
Tra pochi giorni inizia l'anno scolastico e il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, continua a parlare delle sue intenzioni di modificare alcuni aspetti della Buona Scuola. Uno dei simboli della riforma approvata dal Parlamento nel 2015, l'Alternanza Scuola/Lavoro, sarà rivista, addirittura fin dal nome.
Meno ore per l'alternanza
In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il titolare del dicastero di Viale Trastevere è stato chiaro anche sulla riduzione del monte ore: "Arriveremo più o meno a metà delle ore di scuola-lavoro nei licei. Gli studenti degli istituti tecnici ne faranno alcune di più perché è un’esperienza che ha avuto risultati positivi, ma è stata molto faticosa e non sempre funziona".
Bussetti, poi, ribadisce che l'alternanza non sarà al centro della maturità 2019: "Soprattuto non voglio che sia al centro dell’esame orale della maturità perché quello è il momento in cui lo studente deve poter esprimere se stesso e le competenze acquisite con lo studio di cinque anni".
Tutto questo quando potrà accadere, già nel 2018-2019? Bussetti si augura di sì: "Stiamo provando a inserirlo nel Milleproroghe che sarà alla Camera l’11 settembre: se ci riusciamo, si cambia da quest’anno, altrimenti dal prossimo. Ma si cambia, non voglio che lo scuola-lavoro sia un apprendistato occulto. Abbiamo bisogno di sviluppare percorsi di competenze trasversali".
Tablet come nuovo quaderno
Bussetti, però, non ha parlato solo di alternanza scuola/lavoro, ma anche del futuro della didattica. Il ministro è convinto di "cambiare impostazione della didattica, usare le nuove tecnologie, insegnare a relazionarsi con i social media, valorizzare il public speaking e il debate, puntare sulle materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica)". Come finanziare la svolta digitale della scuola? Non credo che servano molti fondi, il tablet sarà il nuovo quaderno tra pochi anni, possiamo usare meglio investimenti fatti”.