
Tra i nomi presenti nella prima prova della Maturità 2026 c’è anche Mario Calabresi, giornalista e scrittore italiano. La traccia C2 è collegata a un brano tratto da “Alzarsi all’alba”, libro pubblicato da Mondadori nel 2025.
Per orientarsi, senza entrare nel merito del testo proposto all’esame, può essere utile conoscere il suo profilo: la carriera nei giornali, il lavoro come autore, il rapporto con il racconto delle persone e l’attenzione per temi come memoria, fatica, responsabilità, futuro e resilienza.
Calabresi appartiene a una generazione di giornalisti che ha attraversato il passaggio dalla carta al digitale, dai quotidiani tradizionali ai podcast, dalle grandi redazioni ai nuovi linguaggi narrativi.
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Indice
Chi è Mario Calabresi
Mario Calabresi nasce a Milano nel 1970. È figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso nel 1972 durante gli anni della tensione politica e del terrorismo in Italia. Questa vicenda familiare avrà un peso importante anche nella sua scrittura, soprattutto nel modo in cui affronta i temi della memoria, del dolore e della responsabilità civile.
Dopo la formazione giornalistica, inizia a lavorare nel mondo dell’informazione. La sua carriera si sviluppa tra agenzie, quotidiani, reportage, direzioni editoriali e nuovi progetti digitali.
Il suo percorso è legato a due dei principali giornali italiani: “La Stampa” e “la Repubblica”. In entrambi i casi, Calabresi ha avuto ruoli di primo piano, fino a diventarne direttore.
La carriera giornalistica
Mario Calabresi comincia la sua attività come giornalista negli anni Novanta. Lavora all’ANSA come cronista parlamentare e poi entra nella redazione politica di “la Repubblica”.
Successivamente passa a “La Stampa”, dove si occupa anche di esteri. Tra le esperienze più importanti della sua carriera c’è il periodo da corrispondente dagli Stati Uniti, durante il quale segue da vicino la società americana e alcuni grandi passaggi della politica internazionale.
Nel 2009 diventa direttore de “La Stampa”, incarico che ricopre fino al 2015. Dal 2016 al 2019 dirige invece “la Repubblica”.
La sua carriera giornalistica è quindi legata sia al lavoro sul campo sia alla guida di grandi redazioni. Un doppio piano che aiuta a capire anche il suo stile: attenzione alla notizia, ma anche al racconto umano dietro i fatti.
Il lavoro con Chora Media
Dopo l’esperienza alla direzione dei quotidiani, Mario Calabresi si dedica anche a nuovi formati giornalistici. Nel 2020 è tra i fondatori di Chora Media, società italiana specializzata in podcast, audio storytelling e nuovi linguaggi narrativi.
Questo passaggio è importante perché mostra l’evoluzione del suo modo di fare informazione. Calabresi non resta legato solo al giornale tradizionale, ma sperimenta forme diverse di racconto: newsletter, podcast, reportage narrativi, storie in audio.
Al centro, però, rimane la stessa idea: raccontare il presente attraverso le persone. Non solo i grandi eventi, ma anche le vite apparentemente laterali, i dettagli, le scelte quotidiane, le ferite e le ripartenze.
In questo senso, il suo lavoro si muove spesso tra giornalismo, memoria e narrazione.
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