roberto mancini ct italia

Roberto Mancini è tornato sulla panchina della Nazionale italiana. La FIGC ha ufficializzato il suo secondo incarico da commissario tecnico il 28 luglio 2026, dopo la prima esperienza azzurra vissuta tra il 2018 e il 2023 e culminata con la vittoria degli Europei.

Ma prima di diventare uno dei protagonisti del calcio italiano, che rapporto aveva con la scuola? Pare, non proprio semplice.

Mancini non ha mai nascosto di preferire il campo ai banchi e il suo percorso scolastico è stato segnato da diversi cambi, tentativi durati pochissimo e da una carriera calcistica iniziata quando era ancora adolescente.

Indice

  1. Quale scuola ha frequentato Roberto Mancini?
  2. Una scuola abbandonata dopo un solo giorno
  3. Roberto Mancini ha il diploma?

Quale scuola ha frequentato Roberto Mancini?

Roberto Mancini è nato a Jesi, nelle Marche, il 27 novembre 1964. Nella sua città ha frequentato la scuola media Federico II e, dopo la terza media, si è iscritto a un istituto tecnico.

Il suo percorso è però cambiato quasi immediatamente. A soli 13 anni Mancini lasciò Jesi per entrare nel settore giovanile del Bologna: era ancora minorenne e il primo accordo con il club venne firmato dal padre.

Da quel momento dovette provare a far convivere allenamenti, trasferte e lezioni. Una convivenza che non funzionò molto a lungo.

Una scuola abbandonata dopo un solo giorno

Arrivato a Bologna, Mancini provò diversi percorsi scolastici. Secondo quanto riportato da Virgilio.it, dopo l’iscrizione a un istituto tecnico frequentò una scuola per segretari d’azienda, ma l’esperienza sarebbe durata appena un giorno.

Successivamente passò alla Rubbiani, un altro istituto legato alla formazione professionale e commerciale. Questa volta riuscì a resistere circa sei mesi: una durata che lo stesso Mancini, con molta ironia, avrebbe definito quasi un record.

In un’intervista rilasciata al Guerin Sportivo nel febbraio del 1982 raccontò che la Rubbiani era stata "l’unica scuola che riuscì a trattenermi un po’ più a lungo". Alla fine, ricordava Mancini, anche i responsabili dell’istituto iniziarono a “mollare la presa”.

La soluzione trovata in seguito fu decisamente più flessibile: una scuola in cui studiare inglese tre volte alla settimana, senza un obbligo di frequenza fisso. Una formula più compatibile con gli allenamenti e con una carriera che stava accelerando molto più velocemente del previsto.

Roberto Mancini ha il diploma?

Le fonti disponibili non indicano il conseguimento di un normale diploma di Maturità. Il suo percorso alle superiori sembra essersi interrotto prima della conclusione del tradizionale ciclo di cinque anni.

Mancini ha raccontato più volte di non essere mai stato particolarmente appassionato allo studio. In una delle sue interviste giovanili arrivò ad ammettere che sui banchi rischiava di addormentarsi e che le ore trascorse in classe gli pesavano molto più degli allenamenti.

Il contesto, però, era decisamente fuori dal comune. A 16 anni Mancini giocava già in Serie A: esordì con il Bologna il 13 settembre 1981 e nella sua prima stagione nel massimo campionato segnò nove gol. 

Anche se non ha seguito un percorso universitario tradizionale, nel 2021 Roberto Mancini ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Scienze dello Sport dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Il riconoscimento gli è stato assegnato per la carriera, per i risultati sportivi raggiunti e per le competenze sviluppate nella gestione dei gruppi. Durante la cerimonia Mancini ha tenuto una lectio magistralis dedicata alla leadership, alla coesione e alla costruzione di un team vincente. 

In quell'occasione, il ct dedicò il riconoscimento alla sua maestra delle elementari, una delle prime persone ad avere fiducia in lui nonostante il suo scarso entusiasmo per lo studio.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Che lavoro è fare il Sindaco di Roma? Roberto Gualtieri lo racconta e annuncia rivoluzione romana

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervistato dal direttore Daniele Grassucci nel nuovo episodio di Wannabe

Guarda il video