Università Chieti: guerra agli studenti meridionali

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

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Nei giorni scorsi una pagine Facebook dell'università di Chieti recitava "Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni". L’altolà ai terroni, vale a dire agli studenti provenienti dalle zone meridionali d’Italia, è partito da uno studente della facoltà di psicologia dell’Università di Chieti che dopo aver lanciato il sasso ha preferito ritrarre la mano rimanendo nell’anonimato. Quest’ultimo si sarebbe eletto a portavoce di un’insofferenza generale nutrita da tanti studenti contro i propri compagni di corso originari delle “lontane” regioni del Sud Italia.

LA PAGINA FACEBOOK INCRIMINATA - Lo studente anti-terroni ha deciso di fondare una pagina Facebook in cui dare libero sfogo a commenti poco piacevoli nei confronti delle vittime prese di mira, intitolandola così: “Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni”. Sono cascati nella trappola per allodole alcuni altri studenti che hanno condiviso la proposta lanciata implicitamente dal fondatore della fanpage incriminata: rendere la facoltà di psicologia a numero chiuso, in modo da ridurre le possibilità di ingresso anche ai giovani provenienti dal Meridione.

LA GUERRA MEDIATICA - Inevitabilmente è scoppiata una guerra mediatica di insulti e discriminazioni di vario genere tra gli iscritti all’Ateneo. Infatti molti “terroni” non hanno tardato a rispondere alle accuse dei loro coetanei ricordando loro che proprio la presenza di moltissimi studenti del Sud rappresenta una risorsa per il territorio e per la stessa Università D’Annunzio. Insomma, la bacheca della fanpage incriminata è stata per qualche giorno vetrina di insulti e attacchi tra giovani connazionali.

LA DENUNCIA E LA CHIUSURA DELLA PAGINA FACEBOOK - Inutile dire che la denuncia ai carabinieri da parte dei rappresentanti di Azione universitaria è scattata immediatamente. Il fatto è stato presentato alle autorità di dovere dopo una raccolta generale di lamentele da parte di moltissimi studenti della D’Annunzio. Una copia del verbale è stata affissa nella Facoltà di Psicologia e pubblicata nella pagina Facebook dell’associazione. «Tale pagina ha contrariato moltissimi studenti visto che in molti veniamo dal Meridione e ci sentiamo toccati in primis»: queste sono le parole ben leggibili nel verbale redatto. Parole che, a quanto pare, non sono riuscite a mettere un punto alla diatriba tra studenti.

IL WEB, LUOGO DI DISCRIMINAZIONE? - Il web ancora una volta è stato strumentalizzato per dare vita ad un terribile processo di discriminazione tra giovani studenti. L’uso improprio di Facebook, anche in questa vicenda, ha mietuto vittime e disseminato discordia tra ragazzi. Fortunatamente non mancano giovani pronti a mettersi in gioco per la difesa dell’uguaglianza e della parità tra studenti, denunciando le discriminazioni e le intolleranze nei confronti dei deboli di turno. Una vicenda questa che ci mostra come proprio tra le giovani generazioni, purtroppo, esistano ancora barriere e confini socio-territoriali che non hanno niente a che vedere con il progresso e con il concetto tanto caro di civiltà.

E tu hai assistito a fenomeni di intolleranza mediatici?

Margherita Paolini

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