
Compiti assegnati entro il suono della campanella, verifiche distribuite lungo la settimana invece che concentrate tutte nello stesso giorno. In un’intervista rilasciata a Skuola.net, il ministro Giuseppe Valditara aveva già indicato la direzione per l’anno scolastico 2026/27.
Ora quella linea viene messa nero su bianco in una nuova nota del MIM, che ribadisce la necessità di alleggerire la pressione organizzativa sugli studenti e distribuire in modo più equilibrato compiti e verifiche.
L’obiettivo non è ridurre il lavoro scolastico, ma renderlo più sostenibile, più prevedibile e compatibile con tempi di studio meglio organizzati, favorendo al tempo stesso una maggiore autonomia degli studenti.
Il punto di partenza è un problema che molte famiglie conoscono fin troppo bene: consegne caricate in tarda serata, compiti che compaiono a scuole chiuse, notifiche nel weekend e smartphone da controllare anche fuori dall’orario scolastico.
La nuova indicazione del Ministero punta quindi a separare con maggiore chiarezza il tempo della scuola dal resto della giornata. Senza abolire i compiti, che restano uno strumento utile per consolidare quanto appreso in classe, ma chiedendo che vengano assegnati con maggiore equilibrio, entro tempi chiari e senza usare il registro elettronico in orari poco consoni.
Che il problema non sia soltanto teorico, poi, lo raccontano anche dati molto recenti raccolti da Skuola.net. In un sondaggio condotto a luglio 2026 su circa 1.000 studenti di medie e superiori, solo il 40% ha dichiarato di aver ricevuto tutti i compiti delle vacanze entro l’ultimo giorno di scuola.
Per il 35% sono arrivate integrazioni successive tramite registro elettronico, mentre un altro 25% ha ricevuto proprio attraverso la piattaforma digitale la maggior parte delle assegnazioni estive. In pratica, per 6 studenti su 10, il registro ha continuato a “suonare” anche dopo l’ultima campanella.
Indice
Stesso impianto della nota 2443/2025
La nuova comunicazione riprende e rafforza la nota ministeriale del 28 aprile 2025, che aveva già invitato le scuole a bilanciare verifiche e compiti con una pianificazione coordinata e trasparente tra docenti.
Quel documento richiamava esplicitamente l'autonomia scolastica prevista dal DPR 275/1999, chiedendo di conciliarla con criteri di equità, benessere e sostenibilità per gli studenti.
La nota per il 2026/27 mantiene lo stesso impianto, ma coinvolge più direttamente i dirigenti scolastici nella vigilanza sull'applicazione delle regole. Il Ministero non parla di "meno compiti" in senso assoluto: li considera ancora utili per consolidare gli apprendimenti e sviluppare autonomia.
Chiede però che abbiano tempi prevedibili e carichi equilibrati, così che avere molto da studiare resti compatibile con la possibilità di organizzarsi, senza sorprese dell'ultimo minuto.
I compiti si segnano a scuola sul diario
Per comunicare le attività da fare a casa, si dovranno usare sia il diario cartaceo sia il registro elettronico, entro la fine delle lezioni. È la novità più immediata della nota, pensata per chiudere la stagione delle consegne comunicate all'ultimo momento.
Sono da evitare gli inserimenti dei compiti nel tardo pomeriggio, in serata o nel weekend, che finora hanno costretto studenti e genitori a controllare la piattaforma anche fuori dall'orario scolastico.
Il registro elettronico non sparisce: resta lo strumento di comunicazione con le famiglie e di organizzazione della didattica. Cambia però la logica d'uso: non dovrebbe più servire per scoprire alle nove di sera se è comparso qualcosa di nuovo da fare per il giorno dopo.
L'obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza da notifiche e smartphone, spingendo lo studente a organizzarsi da solo annotando gli impegni durante la giornata scolastica, senza l'intervento costante dei genitori.
Verifiche e interrogazioni coordinate tra i docenti
Il secondo fronte riguarda verifiche e interrogazioni. La nota chiede alle scuole di programmarle in modo collegiale, coordinando il lavoro dei diversi insegnanti della stessa classe per evitare che più prove importanti finiscano nella stessa giornata.
Il principio non è nuovo: era già contenuto nelle indicazioni del 2025, che invitavano ogni docente a tenere conto del calendario dei colleghi prima di fissare una prova.
La nota per il 2026/27 rafforza quell'impostazione, ma non introduce un numero massimo nazionale di verifiche al giorno: la scelta resta affidata all'autonomia didattica dei singoli insegnanti.
Ai dirigenti scolastici viene chiesto di portare il tema nei Collegi dei docenti, applicando criteri di ragionevolezza, equità e proporzionalità.
Inoltre, gli istituti potranno modificare il Regolamento d'istituto e il Patto educativo di corresponsabilità, aggiungendo indicazioni più dettagliate su come distribuire compiti e verifiche durante la settimana.