Decreto Coronavirus: le nuove misure adottate dal Governo

Marcello G.
Di Marcello G.
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Nuove indicazioni, ancora più specifiche, sulle misure di contrasto al coronavirus. Sono quelle che il Governo ha varato nella serata del 24 febbraio con un ulteriore decreto attuativo del D.l. n.6 del 23 febbraio 2020 (emanato nelle ore successive all’esplosione dell’emergenza in Italia), pubblicato il 25 febbraio in Gazzetta Ufficiale. In pratica si prendono e si approfondiscono quei punti già inseriti nel decreto d’urgenza.
Oltre a ribadire il divieto d’ingresso e d’uscita dalla ‘zona rossa’ (i comuni con i picchi di contagiati), la sospensione di molte manifestazioni pubbliche (eventi sportivi su tutti), regole per i pubblici servizi e norme di comportamento generali, una parte sostanziosa è dedicata al mondo della scuola. Ecco le misure che interessano più da vicino gli studenti e i ragazzi.

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Via libera alla didattica ‘a distanza’

Per evitare che, nelle ‘zone rosse’ l’assenza prolungata dei ragazzi da scuole e atenei possa pregiudicare le attività didattiche e curriculari, il decreto invita le istituzioni scolastiche, le università e tutto il sistema dell’Alta formazione ad attrezzarsi con modalità di didattica ‘a distanza’ (prove di verifica incluse). Nel caso delle scuole inferiori e superiori, alcuni di questi sistemi possono sostituire appieno la didattica frontale; di conseguenza la mancata partecipazione ai corsi potrebbe costituire assenza da scuola. Discorso diverso per gli atenei: qui le assenze non devono essere considerate ai fini dell’eventuale ammissione a esami e prove finali.

Prolungato lo stop alle gite

Confermata la sospensione delle gite scolastiche per le scuole di ogni ordine e grado almeno fino al 15 marzo 2020. Prevedendo anche delle forme di rimborso per chi aveva programmato il viaggio d’istruzione in questo periodo e aveva già pagato la quota, in base a quanto previsto dal ‘codice del turismo’ (D.lgs. 23 maggio 2011 n.79) in caso di recesso prima dell’inizio del viaggio (art.41, comma 4). Sempre fino al 15 marzo 2020, sospese anche le iniziative di scambio, i gemellaggi, le uscite didattiche di una sola giornata.

Scuole e università chiuse

In assenza di nuove disposizioni sul tema, la chiusura delle scuole rimane tale nelle regioni maggiormente colpite dall’insorgenza del coronavirus. Quelle che già avevano emanato ordinanze ad hoc (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Trentino). Perlomeno fino a domenica 1 marzo. In tutte le altre regioni, contrariamente a quanto falsamente circolato nelle ultime ore, la didattica va avanti regolarmente; a meno che dei singoli sindaci, autonomamente, decidano di chiudere gli istituti sul proprio territorio. Lo stesso vale per le università. Inoltre, fino al 15 marzo 2020, gli studenti che saranno assenti da scuola per più di 5 giorni (sia nelle regioni a rischio che nel resto del Paese), per essere riammessi a scuola dovranno presentare il certificato medico (anche in deroga alle disposizioni vigenti).




Rinviati gli esami per la patente

Sospesi anche gli esami per la patente in 14 province interessate dall'emergenza coronavirus (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). Ai ragazzi che non avranno potuto sostenere le prove, se necessario, verrà prolungata la validità del ‘foglio rosa’ e saranno prorogati i termini per poter svolgere gli esami.

Gli altri provvedimenti

Tra le altre misure di rilievo previste dal dpcm del 25 febbraio 2020: la sospensione, in tutti i comuni di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento di tali manifestazioni (nonché degli eventuali allenamenti) a 'porte chiuse', ma solo nei comuni non interessati dalle misure straordinarie di contrasto al coronavirus; nelle stesse sei regioni prevista una deroga al ricorso allo ‘smart working’, che consentirà alle aziende di far scattare il lavoro a distanza anche senza un precedente accordo individuale con il dipendente (come invece stabilito dalla legge ordinaria); piena facoltà ai tribunali e ai palazzi di giustizia nel modificare l’orario di apertura al pubblico; lo stop in tutta Italia alla domenica dei musei gratis (prevista per il 1 marzo 2020).
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30 marzo 2020 ore 15:30

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