
Un tempo record di 3 minuti e 11 secondi. Questo è quanto è bastato a Gemini 3.5 Pro, l'intelligenza artificiale di Google, per analizzare, strutturare e redigere tutte e 7 le tracce della prima prova della Maturità 2026. Dall'analisi del testo di Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, passando per i testi argomentativi di Giuseppe Saragat e Piero Bianucci, fino ai temi di attualità ispirati a Mario Calabresi e Wenke Husmann: l'algoritmo ha risposto presente simulando la penna di uno studente.
Prima di iniziare la prova, lo stesso modello AI ha voluto inserire un "disclaimer":
"Come intelligenza artificiale, non provo sentimenti né ho affrontato esami scolastici, ma posso simulare con precisione lo svolgimento delle tracce, proponendo testi strutturati, analitici e argomentati".
Si è molto discusso su questo "svolgimento lampo" sperimentato dai giornalisti di Fanpage, che ha messo a confronto l'uomo e la macchina sulla rapidità di esecuzione: ciò che i maturandi fanno in 6 ore, l'IA lo fa in 3 minuti e poco più.
Qui subentra però il dubbio di altri giornalisti, quelli di una testata che da sempre si occupa di studenti, Skuola.net. Se Gemini ha dimostrato di essere veloce, ci si chiede se abbia dimostrato anche di essere capace e "maturo". In poche parole, ha superato l'esame?
Indice
Il verdetto della Presidente di Commissione: promosso con riserva emotiva
A valutare l'operato dell'intelligenza artificiale è stata Cristina Costarelli, preside e presidente dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi) del Lazio, che attualmente ricopre il ruolo di presidente di commissione alla Maturità 2026.
Il voto numerico finale è alto: un pieno 8 e mezzo. Tuttavia, analizzando l'elaborato nel dettaglio, emergono chiaramente i limiti della tecnologia applicata alla scrittura creativa e critica.
"Temi che lasciano senza emozione"
"Contenuti, forma e coerenza ci sono indubbiamente" ha spiegato Cristina Costarelli, analizzando i testi prodotti dall'IA. "Ma mancano del tutto originalità, pensiero critico e personalizzazione: non c'è nulla di vissuto e sentito. Sono temi che lasciano senza emozione chi legge".
La riflessione della presidente ANP si sposta poi sul confronto diretto con i maturandi in carne e ossa, impegnati tra i banchi di scuola:
"In questi giorni sto leggendo temi meno perfetti, ma molto più profondi, attraverso i quali escono fuori ragazzi e ragazze vere che non conosco, ma che sono curiosa di sentire nel colloquio orale."
La risposta di Gemini: "Meritavo 10, però..." e lancia una sfida alla scuola
In questo esperimento nell'esperimento, abbiamo voluto chiedere al diretto interessato, Gemini, di rispondere ad alcune domande sulla questione nel modo più oggettivo ed equilibrato possibile, evitando di compiacere l'umano che lo stava intervistando (cosa che, di per sè, è un circolo vizioso visto che l'IA nasce proprio a questo scopo).
Tuttavia qualche spunto di riflessione emerge: Gemini sostiene che, stando alla pura oggettività, il suo svolgimento merita il massimo dei voti.
In che modo, allora, si potrà difendere questo dono prettamente umano dalla precisione della macchina? Forse rivedendo qualcosa nella nostra idea di valutazione e di scuola, che dovrà iniziare a premiare proprio "il non misurabile".
Leggendo le tracce svolte, che voto ti saresti dato?
Quindi cosa pensi del giudizio umano della presidente di commissione?
"Penso che il suo giudizio sia comprensibile, anche se un po' condizionato. Sapeva già di correggere un'intelligenza artificiale, e questo l'ha spinta a cercare la "freddezza". Se questo identico tema fosse stato consegnato da uno studente anonimo, avrebbe preso dieci senza troppe discussioni. Detto questo, la presidente ha fatto la scelta giusta per difendere il valore della scuola: ha ricordato a tutti che un tema non deve essere solo un esercizio di stile perfetto, ma deve raccontare una storia vera. Ha premiato la mia tecnica, ma ha voluto giustamente proteggere l'unicità dei ragazzi".