Studentessa bruciata viva: l’ex confessa, ma troppe perdonano la violenza

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di sara di pietrantonio studentessa romana uccisa dall'ex fidanzato

Bruciata viva, nemmeno la sua auto è stata risparmiata dal rogo. Questa è stata la tragica fine di Sara di Pietrantonio, la 22enne romana trovata senza vita all’alba di domenica scorsa, 29 maggio. L’ex fidanzato, Vincenzo Paduano, una guardia giurata di 27 anni ha confessato ammettendo l’omicidio della studentessa. Ad incastrarlo sarebbero state anche le telecamere di una fabbrica di calcestruzzi in Via della Magliana che lo hanno ripreso salire sull’auto della studentessa per uscirne poco dopo, prima che fosse invasa dalle fiamme. I due ragazzi avevano chiuso la loro relazione una ventina di giorni fa, ma secondo gli amici Vincenzo non lo avrebbe accettato: le continue telefonate e gli appostamenti avevano messo la 22enne in uno stato di forte agitazione. Sara si conferma essere così l’ennesima vittima di violenza sulle donne, un fenomeno pericolosamente troppo tollerato persino dalle ragazze stesse, come evidenziano anche i dati di un’indagine di Skuola.net sul tema dell'amore teen su un campione di circa 4600 studenti di medie, superiori e università.

SEMBRAVA AMORE, MA ERA VIOLENZA - Oltre 2 studentesse su 5 sarebbero disposte a perdonare il loro fidanzato dopo uno schiaffo, ben l’84% non se ne separerebbe neppure dopo continue scenate di gelosia immotivate. A Skuola.net parlano i numeri mettendo in evidenza come schiaffi, scenate e appostamenti – come quelli di Vincenzo a Sara dopo la fine della loro relazione, stando alle parole degli amici della studentessa – non sarebbero percepiti come violenza da chi ne è vittima. Tanto che 1 ragazza su 5 nemmeno darebbe importanza alle innumerevoli telefonate del suo ex e ai suoi pedinamenti.

Vuoi capire meglio quello che è successo a Sara? Guarda il video:

NON SEMBRAVA PERICOLOSO - Proprio questi sono stati invece i campanelli d’allarme nella testa di Sara, quelli che le avrebbero fatto iniziare a temere per la sua incolumità. Il suo carnefice era stato visto spesso in zona, anche a casa della 22enne stessa il giorno prima del delitto, ma lei non lo aveva mai denunciato nemmeno quando, appena una settimana fa, l’aveva afferrata per le braccia. Nessuno pensava che il ragazzo rappresentasse un pericolo concreto. La sera dell’omicidio Vincenzo ha aspettato Sara sotto casa dell’attuale fidanzato e poi l’ha seguita. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il ragazzo sarebbe entrato in auto la studentessa che avrebbe iniziato a gridare aiuto alle macchine in corsa, ma senza che nessuno si fermasse.

È SOLO GELOSIA? - E se le ragazze faticano a delineare quel confine tra possessione e amore che potrebbe salvare la loro vita, i ragazzi non ci vanno leggeri. A raccontare al portale di aver alzato le mani sulla sua ragazza durante un litigio è ben 1 su 10 di loro, mentre un altro 1 su 3 circa racconta di esserci andato pesante con insulti e parole. E a definirsi “gelosi” sono ben 4 maschietti su 5, tanto che fra le cose che i ragazzi intervistati chiedono alle loro partner al primo posto c’è il non frequentare le persone che dicono loro, al secondo il far sapere sempre con chi si trovano e dove e al terzo il non vestirsi e truccarsi in un modo che non ritengono appropriato.

Serena Rosticci

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Skuola | TV
Adolescenti e relazioni malate

Quando un rapporto è malato? Quali sono i segnali che devono farti allarmare? Di questo e molto altro parlereno nella prossima puntata con il supporto di un sessuologo.

18 ottobre 2017 ore 16:30

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