La seconda prova di Maturità 2026 è finita al centro di un caso che riguarda il liceo musicale. A sollevarlo è stato uno studente del liceo Manzoni di Latina, che ha denunciato la presenza di diversi errori nella partitura consegnata durante l’esame.
Il problema? Secondo il ragazzo, lo spartito proposto ai maturandi non corrispondeva pienamente all’audio MP3 fornito insieme alla traccia.
In pratica, gli studenti avrebbero dovuto analizzare un brano musicale leggendo una partitura che, in alcuni punti, sembrava dire una cosa diversa da quella che si ascoltava. Un particolare non di poco conto, specialemente in una prova di teoria, analisi e composizione, dove anche una piccola differenza può pesare.
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“Ascoltavamo una cosa e ne leggevamo un’altra”
Come riporta il suo post, lo studente racconta di essersi accorto delle incongruenze insieme a un compagno. Secondo lui, non sarebbe una piccola svista isolata, ma una serie di errori che avrebbero potuto rendere più complicata l’analisi richiesta ai maturandi.
Tra le anomalie segnalate ci sarebbero alterazioni, accordi, ottave, problemi di impaginazione e perfino battute diverse dalla fonte originale. In alcuni passaggi, sempre secondo lo studente, gli errori avrebbero potuto incidere direttamente sulla lettura armonica e formale del brano.
La frase che sintetizza meglio il problema è quella riportata nella sua denuncia: “Ascoltavamo una cosa e ne leggevamo un’altra”.
Per chi non frequenta il liceo musicale può sembrare una questione super tecnica. Ma il senso è abbastanza semplice: se devi analizzare un brano e il materiale scritto non corrisponde bene all’audio, rischi di perdere tempo, confonderti o dubitare di quello che stai facendo.
Ecco il dossier delle prove raccolte dallo studente: la traccia proposta più le discrepanze emerse.
Traccia seconda prova Maturità 2026 liceo musicale
Scarica il pdfIl dubbio sulla partitura presa dal web
C’è poi un altro elemento che ha acceso il caso. Secondo lo studente, la partitura usata nella prova non sarebbe stata tratta da un’edizione critica o da una fonte ufficiale verificata, ma sembrerebbe derivare da una trascrizione reperibile online.
In particolare, il ragazzo ha parlato di una partitura presente su MuseScore, piattaforma dove gli utenti possono caricare e condividere spartiti. Uno strumento molto usato da chi studia musica, ma che non ha lo stesso peso di una fonte controllata per una prova nazionale.
Ed è proprio qui che la vicenda diventa più delicata. Perché una cosa è usare materiale online per esercitarsi a casa. Un’altra è ritrovarsi davanti una prova di Stato con uno spartito che, secondo uno studente, non sarebbe stato verificato con sufficiente attenzione.
La replica del Ministero: “Imprecisioni”, ma prova valida
Sulla vicenda è intervenuta Flaminia Giorda, dirigente del Ministero e responsabile della struttura tecnica degli Esami di Stato, intervistata da La Repubblica.
La posizione del Ministero è chiara: nella prova ci sarebbero state alcune “imprecisioni nella corrispondenza tra lo spartito e il brano suonato fornito in mp3”, ma queste non avrebbero compromesso l’esame.
Giorda ha infatti spiegato che tali imprecisioni “non hanno in alcun modo inficiato la validità della prova”.
Tradotto: per il Ministero, la prova resta valida. Nonostante le segnalazioni, gli errori non sarebbero stati tali da renderla irregolare o da giustificare un annullamento.