Studenti furbi: borsa di studio, ma con la Ferrari

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

scovati i furbi all'Università: chiedevano la borsa di studio ma venivano a lezione in Ferrari

Quante volte, sopra i banchi e le sedie delle aule universitarie, vi è capitato di trovare appoggiate borsette Gucci o Louis Vuitton, telefonini di ultima generazione e computer portatili super accessoriati? E quante macchinone marcate BMW, Mercedes, Alfa vi hanno rubato il posto nel parcheggio della facoltà? Non vi è capitato spesso, però, di sapere quanto effettivamente questi studenti pagassero ogni anno in rate universitarie. È di oggi la notizia che, nella Capitale Regione Lazio, Guardia Di Finanza e gli atenei di Tor Vergata, La Sapienza e Roma Tre si sono posti negli ultimi mesi la medesima domanda, stipulando nel corso dell’anno 2013 il cosidetto “Patto anti – furbetti”. Lo scopo è quello di scovare chi, attraverso false autocertificazioni del proprio ISEE, si fosse appropriato di privilegi che non meritava: borse di studio, assegnazione di alloggi, sconti sulle tasse e quant’altro.

LE PERCENTUALI DI IRREGOLARITA’ – Solo nel 2013 la Guardia di Finanza ha effettuato 546 controlli , portando alla luce ben 340 casi irregolari: una percentuale del 62% sul totale delle dichiarazioni degli studenti dei tre atenei romani. Tra questi, la studentessa in Ferrari con un ISEE inferiore ai 20 mila euro o quella con 14 mila euro dichiarati e un patrimonio mobiliare di oltre 600 mila, un po’ come la compagna di corso che ti invita nella sua villa con piscina e poi ti confessa di aver chiesto un cambio di residenza in casa della nonnina per poter pagare una tassa di 20 euro annui e soffiarti pure la borsa di studio da sotto al naso.

LAZIODISU - L’ente per il diritto allo studio nella regione Lazio, Laziodisu, tra l’altro, vive negli ultimi anni una situazione economicamente a dir poco drammatica, come ben sanno i numerosi studenti che aspettano di ricevere rate relative addirittura, in alcuni casi, al 2009. È di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia dell’occupazione della casa dello studente dell’ateneo La Sapienza, una delle tante manifestazioni di protesta organizzate negli ultimi anni contro Laziodisu e la Regione. Il “patto Anti – furbetti” è nato, quindi, anche allo scopo di risollevare le sorti dell’ente, commissariato nel 2010 e incamminatosi lentamente in un percorso virtuoso, percorso che richiede di essere sgomberato da tutte le irregolarità fiscali.

E tu hai mai notato qualche studente furbetto nella tua facoltà? E cosa hai fatto?

Francesca Fortini

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