Federico Bianchetti
Autore
ragazzi gen z boomer come nonni

ragazzi della Gen Z sono più tradizionalisti dei loro nonni. È quello che emerge da una ricerca condotta da Ipsos e dal Global Institute for Women's Leadership del King's College di Londra: sui ruoli di genere, i maschi più giovani hanno infatti visioni persino più conservative di quelle dei baby boomer. 

Un terzo di loro ritiene che la moglie debba obbedire al marito e che sia l'uomo a dover avere l’ultima parola sulle decisioni importanti della famiglia: posizione condivisa da appena il 12% dei loro padri e nonni.

Indice

  1. Il trend esiste anche tra le ragazze
  2. Il paradosso che dice tutto
  3. Il disagio corre sui social
  4. Una generazione disorientata

Il trend esiste anche tra le ragazze

L'indagine ha coinvolto oltre 23mila persone in 29 Paesi - Italia compresa, insieme a Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e molti altri.

Il risultato più clamoroso è questo: sui ruoli di genere, i maschi della Gen Z hanno il doppio delle probabilità di avere opinioni tradizionali rispetto ai baby boomer. 

E non è solo una questione maschile - anche tra le donne il trend esiste, anche se con numeri più contenuti: 18% nella Gen Z contro 6% delle baby boomer.

Il paradosso che dice tutto

C'è poi un dato che innesca il cortocircuito. I giovani uomini sono il gruppo più propenso ad affermare che le donne con una carriera di successo siano più attraenti: il 41% concorda con questa affermazione.

Quindi da un lato vogliono una moglie che obbedisce, dall'altro trovano attraente una donna che si afferma professionalmente. È un cortocircuito che dice tutto sulla confusione identitaria di questa generazione - non ipocrita per forza, ma genuinamente disorientata su cosa voglia dire essere un uomo oggi.

Lo conferma anche un altro numero: il 43% dei ragazzi Gen Z concorda sul fatto che i giovani uomini debbano cercare di essere fisicamente forti, anche se non lo sono per natura.

Il disagio corre sui social

Il disagio è reale, corre sui social e nasce principalmente in un ecosistema informativo dominato da algoritmi che premiano i contenuti forti, polarizzanti, emotivamente carichi.

E negli ultimi anni, una fetta enorme di quel contenuto è stata prodotta da podcaster, streamer e creator conservatori che hanno intercettato qualcosa di reale: il disagio dei ragazzi giovani. 

Metà degli uomini statunitensi concorda che "oggi la società sembra punire gli uomini per il solo fatto di essere uomini" e crede che il proprio genere subisca discriminazioni.

Il 16% dei maschi della Gen Z pensa che il femminismo abbia causato più danni che benefici - una percentuale che supera quella dei boomer.

Una generazione disorientata

Come osserva la ad di Ipsos UK, Kelly Beave, stiamo assistendo a una grande rinegoziazione di come uomini e donne incarnano i ruoli di genere. Non è una regressione lineare - è un cortocircuito culturale, una generazione che oscilla tra modernità e tradizione senza riuscire a trovare un equilibrio.

La Gen Z non è una generazione di misogini. È una generazione disorientata, che in mancanza di modelli validi sta cercando risposte nelle stesse gabbie che le generazioni precedenti avevano faticosamente iniziato ad aprire.

Vale la pena dircelo chiaramente: senza semplificare, senza accusare, ma senza nemmeno fare finta che non stia succedendo.

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