
Distribuire come gadget elettorale, e quindi in piena campagna elettorale per il ruolo di rappresentante di istituto, dei preservativi ai compagni di scuola: questa l'idea di due ragazzi del Liceo Sigonio di Modena. L'operazione per regalare non più di 90 condom tra le classi del liceo è stata immediatamente intercettata e bloccata dal preside dell'istituto, che ha inizialmente sgridato gli studenti motivando la censura dichiarando "la scuola non è un circo". A nulla è quindi valso l'intervento di una delle mamme dei candidati rappresentanti in difesa del gesto propagandistico. Ma scopriamo meglio l'intero accaduto.
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Distribuzione dei preservativi a scuola: è polemica tra preside e genitori
Dopo il blocco dell'operazione portata avanti dai due candidati adolescenti, non si è fatto attendere l'appoggio di una delle mamme: “Il preside – ha dichiarato a La Gazzetta di Modena la mamma di uno dei due ragazzi – ha apertamente ripreso i due studenti perché hanno distribuito 90 preservativi ad alcuni compagni di scuola durante la campagna elettorale quando gli studenti del Liceo Sigonio sono circa 1000 in totale, intimando loro che “la scuola non è un circo” e alla domanda che i ragazzi gli hanno posto 'se avessimo distribuito delle penne al posto dei preservativi la sua reazione sarebbe stata la stessa?' Lui ha risposto che 'per le penne non ci sarebbe stato alcun problema'. Ora mi chiedo che messaggio stiamo passando ai nostri ragazzi? Ritengo che sia grave che nel 2021 esistano ancora questi pregiudizi a scuola”.
Preservativi a scuola: la replica del preside
Come spesso accade, in risposta all'appello della mamma di uno dei ragazzi coinvolti nell'accaduto, è subito arrivato il chiarimento del preside dell'istituto: “Non è una questione di pregiudizi – ha ribattuto il dirigente scolastico, come riportato su Orizzonte Scuola – e nemmeno di parere contrario che a scuola vengano affrontati temi importantissimi come l’educazione sessuale che comprende la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate, ma quando si vanno a trattare questi argomenti e si vanno a distribuire gadget come un preservativo, che non me ne vogliano ragazzi e genitori, ma è oggetto ben diverso da una semplice biro. Un gadget di questo tipo ritengo che sia necessario che venga in primo luogo condiviso con insegnanti e dirigente e poi discusso e deliberato in sede di Consiglio di istituto, in cui sono presenti anche i rappresentanti dei genitori. Mio compito è quello di vigilare sulle azioni dei ragazzi e tutelare i diritti, le culture, le idee e le sensibilità di tutti”.