Sette buoni motivi per cominciare a leggere!

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Di Redazione

Se siete alla ricerca di alcuni motivi per cominciare a leggere allora siete nella pagina giusta. Sette consigli che ti faranno amare la lettura.

"motivi per cominciare a leggere"
CI sono sempre buoni motivi per cominciare a leggere. Se oggi parlare, fare gran discorsi e allagare le discussioni con parole di registro così alto che neanche chi le sta pronunciando magari sa che cosa realmente significhino, è cosa, diciamo così, da molti, impegnarsi a leggere libri, saggi e romanzi (e non parlo degli pseudo-libri, se anche così si possono chiamare, che trattano tematiche come l'amore o il giallo nella maniera più banale, risentita e triste possibile - con titoli che sembrano essere stati concepiti da una 15enne in preda agli ormoni ed innamorata del compagno di banco) in modo costante e regolare, credetemi, non è da tutti. La lettura di testi di un certo spessore coinvolge chi è più disposto a ritagliare del tempo e dello spazio delle proprie emozioni per scandire le parole, le pagine e i capitoli di un viaggio letterario che porta lontano. Voglio che sia un'abitudine più diffusa, quella della vera lettura.
Perché sono certa che, se scelti bene, i libri diventano veri amici per cui ci si accorge di essercisi affezionati non appena finiamo di leggere l'ultima pagina. E' il momento in cui vorremmo continuare a leggere le storie dei personaggi che fin lì abbiamo imparato a conoscere, che rivivono nella nostra mente ogni volta che apriamo un libro. Ho scelto di scrivere sulla lettura perché per esperienza so che rende le persone migliori, perché spesso dà lezioni di vita e ci aiuta a prevenire qualche sbaglio che potremmo fare, ci tende una mano e ci accompagna nella vita ricordandoci che qualcuno da qualche parte del mondo ha scritto per noi quel libro che teniamo sul comodino, in cui tanto ci riconosciamo e che ci dà speranza quanto basta ad affrontare la nostra storia, la nostra vita.

Aumenta l'empatia e la sensibilità


è stato dimostrato che chi legge libri regolarmente sviluppa una maggiore sensibilità verso ciò che gli accade intorno e soprattutto verso le altre persone per cui si genera una spiccata empatia. I lettori di mestiere sono emotivamente più vicini al prossimo, meno tendenti ai pregiudizi e meglio propensi alla comprensione di quanto non lo sia chi non legge abitualmente, se non ciò che è convenzionalmente 'obbligato' a leggere. Questo perché i libri sono animati dalle emozioni che provocano in noi e da quelle che provano i personaggi, riflettendoli intensamente nei sistemi di relazione sociale.

Universi di carta ed inchiostro


Chi ha uno stretto rapporto con i libri sa benissimo che ognuno di essi trasporta in un'altra realtà, isolando nel vero senso della parola la mente del lettore, catturato da altre storie, rinchiuso in una bolla parallela. Si vive letteralmente le parole che si leggono: è stato dimostrato dalla Emury University che le cosiddette metafore tattili, come 'voce rauca' o 'pelle morbida', attivano zone del cervello connesse proprio alla percezione tattile. Succede la stessa cosa con la corteccia motoria che si accende, per così dire, quando leggiamo di azioni e metafore motorie permettendoci di tuffarci completamente nei personaggi, fin quasi a viverli totalmente.

Elisir di giovinezza!


Non è così scontato. I topi di biblioteca saranno contenti – e magari già lo sanno – di sapere che le letture impegnative – Dostoevskij, Kafka, Manzoni, Victor Hugo, tanto per citarne alcuni dei più grandi.. - e non quelle di intrattenimento, stimolano attivamente le aree di Broca e Wernicke, deputate alla comprensione del linguaggio e, secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Neurology, giovano al cervello con una sorta di elisir di giovinezza, preservando le sue funzioni cognitive.

Aumenta il bagaglio culturale e il lato riflessivo


I libri cult, quelli che compaiono tra le prime posizioni nella lista di un divoratore di libri, sono testi passati alla storia per la loro profondità, per la capacità straordinaria di scrivere capitoli interi di sole dettagliate descrizioni, per l'emotività sorprendente con cui riportano eventi storici passati. Chi legge è spinto intensamente dalla voglia di sapere e di conoscere, è curioso e tende a filtrare ogni informazione che gli arriva dall'esterno ponendosi come lente di ingrandimento e arricchendo così il proprio bagaglio culturale con le migliori letture mai scritte.
Chi legge è meno inconsapevole e meno influenzabile.

Allevia lo stress


Oltre alla musica, allo sport e ad una tazza di tè, la lettura si pone tra i primi posti come anti-stress per raffreddare i nervi esauriti. Lo studio è opera della Sussex University che ha condotto una ricerca scientifica su un gruppo di volontari sottoposti prima ad un test di stress ed in seguito testati con diversi metodi tradizionali per ritrovare lo stato di rilassamento iniziale. Tra tutti i metodi, la lettura si è posizionata al primo posto come miglior modo per tranquillizzarsi e smaltire la tensione e il sovraffaticamento dei nervi. Quindi se siete giù di corda o su con il nervosismo, chiedete ad un buon libro come fare a stare meglio.

È una via per la felicità


I genitori, a mio modesto parere, dovrebbero iniziare i propri figli al magico mondo della lettura fin da piccoli. Dovrebbero avere case piene di libri. I bambini, così, crescono insieme alle storie che mai dimenticheranno e che vorranno riprendere da adulti. Saranno curiosi e invogliati a mantenere la meravigliosa abitudine di vivere milioni di altre vite dettate dalle parole per cui riescono con amore a ritagliare del tempo, e non solo vivere la propria vita. E' in questo modo che si ritrova quel senso di casa, di calore: rievocando una tradizione antica e numerosi ricordi che fanno scintillare dentro di noi la piccola lanterna della felicità.

Migliora la grammatica e la scrittura


'Parli come mangi!', si dice a volte. In questo caso direi 'sei quel che leggi!'. Una casa editrice non si sognerebbe mai di pubblicare un libro – alt. Un libro di una certa stoffa – costellato di errori sintattici o grammaticali ( a cosa servirebbe l'editoria, altrimenti?? ). Per cui quello che leggiamo è scritto in italiano standard, rispettante tutte le regole linguistiche alla sua stregua. Motivo per cui leggere continuamente libri ci fa assumere quel grado di correttezza linguistica con cui entriamo in contatto ogni volta che li apriamo. Inconsciamente poi li riflettiamo nel parlato così come nello scritto, facendone un tesoro prezioso anche da questo punto di vista.

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