Tablet e smartphone fanno andare male in matematica: lo dice uno studio scientifico

La matematica si conferma una materia indigesta per gli studenti italiani. Soprattutto, un po' a sorpresa, per quelli tecnologicamente più avanzato. Perché, se è vero che i dispositivi che hanno a disposizione le nuove generazioni possono dargli una grossa mano nello studio, se vengono usate in modo sbagliato possono portare più danni che benefici. Ma andiamo per gradi. In base agli ultimi dati Timss - Trends in International Mathematics and Science Study - i nostri ragazzi, nelle discipline scientifiche (matematica in primis), alle elementari rimangono faticosamente sopra la media globale, ma alle scuole medie scendono (pur di poco) sotto la soglia. Così, nel passaggio da un livello scolastico all'altro crolla anche la fiducia in sé stessi.

Come vanno gli studenti italiani in matematica?

Alle elementari, infatti, l’82% dei bambini si mostra sicuro delle proprie capacità in matematica. Anche se poi, nei fatti, non lo dimostrano. Mentre solo il 18% manifesta delle insicurezze. Alle medie, invece, gli sfiduciati balzano al 43%. Ma, a prescindere dalle sensazioni, la classifica ci vede parecchio indietro. I nostri bambini di 9 anni, ad esempio, sono al trentesimo posto per rendimento in matematica, davanti alla Francia (35esima) ma dietro alla Germania (24esima). Molto più avanti, invece, si piazzano l’Inghilterra (in decima posizione) e l’Irlanda, la regina d’Europa.

Troppo tablet fa male

Ma analizzando nel dettaglio la ricerca, come detto, emerge anche un altro dato interessante. C'è una correlazione inversa tra abitudini informatiche e voti scolastici. Perché gli alunni più abili con il tablet o lo smartphone sono i meno bravi a scuola. Quasi un paradosso. Secondo i risultati del Timss, infatti, le performance migliori vengono fornite dai ragazzi che si tengono a distanza da computer e tablet durante il pomeriggio, quando dovrebbero studiare per il giorno successivo. Per quanto riguarda gli alunni italiani delle scuole elementari, ad esempio, i dati parlano di un rendimento medio stimato in 506 punti totali. Quello dei ragazzi più 'digitalizzati' si ferma ad appena 481, mentre i bambini che non usano quasi mai le tecnologie per svolgere i compiti a casa arrivano a 522 punti, staccando i loro coetanei di oltre 40 lunghezze.

Anche alle scuole medie stessi risultati

E alle scuole medie la situazione non cambia: gli alunni italiani totalizzano 494 punti, ma i compagni più attivi con pc e tablet scendono a 484 punti. Paolo Mazzoli, direttore generale dell’Invalsi, è chiaro sul tema: “Più che il computer in sé stesso — spiega — credo che a incidere maggiormente sui risultati sia l’uso che si fa dello stesso. Oggi ci sono ragazzi che fanno cose egregie col computer anche a livello di studio, come la simulazione di esperimenti. E penso pure che questi dati siano condizionati dal livello di interesse che mostrano i ragazzi per lo studio. E poi i risultati sono una conseguenza. Aspetterei la prossima tornata di test, nel 2019, per analizzare questo aspetto”.

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Non demonizzare i computer

Gli fa eco Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Cnr, che in un'intervista a La Repubblica mette in guardia da questi dati: "Non demonizziamo i computer e i tablet per lo studio, come ogni mezzo dipende da come lo si usa. E l’utilizzo di programmi didattici, ma anche di videogiochi educativi, può essere di stimolo nell’apprendimento della matematica". Attenzione, però, sottolinea Natalini: "tutto quello che ruota intorno al pc, come i messaggi degli amici che arrivano mentre sei connesso, crea distrazione, mentre per studiare i numeri occorre concentrazione".

La ricerca Timss

L’indagine, svolta ogni quattro anni, propone una valutazione comparativa delle competenze di Matematica e Scienze degli studenti delle classi IV della scuola primaria e III della scuola secondaria di primo grado. Uno studio, giunto alla sua settima edizione, che si svolge contemporaneamente in più di 60 Paesi di tutto il mondo e coinvolge circa 3000 studenti di 72 scuole, dislocate su tutto il territorio nazionale.


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