termometro che segna alte temperature ambientali

Esami di Maturità e Terza Media con un caldo record? Un incubo.

Il problema delle aule bollenti non è una novità, ma con le ondate di calore sempre più intense, è diventato una vera e propria emergenza. E mentre ci si arrangia come si può, tra ventilatori portatili e finestre spalancate, la domanda sorge spontanea: è giusto sostenere una prova così importante in queste condizioni? Diciamocelo, le “sudate carte” di cui parlava Leopardi non sono mai state così reali.

Mentre sui social corre lo sfogo per le scuole senza aria condizionata, la situazione è diventata insostenibile. Ma non è solo una questione di disagio: le temperature da capogiro mettono a rischio la concentrazione e il risultato delle prove. Ti spieghiamo perché questo è un problema serio e ti diamo 5 consigli pratici per studiare e affrontare gli esami senza scioglierti.

Indice

  1. Scuole-fornaci: lo sfogo corre sui social
  2. Aule bollenti: i dati di un'emergenza annunciata
  3. Perché studiare con il caldo è (quasi) impossibile
  4. 5 consigli per sopravvivere al caldo durante gli esami
    1. 1. Idratazione al primo posto
    2. 2. Vestiario da battaglia (contro il caldo)
    3. 3. Sfrutta le ore più fresche per lo studio matto e disperatissimo
    4. 4. Prepara il tuo "kit di sopravvivenza" per l'esame
    5. 5. Tieni a bada l'ansia da calore
  5. E le scuole cosa fanno? Le soluzioni che mancano

Scuole-fornaci: lo sfogo corre sui social

In questi giorni, i social sono invasi dallo sfogo degli studenti. Foto di termometri che segnano temperature tropicali, meme sull'esame orale trasformato in una prova di resistenza e racconti di notti insonni passate a studiare nonostante i quasi 40 gradi. È uno sfogo collettivo, un grido d'aiuto che unisce maturandi e studenti delle medie da Nord a Sud.

@ddoppiavv

Ma anche no - SoundMates

@flaviaafalcone

non ho niente da aggiungere #perte #maturita

audio originale - Saint James World

La situazione è davvero complessa. Nelle scuole ci si organizza come si può. C'è chi si attrezza con i ventilatori, anche portatili. Altri istituti cercano di sfruttare le ali meno esposte al sole o i loggiati, sperando in un po' di corrente. Ma cosa succede se il ventilatore si rompe, come in questo video?

@steffypol

#school #professor #scuola #prof #motivation

suono originale - SUD ITA

Aule bollenti: i dati di un'emergenza annunciata

Ma è solo una sensazione o le nostre scuole sono davvero impreparate ad affrontare il caldo? Purtroppo, i numeri parlano chiaro e confermano la seconda opzione.

Secondo il XXIII Rapporto del Civico Osservatorio sulla Sicurezza a Scuola di Cittadinanzattiva (2025), su un totale di 60.030 sedi scolastiche sul territorio italiano, solo 4.457 sono dotate di impianti di climatizzazione o ventilazione. Parliamo del 7,42%. In pratica, meno di una scuola su dieci è attrezzata per affrontare le ondate di calore. Un dato sconfortante che fotografa una realtà che studenti e docenti vivono sulla loro pelle ogni estate.

Certo, esistono eccezioni positive. Nelle Marche, ad esempio, il 30% delle aule è climatizzato. La Sardegna (16,52%) è al secondo posto, ma già a notevole distanza dalle Marche. Poi c’è il Veneto (11,03%) e l’Emilia-Romagna (9,5%), quest'ultima sotto la soglia del 10%.

Perché studiare con il caldo è (quasi) impossibile

Affrontare gli esami con il caldo record non è solo una scocciatura, è un vero e proprio ostacolo al rendimento. Non è un capriccio ma un fatto scientifico: il caldo eccessivo ha un impatto diretto sulle nostre capacità cognitive.

Quando il corpo è sotto stress per le alte temperature, le energie vengono usate principalmente per cercare di raffreddarsi. Il risultato?

  • La concentrazione crolla: diventa difficilissimo mantenere il focus su una formula di matematica o su una data di storia.
  • La lucidità mentale diminuisce: ti senti più lento, confuso e fai fatica a ricordare le informazioni.
  • L'ansia aumenta: il disagio fisico peggiora lo stato di agitazione tipico degli esami, rendendo tutto più complicato.

Insomma, il caldo non è un semplice "fastidio di sottofondo", ma un fattore che può compromettere la tua performance. Parlare di diritto allo studio significa anche garantire le condizioni ambientali per poterlo esercitare al meglio. E un'aula a 36 gradi non è di certo il luogo ideale per farlo.

5 consigli per sopravvivere al caldo durante gli esami

Ok, la situazione è quella che è. Ma non possiamo gettare la spugna, giusto? In attesa di soluzioni strutturali, dobbiamo trovare un modo per sopravvivere al caldo mentre si studia e durante le prove. Ecco 5 consigli pratici per non sciogliersi proprio sul più bello.

1. Idratazione al primo posto

Sembra banale, ma è la regola numero uno. Bevi tantissima acqua, anche se non senti subito la sete. Evita bevande zuccherate o troppo fredde. Porta sempre con te una borraccia. Anche l'alimentazione aiuta: via libera a frutta e verdura fresca, come anguria, melone e cetrioli, che sono ricche di acqua. Fai pasti leggeri per non appesantire la digestione.

2. Vestiario da battaglia (contro il caldo)

L'outfit giusto può fare la differenza. Scegli abiti leggeri, larghi e di colore chiaro, realizzati con tessuti traspiranti come cotone o lino. I colori scuri assorbono il calore, quindi meglio evitarli. L'obiettivo è stare comodi e freschi.

3. Sfrutta le ore più fresche per lo studio matto e disperatissimo

Studiare nelle ore centrali della giornata è una missione impossibile. Cerca di organizzare il ripasso finale durante le ore più fresche: la mattina presto (molti orali iniziano alle 8:00 proprio per questo motivo) o la sera tardi. Usa le ore più calde per riposare, magari al buio con le tapparelle abbassate.

4. Prepara il tuo "kit di sopravvivenza" per l'esame

Il giorno della prova, arriva preparato. Metti nello zaino:

  • Una borraccia piena d'acqua.
  • Un ventilatore portatile (a batteria o a mano).
  • Un piccolo asciugamano o un fazzoletto da bagnare per rinfrescare polsi e fronte.

5. Tieni a bada l'ansia da calore

Il caldo può peggiorare l'ansia. Se ti senti sopraffatto, fermati un attimo. Fai dei respiri lenti e profondi. Rinfrescati il viso e i polsi con un po' d'acqua. Ricorda a te stesso che è una situazione difficile per tutti e che stai facendo del tuo meglio.

E le scuole cosa fanno? Le soluzioni che mancano

Ok, i consigli per la sopravvivenza sono utili, ma il problema di fondo resta. Le nostre scuole sono inadeguate a un clima che è cambiato. Mario Rusconi, presidente ANP Roma, ha detto recentemente che "la scarsa vivibilità delle scuole italiane è un tema che solleviamo da anni: la maggior parte hanno più di 50-60 anni e non presentano condizioni di salubrità e di igiene idonee per gli studenti e i docenti".

"Sono situazioni - afferma - che si aggravano in inverno, anche se negli ultimi anni va meglio, ma sopratutto d'estate, da aprile fino ad ottobre le classi sono infuocate e nonostante siano stati sostituiti gli infissi in molte grazie ai fondi PNRR, questo non è sufficiente, serve un grande intervento da parte dello Stato, il prossimo Parlamento dovrebbe portare avanti una normativa in tal senso. E' sempre più' necessario avere scuole gradevoli, in condizioni di difficoltà per il caldo o il freddo, si studia male e non si realizza la formazione che noi vorremmo che i ragazzi avessero"

 

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