Concetti Chiave
- La bioetica si occupa di riflettere sui limiti morali dell'agire scientifico, generando dibattiti su cosa sia lecito nella ricerca.
- La ricerca scientifica deve bilanciare il progresso con il rispetto dei diritti naturali dell'uomo, evitando di violarli durante le sperimentazioni.
- Il progresso umano non deve essere subordinato al profitto personale, in quanto questo può compromettere i diritti degli individui.
- La scienza deve agire in modo etico, evitando pratiche che possano risultare dannose per l'umanità, anche se promettono vantaggi immediati.
- La bioetica non frena la ricerca, ma la orienta verso un'operatività responsabile e rispettosa della morale, esigendo un'analisi approfondita delle situazioni.
Una delle cose di cui più si parla in campo scientifico negli ultimi anni è la bioetica, cioè la riflessione sui limiti morali dell’agire scientifico. Come mai non tutti sono d’accordo sulla natura e l’entità di questi limiti?
Indice
Limiti della ricerca scientifica
La ricerca scientifica deve porsi dei limiti oppure ogni tipo di sperimentazione è lecita, purché raggiunga il risultato per il quale è stata intrapresa? Rispondendo a questa domanda, avverto subito un rischio: quello che, su questo tema, emergano posizioni preconcette, pertanto mi sforzerò di essere il più obiettivo possibile, partendo però sempre dal presupposto che non è possibile essere perfettamente neutrali su questo, come su altri argomenti. Anzitutto, sono molto contento che la ricerca possa giungere a risultati importanti riguardo a tumori o altre malattie inguaribili, che possa aiutare a risolvere il problema della fame, che possa aiutare a sfamare tutte le popolazioni mondiali, e a donare la gioia di avere un figlio anche a chi non può provarla altrimenti.
Diritti naturali e bioetica
Tuttavia gli scienziati stessi che si trovano a sperimentare e a modificare i meccanismi della vita, hanno pensato di riflettere sui loro lavoro, sul comportamento da adottare in certi casi, e così è nata la bioetica. La filosofia illuminista ci ha insegnato che esistono non solo diritti civili, ma anche diritti naturali dell’uomo, pertanto, giustamente, gli scienziati si chiedono se, in una o nell’altra situazione, stanno violando i diritti di qualcuno.
Un conto, infatti è che l’uomo operi su una materia inerte, un altro conto è che operi su un altro uomo.
Progresso e diritti umani
Ritengo corretto quindi che l’uomo adoperi le nuove capacità tecnico-scientifiche, salvaguardando però i diritti che ciascun uomo ha sin da quando è nato.
Infatti, se non credo giusto frenare il progresso umano con principi e credenze tese solo a fermarlo, d’altra parte non ritengo legittimo subordinare al profitto personale (o di alcuni…) ogni tipo di ricerca. Non possiamo dire ad un medico “ho bisogno di un organo da trapiantare”, comportandoci con lui come ci si comporta con un commerciante qualsiasi. Infatti ci si dovrebbe chiedere: “Da chi è stato trapiantato quell’organo? Per caso, per curare il paziente a cui trapiantare un organo, si sono lesi i diritti del paziente da cui l’organo è stato espiantato?”.
Autonomia della scienza ed etica
L’autonomia della scienza, insomma, non può essere liberazione dall’etica, altrimenti passeremmo dall’umanesimo all’utilitarismo, subordinando tutto all’appagamento di bisogni personali, scavalcando i diritti degli altri, o creando i presupposti per un’involuzione, invece che un miglioramento.
Facciamo un altro esempio: poniamo che un ricercatore individui il gene responsabile delle perdite di raccolto di un prodotto e ne riesca a prevenire l’effetto con un intervento genetico sul prodotto stesso, ma si dimostra che questa tecnica è dannosa per gli esseri umani. In quel caso, secondo me, il ricercatore dovrebbe essere indotto a proseguire con altre metodologie e, se proprio non se ne trovano, a cessare immediatamente le sue ricerche. Questo non significherebbe privare quel ricercatore della sua libertà scientifica, ma operare nell’interesse dell’intera umanità, in modo che la scienza aiuti la specie umana a progredire e non ad autodistruggersi.
Bioetica come supporto alla scienza
Tuttavia questo non vuol dire che la ricerca debba essere inibita. La bioetica non è un ostacolo alla scienza, ma un aiuto, affinché la scienza operi nel rispetto della morale. Occorre esaminare ogni situazione in modo approfondito. Prima di esprimere una propria opinione occorre documentarsi con scrupolo e solo dopo prendere una decisione, che sia poi condivisa dalla maggioranza, e non imposta dall’alto.
L’importante è che non prevalga il criterio che sono stati spesi dei soldi, allora bisogna andare fino in fondo sempre e comunque, altrimenti prevarrebbe l’interesse imprenditoriale-economico su quello della persona.
Importanza della ragione e responsabilità
La prospettiva da cui osservare il singolo problema, in ogni modo, è che non tutto quello che può dare un vantaggio immediato costituisca per forza la procedura corretta, perché, magari, a lungo andare, potrebbe causare risultati sfavorevoli di cui spesso ci si accorge quando ormai è troppo tardi.
La soluzione è quindi quella di usare la ragione, e, al di là dei suggerimenti interessati dei laboratori di ricerca o dei talk-show serali, che la nostra sia una responsabilità diretta o che siamo chiamati solo ad esprimere un’opinione o un voto, di prendere una posizione autonoma e ben ponderata.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della bioetica nella ricerca scientifica?
- Perché è importante considerare i diritti naturali nell'ambito scientifico?
- Qual è il rischio di subordinare la ricerca scientifica al profitto personale?
- Come dovrebbe comportarsi un ricercatore se una sua scoperta risulta dannosa per gli esseri umani?
- Qual è l'importanza della ragione nella decisione scientifica?
La bioetica è vista come un aiuto alla scienza, non un ostacolo, poiché permette di operare nel rispetto della morale e di esaminare ogni situazione in modo approfondito.
Gli scienziati devono riflettere sui diritti naturali dell'uomo per evitare di violarli durante le loro ricerche, specialmente quando operano su esseri umani, come sottolineato nel testo.
Subordinare la ricerca al profitto può portare a violazioni dei diritti umani, come nel caso di trapianti di organi, dove è fondamentale considerare il benessere del donatore.
Il ricercatore dovrebbe interrompere le sue ricerche e cercare altre metodologie, operando nell'interesse dell'umanità e non della propria libertà scientifica.
È fondamentale usare la ragione per valutare le procedure scientifiche, evitando di seguire interessi economici e considerando le conseguenze a lungo termine delle scelte fatte.