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Prima i voti inseriti sul registro elettronico, poi la cancellazione. Infine le nuove valutazioni, in diversi casi più basse rispetto alle precedenti, costate care agli studenti: per uno di loro, infatti, l'abbassamento del voto ha contribuito a farlo rimandare a settembre e poi a bocciarlo.

È la vicenda che coinvolge due professoresse di una scuola superiore di Reggio Emilia, oggi indagate con l’accusa di falso in atto pubblico in concorso.

Secondo quanto ricostruito, le due docenti - una 39enne e una 49enne, entrambe reggiane - avrebbero modificato i voti di una verifica svolta da una classe nell’aprile 2023.

A far partire il caso è stato un collega, insegnante di sostegno, che ha presentato un esposto ai carabinieri. La segnalazione è poi arrivata alla Procura, dove il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Indice

  1. La verifica e i voti cambiati
  2. Il nodo del registro elettronico
  3. La difesa: “Nessuna irregolarità”

La verifica e i voti cambiati

La storia parte da una verifica svolta in classe mentre la docente titolare, 39 anni, era assente per malattia.

A sostituirla c’era una supplente di 49 anni, alla quale era stato lasciato il compito di somministrare un test composto in parte da domande a crocette e in parte da risposte aperte. Insieme alla prova, la supplente avrebbe ricevuto anche il correttore, cioè le soluzioni da usare per valutare gli elaborati.

La supplente corregge la verifica e inserisce i voti sul rebgistro elettronico. Quando però la titolare rientra a scuola e vede le valutazioni, comunica alla classe su Classroom: “Mi sono accorta di diversi errori nella correzionesi legge nell’espostoperciò sono stati eliminati i voti attribuiti dalla supplente e a breve caricherò quelli corretti...”.

Ed è qui che scatta il caso. Perché, secondo la denuncia, dopo la modifica alcuni voti sarebbero calati parecchio: una studentessa sarebbe passata da 6 a 3+, un altro alunno da 10- a 7 e mezzo.

Per un altro studente, invece, l’abbassamento da 10 a 6- “ha contribuito poi a farlo rimandare a settembre e poi a bocciarlo”, spiega l’insegnante di sostegno che ha denunciato tutto.

Il nodo del registro elettronico

Il punto centrale è questo: i voti, una volta inseriti nel registro elettronico, non sono semplici numeri modificabili a piacimento. Sono considerati atti pubblici e, proprio per questo, possono essere corretti solo in casi specifici, ad esempio in presenza di errori materiali o di trascrizione.

Ma la correzione deve essere motivata e autorizzata secondo le procedure previste dalla scuola. Secondo l’insegnante di sostegno che ha presentato l’esposto, quelle modifiche non sarebbero state regolari.

“La professoressa ha mandato una mail alla vicepreside (non indagata, ndr) che le ha dato l’autorizzazione di contattare il tecnico, con la supplente che si è prestata a dare l’ok" – continua l’insegnante di sostegno. 

"Tutto ciò non si può fare, anche perché il metodo di valutazione non poteva essere discrezionale. Come ha fatto la supplente a sbagliarsi anche di quattro voti?”.

Sempre secondo il docente, dietro la vicenda potrebbero esserci state anche tensioni personali con la titolare. “Mi ha detto che i ragazzi che seguivo io non avevano avuto un buon insegnante, perciò ha abbassato il voto. Inoltre ho ricevuto anche offese da parte sua”.

Ora sarà la Procura a decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

La difesa: “Nessuna irregolarità”

Di tutt’altro avviso le difese delle due docenti, che respingono le accuse e sostengono che le modifiche siano state fatte per correggere errori evidenti nella valutazione.

L’avvocata Marina Bortolani, legale della professoressa 39enne, spiega: “La professoressa non ha commesso alcuna 'alterazione o manomissione di voti', si è adoperata per 'correggere palesi errori materiali' dei voti della verifica, previa autorizzazione dalla dirigenza scolastica e dal responsabile del registro elettronico a sua volta autorizzato. Errori commessi dalla supplente sul registro elettronico mentre la mia assistita era in ospedale.

Se non fosse avvenuta la correzione si sarebbe creato un danno o ingiusto vantaggio nei confronti di diversi studenti oltre che un danno nei confronti della fede pubblica della collettività. Ha anzi dimostrato profonda devozione all’insegnamento, senso di responsabilità e continuità didattica nell’interesse degli studenti”.

Sulla stessa linea anche Marco Dallari, avvocato della supplente: “È completamente estranea alle accuse che credo siano state impostate in maniera sbagliata. La mia cliente ha operato secondo le regole scolastiche e non in maniera irregolare.

La rettifica dei voti andava fatta perché la correzione non era stata eseguita nel modo giusto. Ha agito con onestà e buonafede senza favorire o danneggiare nessuno. Lo dimostreremo in aula”.

La vicenda, quindi, resta aperta: da una parte c’è l’accusa di aver alterato valutazioni già registrate, dall’altra la difesa sostiene che si sia trattato di una correzione necessaria per evitare errori nei confronti degli studenti.

Sarà ora la magistratura a stabilire se quelle modifiche siano state una semplice rettifica o qualcosa di più grave.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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