
Ormai le lezioni a distanza in questo periodo di quarantena sono diventate l’unico mezzo per poter continuare il programma scolastico. Ma secondo Daniela Lucangeli, psicologa dello sviluppo e prorettrice dell'università di Padova, la didattica a distanza sta diventando qualcosa di più della mera sostituzione della lezione in classe. Scopriamo il prezioso parere della psicologa in merito.
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Le lezioni a distanza avvicinano docenti e studenti?
La didattica a distanza è un sistema che a causa di questa emergenza tutte - o quasi - le scuole italiane hanno dovuto mettere in atto. E’ innegabile che questo enorme cambiamento abbia stravolto la vita dei ragazzi e dei docenti: ma in che proporzione? Come stanno continuando le lezioni a distanza? A questi interrogativi ha provato a rispondere Daniela Lucangeli in un’intervista a Radio24, che rassicura: “A livello di apprendimento abbiamo esattamente quello che avremmo in presenza di un docente, la videolezione non fa qualcosa di diverso da quello che fa il docente in presenza. Ma il processo di apprendimento non passa attraverso la via cognitiva o prestazionale, bensì attraverso una via di significati nuovi che sono significati emotivi, affettivi. Cambia il potere emozionale,- e qui secondo la psicologa risiede il vero cambiamento tra lezioni frontali e telematiche - perché quella lezione verrà ricordata dai ragazzi con emozioni di vicinanza dell'adulto, di alleanza, di impegno del docente, di volontà di andare ad aiutarli e a evitare la paura. L'apprendimento con la lezione a distanza è accompagnata da emozioni positive e per questo è molto efficace. Il significato è: "Io ti vengo a prendere attraverso la webcam. E le emozioni non sono qualcosa di esterno all'apprendimento. Quando io apprendo una cosa, se sperimento paura, tutte le volte che la riprendo dalla memoria, riprendo anche la paura. In questo caso i ragazzi, ogni volta che riprenderanno dalla memoria quello che ha spiegato il professore in quell'ora, riprenderanno emozioni che gli dicono: "Tu sei importante per la tua scuola, tu vali".
La tecnologia rivalutata anche a scuola
E’ uso comune pensare che la tecnologia in mano ai ragazzi possa solo essere fonte di distrazione, solo solo pochi anni che anche la scuola italiana si sta attrezzando per andare incontro alle LIM, ad esempio. Tuttavia con l’obbligo della didattica a distanza si è fatto un grande balzo avanti in tal senso, e la tecnologia ha assunto nuovi significati didattici e formativi, come affermato dalla psicologa Lucangeli: “La didattica a distanza, che in realtà non è una nuova tecnologia, ma una tecnologia quasi primitiva rispetto a quella che potremmo adoperare, ha fatto una rivoluzione. E' la prima volta che non sono i ragazzi ad andare a scuola, ma è la scuola che va ai ragazzi. Questo cambia completamente il meccanismo di significato con cui viene letta, perché la tecnologia, invece di essere qualcosa che sostituisce la presenza del professore, è qualcosa che consente la presenza del professore. E' questa la rivoluzione. Questa non è didattica a distanza nel senso che è mediata tecnologicamente, come potevamo immaginarci solo quindici giorni fa. Il messaggio che dà ai ragazzi é che, attraverso un mezzo, viene da te il tuo adulto di riferimento. Non è una tecnologia che sostituisce l'adulto, ma una tecnologia che consente la connessione con il proprio docente, con la propria scuola, con i propri compagni. Quindi diventa esattamente ciò che è: un media perfetto. La tecnologia come media che consente all'uomo, al professore, alla società, la connessione umana. Una tecnologia che fa la tecnologia e non fa qualcosa al posto nostro.”