Università, a Padova lo stipendio dei professori sarà deciso anche dagli studenti

Una rivoluzione all'Università di Padova. Lo stipendio dei docenti dello storico ateneo veneto sarà determinato anche dal giudizio espresso sulla qualità del loro insegnamento da parte degli studenti. Il criterio si applicherà agli scatti triennali che decidono gli aumenti in busta paga per i professori entro sei mesi attraverso un perfezionamento dei questionari somministrati agli studenti.
Fino ad oggi i docenti dovevano fare richiesta alla commissione interna e ottenere un voto di sufficienza in almeno tre ambiti: attività didattica, produzione scientifica, attività gestionali. Ora ci sarà anche la pagella positiva dagli studenti, vincolante per ottenere la sufficienza nel primo criterio. Non solo non ci sarà l'aumento, ma ci sarà anche l'esclusione dalle ripartizioni dei fondi ministeriali. Padova segue un'altra storica università veneta, quella Ca'Foscari di Venezia.


Come funziona

Ci sarà una commissione con tre docenti nominati dal rettore e tre ambiti di accertamento, cioè la didattica, la produzione scientifica e le attività gestionali. La didattica comprende la compilazione della piattaforma "Syllabus" (curriculum, elenco delle pubblicazioni, programma dei corsi, orari di ricevimento) e del registro didattico online, il pieno assolvimento dei compiti didattici e (appunto) l'opinione positiva degli studenti; per quanto riguarda la ricerca, il docente deve aver prodotto "almeno tre pubblicazioni o una monografia" e i docenti devono aver partecipato "ad almeno il 60% delle sedute degli organi collegiali di dipartimento".

Studenti

L'ateneo di Padova emanerà un regolamento applicativo che renderà vincolante anche l'opinione degli studenti grazie al perfezionamento dei questionari. I feedback hanno provocato diverse polemiche: nel 2013 - riporta Il Corriere della Sera - due docenti a contratto vennero rimossi proprio per la "pagella" negativa degli studenti, mentre nel 2014 l’ Ateneo decise di sostituire le formule generiche di fascia "alta" e "bassa" con i voti numerici da 1 a 10.
"Siamo molto contenti, è da anni che spingiamo in questa direzione - dice Riccardo Michielan del Sindacato degli studenti -. Modificheremo gli indicatori dei questionari perché la valutazione non è univoca e non tutti la ricevono. La novità non piacerà a tutti i docenti, ma per noi è un bel passo avanti".
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