
Immagina di perdere la borsa a scuola e di ritrovarla oltre sessant’anni dopo. Tu, però, non ci sei più e ad aprirla sono i tuoi figli, che per la prima volta possono vedere cosa portavi con te quando avevi la loro età.
È quello che è successo a Patti Rumfola, studentessa della Hoover High School di North Canton, in Ohio. Nel 1957 smarrì una piccola borsa all’interno dell’edificio scolastico. Nessuno riuscì a recuperarla e, con il passare degli anni, probabilmente anche lei smise di chiedersi dove fosse finita.
Nel 2019, durante alcuni lavori di ristrutturazione, un addetto alla manutenzione la trovò nascosta in uno spazio tra un armadietto e una parete. La scuola esiste ancora oggi nella città statunitense di North Canton.
All’interno non c’erano oggetti preziosi nel senso tradizionale del termine. Il vero valore era un altro: quella borsa conservava un piccolo pezzo di adolescenza rimasto fermo al 1957.
Indice
Una capsula del tempo nascosta nella parete
La borsa era rossa, piccola e ormai segnata dal tempo. Il contenuto, però, risultava ancora sorprendentemente riconoscibile.
C’erano alcune fotografie in bianco e nero, un ritratto a colori della giovane Patti e diverse immagini di amici, familiari e animali domestici. Scatti ordinari, probabilmente portati a scuola per mostrarli alle compagne o semplicemente per avere vicino le persone a cui teneva.
Oggi conserviamo migliaia di fotografie nello smartphone e spesso dimentichiamo persino di averle scattate. Negli anni Cinquanta ogni foto era un oggetto fisico: bisognava svilupparla, conservarla e scegliere consapevolmente di portarla con sé.
Trucchi, rossetti e un piccolo specchio
Dentro la borsa sono stati trovati anche diversi prodotti per il trucco, tra cui piccoli tubetti di rossetto. Alcuni erano consumati, altri ancora chiusi nei propri contenitori.
Tra gli oggetti compare anche uno specchietto circolare decorato con il disegno della Torre Eiffel. Un accessorio molto personale, simile a quelli che ancora oggi finiscono nelle borse e negli zaini di chi vuole controllarsi velocemente prima di entrare in classe.
C’erano poi un pettine e un piccolo sacchetto di stoffa. Oggetti semplicissimi che permettono di immaginare Patti mentre si sistema i capelli davanti allo specchio, magari durante l’intervallo o prima di incontrare qualcuno nei corridoi.
Le mode cambiano, ma alcuni gesti restano praticamente identici.
Tutto il necessario per sopravvivere a una giornata di scuola
Accanto ai prodotti personali c’erano tutti prodotti d'astuccio: matite, una penna, un righello, una gomma e piccoli articoli di cancelleria.
Le fotografie mostrano anche un grande pettine, fazzoletti e alcuni oggetti di cui oggi non è immediato comprendere la funzione. Quella borsa non sembra preparata per un’occasione speciale: contiene ciò che una studentessa poteva utilizzare durante una normale giornata di scuola.
Niente caricabatterie, auricolari o power bank. Per affrontare le lezioni bastavano qualche matita, uno specchietto, un pettine e la speranza che la penna non smettesse di scrivere durante un compito.
Le gomme da masticare e lo scontrino rimasto intatto
Tra i ritrovamenti più curiosi compare una confezione di gomme da masticare Beech-Nut al gusto menta. L’involucro giallo era ancora leggibile nonostante fosse rimasto nascosto per decenni.
Accanto alla confezione c’era anche una piccola ricevuta cartacea compilata a mano. Oggi molti pagamenti producono soltanto una notifica sul telefono; nel 1957 anche una semplice transazione lasciava un foglietto da infilare nella borsa.
Presi singolarmente, questi oggetti non sembrano avere grande importanza. Insieme, però, ricostruiscono un mondo: i prodotti acquistati dagli adolescenti, la grafica delle confezioni e persino il modo in cui venivano registrati i pagamenti.
Monete e medagliette religiose
La borsa conteneva anche alcune monete, ormai ossidate e scolorite. Non si trattava di una grande somma, ma del normale denaro che una ragazza poteva tenere con sé per una merenda o un piccolo acquisto.
Sono state trovate anche medagliette e immagini religiose, tra cui una dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Una di queste era conservata dentro un pendente, come un oggetto da portare al collo.
La presenza di questi simboli racconta un altro aspetto della vita e dell’identità della studentessa. La borsa non era soltanto uno strumento pratico: conteneva ricordi, abitudini e oggetti ai quali Patti probabilmente attribuiva un significato personale.
Patti non ha mai potuto rivedere la sua borsa
Quando la borsa è stata ritrovata nel 2019, Patti Rumfola non poteva più riceverla. Era morta nel 2013, sei anni prima della scoperta.
La scuola riuscì però a rintracciare i suoi sei figli, che tornarono in Ohio per recuperare gli oggetti appartenuti alla madre. Per loro non era soltanto materiale scolastico d’epoca.
Quelle fotografie, quei trucchi e quelle matite mostravano una versione di Patti che nessuno di loro aveva mai conosciuto: una ragazza prima di diventare adulta, madre e parte delle loro vite.