Marcello Gelardini
Autore
Compiti delle vacanze e registro elettronico

I compiti per le vacanze non vanno mai in vacanza. E l’ultima occasione lo conferma: ben sette studenti su dieci (il 69%) hanno ricevuto tramite registro elettronico, mail o chat almeno una parte delle assegnazioni per Natale, tra un cenone e una giocata.

A rivelare il dato - che riaccende la polemica sulla maleducazione digitale dei docenti italiani - è il portale Skuola.net che ha intervistato oltre 1.200 alunni di scuole medie e superiori al rientro dalla recente pausa scolastica.

Il tutto, infatti, avviene purtroppo ignorando le indicazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, che lo scorso maggio ha raccomandato di non assegnare i compiti al di fuori del tempo scuola e di farli trascrivere sul diario oltre che riportarli sul registro elettronico.

Indice

  1. Troppo spesso i compiti arrivano a vacanze in corso
  2. La risposta degli studenti è affidata all'IA
  3. L'aiuto dei genitori per molti è ancora una certezza

Troppo spesso i compiti arrivano a vacanze in corso

La contromossa delle ragazze e dei ragazzi, però, non si è fatta attendere. Perché, a quanto pare, a fronte di questo carico prolungato e spesso percepito come eccessivo - così per circa il 45% degli intervistati - gli studenti hanno risposto con un ricorso massiccio alle “scorciatoie” digitali, Intelligenza Artificiale su tutto: oltre la metà dice di aver chiesto aiuto all’IA - in via esclusiva (25%) o in tandem con altri siti web (27%) - per portare a termine il lavoro.

Ma è soprattutto il dato della tempistica con cui sono arrivate le consegne a far riflettere: i supplementi recapitati fuori tempo massimo non sono stati la ciliegina ma, piuttosto, l’intera torta. Visto che, per una fetta importante di alunni - pari al 26% del totale - la maggior parte dei compiti è stata assegnata dai docenti proprio nel bel mezzo delle feste, spesso ostacolando i programmi per le vacanze dei ragazzi e, di riflesso, delle loro famiglie.

La risposta degli studenti è affidata all'IA

Così, di fronte a un impegno così prolungato, il supporto esterno è diventato la norma. Il ricorso al digitale (siti web o AI), nel complesso, coinvolge il 70% degli studenti: a quel 52% che ha usato l’Intelligenza Artificiale va sommato un 18% che ha consultato solo risorse web classiche (motori di ricerca, portali di appunti per la scuola, forum, ecc.). Cosicché, alla fine, solamente il 30% non ha “navigato” durante lo svolgimento degli esercizi.

Questo trend è guidato in modo netto dalle scuole superiori, dove la percentuale di chi si è affidato a supporti digitali tocca il 75%, distanziando i ragazzi delle medie, che si fermano al 52%.

L'aiuto dei genitori per molti è ancora una certezza

Per i più piccoli, al contrario, la tradizione dell'aiuto umano è ancora fortissima. Sebbene, mediamente, appena un quarto degli studenti (25%) dica di aver chiesto una mano a genitori o parenti per accelerare sulla tabella di marcia, tra gli alunni delle scuole medie il dato esplode: qui quasi un ragazzo su due (il 48%) ammette di aver ricevuto aiuto in famiglia, una percentuale tre volte superiore rispetto al 18% registrato tra i loro colleghi più grandi.

In ogni caso, queste dinamiche si svolgono in un contesto in cui il carico di lavoro è vissuto diffusamente con difficoltà. Nonostante un encomiabile 81% degli studenti dichiari di aver completato "tutti o quasi tutti" i compiti assegnati, la percezione dello sforzo fatto per arrivare a quel risultato rimane palpabile. Perché ben il 46% degli alunni delle superiori e il 42% di quelli delle medie ha giudicato la quantità di compiti come "troppa".

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