Identikit del prof universitario: maschio e over 50

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Il Miur ha pubblicato il focus relativo al personale docente e non docente nel sistema universitario italiano nell’anno accademico 2016/2017.
Diversi spunti di analisi dai dati comunicati dal ministero dell'Istruzione. Uno su tutti: per i giovani è ancora dura entrare negli organici d'ateneo.
L’età media del personale accademico è di 52 anni, con l’età massima di 59 anni dei professori ordinari e quella minima di 35 anni dei titolari di assegni di ricerca.

Dunque, età più avanzata per i professori ordinari ed associati, più giovane per ricercatori e titolari di assegni di ricerca. In particolare, sottolinea il Miur nel rapporto, oltre il 37% dei professori ordinari ed associati si colloca al di sopra dell’età media (48 anni), mentre al di sotto troviamo il 38% di ricercatori e titolari di assegni di ricerca. Nella classe di età fino a 30 anni sono presenti quasi esclusivamente i titolari di assegni di ricerca.

Oggi si contano solo 20 professori ordinari con meno di 40 anni su un totale di 12.975 docenti di prima fascia: in pratica meno dello 0,2%. Da qui la necessità di un maxi piano di assunzioni visto che si stima che nei prossimi tre anni andranno in pensione il 20% dei cattedratici.
Il dato totale ammonta a oltre 151mila unità di cui 125.600 sono docenti e ricercatori e personale amministrativo e 25.770 sono docenti a contratto. Questi ultimi sono presenti soprattutto negli atenei non statali dove rappresentano il 67% del corpo docente.
Fino al 2008 il corpo docente era formato da molti ordinari, relativamente pochi associati e molti ricercatori. Dal 2008 al 2013 invece c’erano pochi ordinari, un numero maggiore di associati e molti ricercatori. Dal 2015, ha assunto ancora più peso del passato la figura intermedia degli associati.

Più uomini che donne tra i docenti

In generale il 54,3% è costituito da docenti di ruolo (professori ordinari, professori associati e ricercatori a tempo indeterminato) e da ricercatori non strutturati (a tempo determinato o titolari di assegni di ricerca). Il restante 45,7% è composto da personale tecnico-amministrativo e collaboratori linguistici. A partire dall’anno accademico 2010/2011, il personale universitario è diminuito, ad eccezione dei titolari di assegni di ricerca, cresciuti complessivamente del 6,4%. Guardando ai soli atenei statali, i titolari di assegni di ricerca sono 26,5 ogni 100 docenti.
Guardando al genere, tra il personale docente prevale maschile (51,3%), la percentuale si ribalta nel personale tecnico-amministrativo in cui le donne rappresentano il 58,5%. In entrambe le categorie, le donne in decisa minoranza nelle posizioni di vertice: nell’area della dirigenza amministrativa la presenza femminile si attesta al 40%, mentre tra i professori di I o II fascia scende a poco più del 31%.
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