Diplomati dis-orientati: pentiti del diploma e incerti sul futuro

Marcello G.
Di Marcello G.

rapporto almadiploma 2016 orientamento diplomati

Parzialmente insoddisfatti delle scelte che hanno fatto a scuola ma infinitamente grati alle attività di orientamento. Gli studenti italiani non sempre sembrano contenti del percorso di studi intrapreso alle superiori: una decisione che, inevitabilmente, influisce in negativo sul loro futuro. Per questo vedono in un buon orientamento la scialuppa che può salvare il proprio avvenire. A dircelo sono i dati contenuti nell’ultimo Rapporto di AlmaDiploma sul profilo dei diplomati 2016. L’indagine ha coinvolto oltre 40mila diplomati - in gran parte provenienti da regioni rappresentative come Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana – evidenziando delle tendenze ormai consolidate. La prima è che i ragazzi del nostro Paese, una volta arrivati alla fine del percorso di studi superiori, spesso e volentieri si pentono della scelta fatta cinque anni prima.

Il 47% dei diplomati è deluso della scelta fatta


Praticamente, ponendo di fronte a loro la possibilità di cambiare indirizzo di studi o scuola, ben il 47% degli intervistati accetterebbe volentieri la proposta (solo il 57% del totale, infatti, risulta contento di quello che ha imparato). Tra gli ‘insoddisfatti’, il 13% ripeterebbe lo stesso corso ma in un altro istituto; l’8%, invece, sceglierebbe di cambiare proprio settore; mentre il 26%, pienamente deluso dall’esperienza, farebbe entrambe le cose. Le quote più alte di rimpianti si riscontrano tra quelli hanno oggi in tasca un diploma professionale: 1 su 2 si pente di averlo preso. Ma anche gli studenti degli istituti tecnici non scherzano: i delusi sono il 48%. Così come i liceali, scontenti al 45%.

Formazione e lavoro le preoccupazioni maggiori


Cambiare sì, ma per fare cosa? Il 41% lo farebbe soprattutto per studiare materie differenti; il 20%, invece, per prepararsi meglio al mondo del lavoro ed avere maggiori sbocchi futuri; completa il quadro un 16% che avrebbe preferito formarsi in maniera più coerente con il percorso universitario intrapreso dopo le scuole superiori.

Studenti soddisfatti dalle attività di orientamento


Proprio per questo diventa fondamentale approcciarsi a licei, istituti tecnici e istituti professionali – ma anche all’università - consapevoli di quello si troverà. Centrale, in tal senso, è l’attività di orientamento che viene fatta quando i ragazzi stanno per uscire dalle scuole medie o poco prima di affrontare gli esami di maturità. Perché, a conti fatti, i risultati sinora ottenuti sembrano confermare la bontà di queste pratiche, anche secondo gli stessi studenti. Oltre la metà dei diplomati interpellati da AlmaDiploma – il 56% del totale - si dice soddisfatto dell’orientamento ricevuto a scuola. Le percentuali variano a seconda dell'indirizzo di studio: si tratta del 62% dei diplomati degli istituti tecnici, il 54% dei ragazzi che escono dagli istituti professionali e il 53% dei liceali.

Più di 1 su 10 non sa cosa fare dopo la maturità


Ma sebbene queste attività abbiano contribuito a far scendere il taso di dispersione scolastica – oggi al 15%, quando dieci anni fa si attestava al 23% - i numeri dell’Italia sono ancora sotto le medie europee e ben lontani dagli obiettivi fissati per il 2020 dall’Unione Europea, che vorrebbe per quella data un 40% di laureati tra i 30 e i 34 anni (mentre oggi sono fermi al 25%). E anche i risultati dell’indagine AlmaDiploma ci danno la fotografia di una generazione piuttosto disorientata: il 13% non sa cosa fare dopo la maturità. Solo l’82% dei neo-diplomati ha le idee chiare sull’immediato futuro: il 58% si concentrerà solo sugli studi (sono soprattutto i liceali), il 17% solamente sul lavoro (in gran parte si tratta di studenti dei professionali), il 7% cercherà di fare l’uno e l’altro (percentuale che cresce tra i ragazzi degli istituti tecnici).

L’importanza dell’alternanza scuola lavoro


Una grossa mano al sistema istruttivo di casa nostra potrebbe venire da strumenti di orientamento esterni alla scuola, come l’alternanza scuola-lavoro e le esperienze di studio all’estero. Il Rapporto AlmaDiploma ci dice che, soprattutto il primo, sta dando ottimi frutti pur con le dovute distinzioni del caso. Il 98% dei diplomati ‘professionali’ e l’80% di quelli ‘tecnici’ hanno svolto un periodo di tirocinio in azienda. Nei licei, purtroppo, sono molti meno (il 42%). Laddove, però, c’è stata un’effettiva e prolungata applicazione (grosso modo oltre le 150) dello strumento alternanza scuola lavoro la soddisfazione è alle stelle: il 91% di quelli che l’hanno svolta hanno dichiarato di aver apprezzato la chiarezza dei compiti assegnati, l’89% l’organizzazione, l’81% il tipo di tutoraggio ricevuto in azienda, l’86% l’utilità per la formazione futura.

Crescono le esperienze di studio all’estero


Infine un accenno ai periodi di studio all’estero, che sembrano chiarire le idee ai ragazzi più di tante lezioni o incontri formativi. I punti di forza sono sicuramente la possibilità di accrescere le competenze linguistiche e facilitare la crescita individuale. A sperimentarli il 35% dei diplomati ‘indagati’ da AlmaDiploma, quota che sale al 72% nel caso degli studenti dei licei linguistici. Tra le mete più gettonate, naturalmente quelle dove si parlano le lingue più diffuse: Regno Unito, Spagna, Irlanda, Francia, Germania).

Marcello Gelardini

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