglie senza imporre direttamente una riduzione dei prezzi agli editori.