Ex alloggio scolastico trasformato in aula laboratorio con banchi e attrezzature
Immagine realizzata con AI

Le scuole superiori di Roma e provincia potranno recuperare le case degli ex custodi per ricavarne aule e laboratori, dopo l'approvazione delle nuove linee guida. A dare il via libera è stata la Città Metropolitana di Roma, dopo l'ok arrivato nel 2025 per Roma Capitale.

L'annuncio è arrivato con un video su Instagram del consigliere Daniele Parrucci, che ha presentato il provvedimento come un passo per riconsegnare spazi a studenti e studentesse.

Indice

  1. Cosa prevedono le linee guida
  2. Aule e laboratori negli spazi recuperati
  3. Tutele per chi ha diritto a restare
  4. Il primo caso in Italia

Cosa prevedono le linee guida

Le nuove regole disciplinano gli alloggi degli ex custodi che si trovano all'interno degli istituti superiori del territorio metropolitano. Si tratta di appartamenti ricavati negli edifici scolastici, una questione rimasta a lungo senza una cornice chiara.

Il motivo è semplice: in Italia manca una normativa nazionale sul tema. "Non essendoci normativa di carattere nazionale, ci sarà finalmente la possibilità per tutti quanti i nostri uffici di sapere come comportarsi", ha spiegato Parrucci.

Aule e laboratori negli spazi recuperati

Il cuore del provvedimento è il recupero degli immobili occupati illegittimamente. L'obiettivo dichiarato è recuperare i tanti alloggi "abbattendo sacche di illegalità".

Gli spazi liberati potranno tornare agli studenti ed essere trasformati in nuove aule o laboratori.

L'impegno, ha detto il consigliere, è quello di "dare luoghi sicuri, confortevoli e rispondere alle tante esigenze che tutto quanto il mondo della scuola chiede da tanti anni".

Tutele per chi ha diritto a restare

Il recupero degli spazi si accompagna però all'obiettivo dichiarato di "andare a tutelare le fragilità e chi ha diritto a rimanere all'interno di questi alloggi".

La gestione degli immobili dovrà quindi tenere insieme due esigenze: proteggere chi ne ha titolo e, allo stesso tempo, recuperare gli spazi per le scuole. 

Il primo caso in Italia

Secondo la Città Metropolitana, è la prima volta in Italia che si interviene con linee guida specifiche sulle case degli ex custodi scolastici. "Per la prima volta in Italia si mette mano a un argomento delicato come questo", ha sottolineato Parrucci.

Il percorso parte da lontano: per anni a chiedere regole su questi alloggi è stata l'Associazione Nazionale Presidi. La battaglia è stata poi ripresa dall'amministrazione guidata dal sindaco Gualtieri.

Il primo passo è arrivato a Roma Capitale, con l'approvazione dello scorso anno. Ora le linee guida valgono anche per la Città Metropolitana, cioè per le scuole superiori di Roma e di tutta la provincia.

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