
Secondo quanto riporta una nuova indagine curata da Indire, “Impatto della pandemia sulle pratiche didattiche e organizzative delle scuole italiane nell’anno scolastico 2020/21”, lo scorso anno scolastico la didattica in presenza è stata la più praticata dagli insegnanti italiani, al 72,1%.
Bisogna però considerare che c'è stato anche un frequente ricorso alla didattica a distanza, ben il 68,6% dei casi, mentre quasi la metà degli insegnanti ha utilizzato la didattica ibrida (48,2%) e quella alternata (45,2%). Ma andiamo ad approfondire più nel dettaglio quanto emerso dall'indagine.
Il campione analizzato e i diversi metodi utilizzati
A partecipare all'indagine attraverso un questionario online sono stati ben 2.546 docenti di cui: il 26,8% fa parte della scuola primaria, il 20,3% della scuola secondaria di primo grado e il restante 52,9% della scuola secondaria di secondo grado.
Tra le varie metodologie utilizzate dagli insegnanti ve ne sono molte di innovative raccomandate dalle linee guida del Ministero come il Project-Based Learning, la Flipped classroom, il Debate, l’Apprendimento cooperativo, la Didattica breve. Alcune di esse, tuttavia, erano già adottate anche prima della pandemia.
L'utilizzo delle risorse didattiche: il libro di testo e le risorse online
Nonostante la didattica a distanza e la possibilità di utilizzare le risorse online, resta centrale il ruolo del libro di testo che si colloca tra le risorse utilizzate più frequentemente così come prima nella pandemia e nello specifico l'ha utilizzato "sempre" il 53,9% dei docenti nella scuola primaria e invece "spesso" il restante 39,7%.
Alte le percentuali di utilizzo del libro di testo, rispettivamente del 49,3% e del 38,5%, anche nella scuola secondaria di primo grado e quasi identiche quelle della scuola secondaria di secondo grado con il 46,8% dei docenti che dice di averlo utilizzato “sempre” e il 38,4% “spesso”.
A differenza della secondaria però, la maggioranza dei docenti delle scuola primaria ha utilizzato contenuti digitali o espansioni digitali dei libri di testo, contenuti scansionati provenienti da altri libri di testo, contenuti digitali autoprodotti per le lezioni, contenuti provenienti da fonti informali, contenuti provenienti da spunti educativi offerti da webinar o altre iniziative di formazione.
Paolo Di Falco