
Il governo Draghi vara il decreto Covid che regolerà la vita degli italiani nel periodo successivo alla Pasqua. Previste alcune novità per la scuola. Vediamole nel dettaglio.
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Decreto Covid, scuole aperte nelle zone rosse
Come anticipato dal premier Mario Draghi in conferenza stampa venerdì scorso, il governo riporta in classe gli studenti fino alla prima media anche nelle zone rosse. Nel resto, invece, attività didattica a distanza. Nelle zone arancioni, invece, scuola in presenza al 100% fino alla terza media e dal 50% al 75% per le scuole superiori. L’Italia rosso-arancione, per il resto, rimarrà in vigore fino al 30 aprile, quando in teoria si chiuderebbe lo stato d’emergenza, ma il condizionale rimane d’obbligo: tutto dipenderà dall’effettivo decollo della vaccinazione e dai suoi risultati.
Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. Resta l’obbligo della mascherina dai sei anni in su.
Decreto Covid, il governo stoppa le Regioni
Fra le novità previste dal nuovo decreto c'è quella che vieta ai presidenti di Regioni di chiudere le scuole fino alla prima classe di scuola secondaria di primo grado. Con questa norma, fino al 30 aprile, a prescindere dalla fascia di colore in cui la loro Regione sarà inserita, di volta in volta, in base ai dati epidemiologici, i presidenti di Regione saranno vincolati e non potranno disporre la Dad almeno fino alla prima media. Su questo aspetto, su Twitter, è intervenuta la deputata del M5S, ex ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina: "Molto, molto bene. Anche se con alcune settimane di ritardo si decide di riaprire e tenere aperte le scuole per i più piccoli. Giusto che il governo metta un freno al protagonismo delle Regioni. Contenta per famiglie e soprattutto per i ragazzi. Ora occorre pensare agli studenti più grandi".