Università, cosa succede se presenti l’ISEE in ritardo?

Marcello G.
Di Marcello G.

domanda isee scadenze e sanzioni

Volete studiare all’università risparmiando sulle tasse? Non c’è problema: ogni ateneo fissa delle fasce di reddito a cui corrispondono importi diversi per il pagamento delle rate d’iscrizione. Tutta ruota attorno all’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente; in pratica, il tenore di vita della propria famiglia (o direttamente quello individuale, se sganciato dal reddito familiare). Da quest’anno, inoltre, per chi ha un ISEE inferiore ai 13mila euro c’è addirittura l’esonero totale dal pagamento del primo anno di tasse (la cosiddetta ‘No Tax Area’). Per tutti gli altri, l’ammontare delle tasse universitarie dipende dalla fascia in cui ricade il proprio Indicatore. Bastano poche centinaia di euro in più e si scatta di fascia. Bene, quindi, sfruttare l’opportunità. Ma, attenzione, la certificazione che attesta il proprio ISEE va presentata entro una certa data. Altrimenti c’è il rischio che il vostro ateneo vi giochi un brutto scherzo.

Università, quando presentare l’ISEE

Partiamo dalle cose certe: l’ISEE va presentato tutti gli anni. Ogni università ha regole diverse ma, grosso modo, la finestra in cui comunicare alla segreteria la propria fascia di reddito si apre subito dopo l’estate e si chiude verso la fine dell’anno. Per chi s’iscrive agli anni successivi al primo è tutto molto più facile: innanzitutto perché ormai le procedure sono ormai chiare; e poi in tanti casi basta confermare l’ISEE dell’anno precedente per ribadire la propria capacità contributiva. Pochi minuti e ci si toglie il pensiero. Per le matricole, invece, le cose si complicano: tanti pensano che basti fare domanda d’iscrizione per stare apposto. Non è così: tra le incombenze burocratiche rientra anche quella di presentare l’ISEE.

ISEE in ritardo, ecco le conseguenze

E se non si presenta l’ISEE in tempo? Non tutti gli atenei ‘reagiscono’ allo stesso modo. Alcune università sono permissive e danno parecchie settimane per regolarizzare la propria posizione. Anche se, molto probabilmente, si andrà incontro a delle multe o ad interessi aggiuntivi all’importo delle rate d’iscrizione (che crescono in proporzione al ritardo). Ma ci sono anche atenei che non sono così comprensivi. Ci sono casi in cui non presentare l’ISEE in tempo utile può trasformarsi in una mazzata. È come se non si fosse dichiarato nulla. La conseguenza? Si viene spediti dritti dritti all’ultima fascia di reddito, quella massima, quella delle famiglie abbienti. In ballo ci sono parecchi soldi: per i redditi bassi il totale annuo sarà di poche centinaia di euro, per quelli più alti si arriva a rate a tre zeri. È bene, dunque, verificare le regole - e soprattutto le scadenze - dettate dall’università in cui ci si vuole iscrivere (in genere sui siti internet c’è una sezione ‘Iscrizione e Tasse’). Perché buttare i soldi quando si può risparmiare?


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