
Sospensione di un mese, ovvero la sanzione disciplinare massima, per i tre studenti coinvolti nello scontro con due professori avvenuto nei giorni scorsi a Parma.
Il violento episodio, consumatosi lo scorso giovedì 21 maggio all'interno di un parco situato nei pressi di un istituto superiore emiliano, era subito diventato di dominio pubblico dopo la diffusione virale di un video sui social network.
La decisione sarebbe stata assunta al termine del Consiglio d’istituto, secondo quanto anticipato dal Tg1, e non sarebbe esclusa una possibile bocciatura dei ragazzi in sede di scrutinio finale.
La scelta del docente: nessuna denuncia
Nonostante la gravità della situazione e la forte eco mediatica, gli insegnanti coinvolti hanno preso una posizione netta, decidendo di non sporgere denuncia contro i ragazzi.
Uno di loro, professore di Sistemi e Reti dell'Itis di Parma, 63 anni d'età e una lunga carriera dietro la cattedra iniziata nel 1985, è stato intervistato dal Corriere della Sera. Il docente ha spiegato di aver trascorso oltre due ore in questura: "Fanno il loro dovere ma io l’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia, perché non considero un’aggressione quella che si vede nel video e io non ho subito alcun danno. Piuttosto considero il mio non denunciare un intervento educativo".
"Uno Stato deve sapere quando agire, non deve delegare i cittadini. Dopodiché questi ragazzi hanno già verificato sulla propria pelle che se si comportano male c’è una reazione che non possono evitare. La mia reazione a questa storia è il massimo che come insegnante io possa fare, con ragazzi adolescenti in quelle condizioni, per non voltarmi dall’altra parte".
Secondo il professore, quindi, non si è trattato di una vera e propria aggressione: "L’aggressione c’è fra due entità che non si conoscono quando una delle due non conosce la ragione per cui viene aggredito - aggiunge il docente al Corriere -. In questo caso le due entità si conoscono e sanno esattamente qual è il motivo per cui questo confronto degenera in lite".
La dinamica dei fatti
Tutto è cominciato quando il professore, la scorsa settimana, ha rimproverato un sedicenne (studente della scuola, ma non della sua classe) sorpreso a prendere a calci una lattina contro una macchina parcheggiata. All'uscita da scuola, intorno alle 15:00, l'insegnante e il suo collega si sono imbattuti nuovamente nel sedicenne, nel frattempo affiancato da un gruppo di altri coetanei.
A una domanda provocatoria del docente, che chiedeva se ci fosse bisogno di ulteriori spiegazioni sul fatto della mattina, il ragazzo avrebbe risposto con toni minacciosi. La discussione è poi proseguita all'interno del parco adiacente alla scuola, culminando nei fatti visibili nel filmato che ha fatto il giro dei social.