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Dopo che lo scorso 5 gennaio 2022, il Consiglio dei Ministri ha accordato il via libera alle nuove regole per la gestione dei casi di positività in ambito scolastico, a cui è seguita una circolare pubblicata l’8 gennaio in merito alle nuove misure da adottare nelle classi, si è resa necessaria anche una nuova nota sulla gestione dei positivi nelle scolaresche. Infatti le prime indicazioni erano più generiche, e solo con un’ulteriore comunicazione si è potuti scendere nel particolare, per indicare a docenti e presidi le corrette misure da eseguire in ogni circostanza. Scopriamo insieme quindi quando è permesso alla scuola controllare i Green Pass agli studenti e quando no.

Covid: le misure da adottare in caso di positività nelle classi

Iniziamo dunque facendo un breve recap delle misure in vigore oggi nelle aule italiane, partendo dal capire qual è il protocollo quando le istituzioni scolastiche scoprono la presenza di un positivo all’interno di una classe di scuole primarie, medie e superiori l'attività didattica rimane in presenza, con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni e autosorveglianza; si raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri. Alla scuola dell'infanzia, invece, al primo caso scatta la quarantena per tutta la classe di 10 giorni con test in uscita per rientrare.
Ma cosa fare se in classe si riscontrano due casi di positività?

Due casi positivi in classe: le regole da seguire

Più complessa è la circostanza per la quale si verificano due casi positivi all’interno della stessa aula. Alla scuola primaria in presenza di almeno 2 casi positivi è sospesa l’attività in presenza per 10 giorni e si rientra con test di uscita.
Alle scuole medie e superiori, invece, il Ministero nella prima nota diffusa aveva già specificato che in presenza di due casi positivi nella classe, le misure previste sono differenziate in funzione dello stato vaccinale.
Nella scuola secondaria, infatti, per gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario o che lo abbiano concluso da più di 120 giorni, che siano guariti da più di 120 giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo ecco cosa si prevede.

  • Attività didattica: è sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica digitale integrata per la durata di 10 giorni;
  • Misura sanitaria: quarantena della durata di 10 giorni con test di uscita - tampone molecolare o antigenico - con risultato negativo.

Per gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, o che siano guariti, da meno di 120 giorni e per coloro ai quali sia stata successivamente somministrata la dose di richiamo, si prevede quanto segue.

  • Attività didattica: in presenza con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni; si raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri;
  • Misura sanitaria: autosorveglianza.

Tuttavia fino a oggi, per preservare la privacy dei ragazzi e delle famiglie, non era concesso alle scuole venire a conoscenza dello stato vaccinale dei propri studenti: quindi come viene risolta questa situazione?

Green Pass studenti: quando si può chiedere?

Per superare questo impasse, il Ministero dell’Istruzione è dunque dovuto intervenire ulteriormente per specificare che, se si verificano due casi positivi nella stessa classe, i requisiti per poter frequentare in presenza, seppur in regime di autosorveglianza, devono essere dimostrati dall’alunno interessato.

L’istituzione scolastica è pertanto abilitata a prendere conoscenza dei dati forniti dagli alunni, compreso lo stato vaccinale e quindi il Green Pass.

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