
La stretta voluta dal Ministro Valditara sui compiti per casa - che vieta di assegnare gli esercizi e le pagine da studiare al di fuori fuori dall’orario scolastico, tramite registro elettronico - piace anche agli insegnanti italiani: quasi tre docenti su quattro si dicono pronti a sposare le nuove regole contro le consegne "last minute". A segnalarlo è un sondaggio de La Tecnica della Scuola, che ha coinvolto 360 insegnanti (di primarie, medie e superiori).
Eppure, dietro questo ampio consenso di massima, si nasconde un ostacolo pratico che rischia di depotenziare le buone intenzioni ministeriali, specialmente nei licei e negli istituti tecnici: il caro vecchio diario di carta - visto dalla circolare del MIM com l’unico strumento adibito ad accogliere i compiti - è ormai un oggetto quasi sconosciuto per la stragrande maggioranza degli alunni.
Non a caso, sebbene la maggioranza dei prof accolga positivamente l'invito del Ministro Valditara, i "sì" diventano via via più tiepidi mano a mano che si sale di grado scolastico.
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Docenti favorevoli, ma alle superiori frenano
Complessivamente, dunque, ben il 73,6% degli insegnanti si dichiara d'accordo con la direttiva che prevede l'assegnazione dei compiti esclusivamente entro la fine delle lezioni e, come detto, tramite diario cartaceo.
Inoltre, anche l'invito a coordinarsi per evitare la sovrapposizione di più verifiche nella stessa giornata - altro pilastro della direttiva - incontra il favore del 75% dei docenti.
Le differenze tra i vari ordini di scuola, però, sono marcate. Sull'assegnazione dei compiti, i docenti della primaria sono quasi unanimemente d'accordo (93,9%), seguiti a ruota da quelli delle medie (83,3%). Nelle scuole superiori, invece, il consenso crolla al 59,5%.
Un andamento simile si registra sul calendario delle prove: d'accordo il 93% alla primaria, il 74,4% alle medie e il 69,1% alle superiori.
Il "nodo" del diario cartaceo: un reperto archeologico?
Il vero scoglio, in particolare per la secondaria di secondo grado, sembra essere proprio il mezzo scelto dalla circolare, più che il metodo. Se alle elementari e alle medie l'84,8% degli insegnanti conferma che gli alunni utilizzano ancora il diario cartaceo, alle superiori la situazione si ribalta drasticamente.
Ben il 77,1% dei docenti di questo grado scolastico (145 su 188) afferma chiaramente che in classe il diario tradizionale non si usa più, ormai soppiantato in tutto e per tutto dagli strumenti digitali e dal registro elettronico.
"Nessuno lo scrive perché gli studenti chiedono esplicitamente di inserirli (i compiti) in agenda sul registro elettronico”, lamenta un docente nel sondaggio de La Tecnica della Scuola.
Una situazione, questa, che complica l'intento del Ministero: evitare gli inserimenti tardivi di compiti al pomeriggio, di sera o, peggio, durante il fine settimana.
Le voci della scuola, tra buonsenso e scetticismo
Entrando più nel cuore della rilevazione de La Tecnica della Scuola, viene fuori l’immagine di un corpo docente diviso tra chi chiede maggiore responsabilità e chi ritiene inapplicabile la direttiva.
"Entro la fine delle lezioni è impossibile e toglie tempo alla lezione. Ragionevole entro le 15", suggerisce un insegnante, aggiungendo che "non sovrapporre più verifiche scritte è fattibile, per le verifiche orali è impossibile".
C'è poi chi sottolinea il ruolo educativo del diario: "Il suo utilizzo andrebbe incoraggiato per sviluppare senso di responsabilità, autonomia e organizzazione. L’assegnazione sul registro elettronico trasforma il più delle volte gli insegnanti in segretari al servizio di studenti passivi".
L’usanza (dura a morire) dei compiti "fuori orario"
Ma quanto era necessaria questa circolare? I numeri parlano chiaro. Secondo i dati raccolti da noi di Skuola.net, l'assegnazione di compiti ben oltre il suono dell'ultima campanella era ormai una prassi radicata.
Solo a 1 studente su 4 (il 24%) le consegne vengono comunicate esclusivamente in presenza. Per gli altri, la scuola "continua" sul cellulare: il 62% degli alunni dichiara che spesso riceve compiti fuori orario (di pomeriggio o nel weekend) tramite registro elettronico, mail o chat. E per un 14% (circa 1 studente su 7), questa non è un'eccezione, ma la regola.
Insomma, ben 3 alunni su 4 sono stati finora vittime della "scure" dei compiti fuori tempo massimo.
Con il malcostume che non risparmia nemmeno le vacanze estive: al 54% degli studenti sono stati assegnati compiti in via digitale dopo l’ultima campanella di giugno, con quasi 1 ragazzo su 4 (23%) che ha ricevuto il grosso del carico a vacanze già inoltrate.