La DAD, quella che abbiamo vissuto durante il Covid tra connessioni che cadevano e pigiami sotto la scrivania, potrebbe non essere solo un ricordo.

A causa della crisi energetica e dell'impennata del prezzo della benzina, dovuto all'inasprimento della guerra in Medio Oriente, qualcuno ha proposto il suo ritorno e quasi metà degli insegnanti italiani sarebbe favorevole a un ritorno alle lezioni online per risparmiare sui costi degli spostamenti.

Il sondaggio: prof e genitori si dividono

Un'indagine recente della testata La Tecnica della Scuola, che ha raccolto oltre 1.600 risposte, rivela una situazione meno netta di quanto si pensi. Anche se la scuola in presenza resta la preferita, la didattica a distanza sta tornando di moda come soluzione "salva-portafoglio".

Ecco cosa pensano i docenti:

  • Il 52,82% è contrario e non la ritiene una misura adeguata.

  • Il 46,40% è invece favorevole, spinto soprattutto dal bisogno di tagliare le spese.

  • Quasi il 90% (per la precisione l'88,95%) vorrebbe fare almeno le riunioni e i collegi docenti online.

Perché i prof vogliono la DAD? Tutta colpa del pieno

La motivazione non è la pigrizia, ma il caro carburante. Moltissimi insegnanti sono pendolari e ogni giorno macinano chilometri per raggiungerti in classe. Con i prezzi attuali, andare al lavoro è diventato un lusso.

Facciamo due conti: un docente che percorre 150 km al giorno (75 andata e 75 ritorno) spende cifre folli. A marzo, tra aumento dei prezzi e giorni lavorativi, la spesa è arrivata a circa 388 euro per il diesel e ben 459 euro per la benzina. Se consideri che uno stipendio iniziale va dai 1.200 ai 1.500 euro, significa che circa il 30% dello stipendio finisce dritto nel serbatoio dell'auto.

Cosa dice la legge sul ritorno alla DAD

Ma è davvero possibile riaccendere il PC e restare a casa? Al momento, la normativa è piuttosto rigida. La Didattica Digitale Integrata (DDI) è stata pensata e approvata quasi esclusivamente per l'emergenza legata al Covid-19.

Per attivare il ritorno alla DAD a causa della crisi energetica o del conflitto in Medio Oriente, servirebbe un intervento diretto del Governo che modifichi i contratti attuali. Senza un nuovo decreto, la DAD resta nel cassetto, nonostante il caro benzina prema sulle tasche di prof e personale scolastico.

Se vuoi saperne di più, domani 10 aprile ci sarà un talk in streaming sui canali social de La Tecnica della Scuola con esperti e sindacalisti per discutere proprio di questo.

 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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