
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito fa sul serio: ci saranno conseguenze per gli errori nella traccia della Maturità 2026 del Liceo musicale. Viale Trastevere ha infatti annunciato indagini per individuare i responsabili.
Il caso, sollevato sui social da un candidato diciannovenne di Latina, riguarda vistose incongruenze tra l’audio Mp3 e lo spartito consegnato ai ragazzi durante l’esame.
Nonostante il dicastero di viale Trastevere abbia escluso l’invalidazione della prova, l’iter che ha portato alla sostituzione del file originale con una versione errata ha scatenato accese polemiche e persino un’interrogazione parlamentare.
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La denuncia del maturando e la gaffe sullo spartito
Il caso è esploso a causa della tempestiva segnalazione di Matteo di Massa, un diciannovenne dell'ultimo anno del Liceo "Manzoni" di Latina.
Durante lo svolgimento della seconda prova scritta, lo studente si è accorto di alcune gravi incongruenze tra la partitura del brano "L’Ondine" di Cécile Chaminade e la traccia audio in formato Mp3 fornita dal Ministero.
Secondo quanto emerso, lo spartito consegnato ai candidati presentava imprecisioni macroscopiche, probabilmente perché prelevato dalla piattaforma online MuseScore anziché dalle edizioni originali.
La denuncia, rimbalzata rapidamente sui social network, ha costretto i vertici di viale Trastevere ad aprire un'immediata verifica interna per fare luce sull'accaduto.
La ricostruzione del Ministero: come è nato l'errore
A spiegare nel dettaglio la dinamica dell'incidente è stata Carmela Palumbo, capo dipartimento del Sistema educativo. Secondo la ricostruzione ufficiale, a fine marzo il gruppo di lavoro ministeriale aveva regolarmente validato lo spartito corretto. Tuttavia, nel mese di aprile si è resa necessaria una versione speciale in formato accessibile destinata a una candidata ipovedente.
Poiché il file originale era un "pdf chiuso", la struttura tecnica ha reperito un "pdf aperto" alternativo sul web. Questo secondo file è stato inviato via mail all'estensore della prova che, ritenendolo erroneamente identico e anzi migliore del precedente, ha autorizzato la sostituzione definitiva del materiale, introducendo così i refusi musicali che hanno poi confuso gli studenti.
Validità della prova e scontro politico in Parlamento
Nonostante la gravità della svista, la dirigente ministeriale Flaminia Giorda ha voluto rassicurare l'opinione pubblica, escludendo categoricamente che le imprecisioni abbiano inficiato la validità della prova, poiché non hanno compromesso la comprensione sostanziale del testo né lo svolgimento dell'analisi richiesta.
L'episodio ha comunque valicato i confini scolastici trasformandosi rapidamente in un caso politico nazionale.
Gli esponenti del Partito Democratico, guidati da Irene Manzi e Nico Stumpo, hanno infatti presentato una formale interrogazione parlamentare indirizzata al ministro Giuseppe Valditara, pretendendo massima trasparenza e chiarimenti su una falla organizzativa che ha coinvolto i maturandi di tutta Italia.