callum manning
Fonte foto: BBC

Per alcuni ragazzi condividere online una partita, un nuovo paio di scarpe o l’ultimo trend non crea alcun problema. Pubblicare la recensione di un libro, invece, può diventare motivo di prese in giro.

È quello che è successo a Callum Manning, un ragazzo di South Shields, nel Regno Unito.

Aveva appena 13 anni quando ha deciso di aprire una pagina Instagram dedicata alla lettura: uno spazio semplice nel quale raccontare i libri che aveva terminato, spiegare cosa gli fosse piaciuto e consigliare nuove storie agli altri utenti.

L’iniziativa nasceva da una passione sincera. Poi alcuni studenti della sua nuova scuola hanno scoperto l’account e hanno cominciato a prenderlo di mira.

Indice

  1. La chat creata per deridere la sua passione
  2. L’intervento della sorella
  3. Da poche persone a centinaia di migliaia di follower

La chat creata per deridere la sua passione

I compagni avrebbero creato una chat di gruppo per commentare la pagina, insultarlo e ridicolizzare il suo interesse per i libri.

Callum ha scoperto cosa stava accadendo e ne è rimasto profondamente ferito. Non veniva attaccato per qualcosa di sbagliato che aveva fatto, ma semplicemente perché aveva deciso di mostrare pubblicamente una parte di sé.

Il ragazzo ha raccontato che era la prima volta, dopo molto tempo, che si ritrovava a piangere. Un’esperienza ancora più pesante perché arrivata mentre cercava di ambientarsi in una nuova scuola e costruire rapporti con persone che conosceva da poco.

Quello che per i compagni poteva sembrare uno scherzo, magari destinato a sparire tra decine di messaggi, per Callum significava sentirsi giudicato proprio per ciò che amava fare.

L’intervento della sorella

A raccontare pubblicamente l’episodio è stata la sorella maggiore del ragazzo.

Il suo obiettivo iniziale era molto più piccolo rispetto a ciò che sarebbe accaduto in seguito: sperava che alcuni amici iniziassero a seguire la pagina di Callum e lasciassero qualche messaggio gentile, così da fargli capire che non doveva vergognarsi della propria passione.

Il post ha invece superato rapidamente la cerchia familiare. Migliaia di persone hanno cominciato a condividere la storia, raggiungendo lettori, librerie, case editrici e scrittori.

La stessa rete attraverso la quale erano passate le prese in giro è diventata lo strumento con cui moltissimi sconosciuti hanno deciso di difenderlo.

Da poche persone a centinaia di migliaia di follower

In pochi giorni, l’account di Callum ha raccolto centinaia di migliaia di follower.

Tra i nuovi sostenitori sono comparsi scrittori di successo, professionisti dell’editoria e lettori provenienti da diversi Paesi. Molti hanno lasciato commenti di incoraggiamento, altri hanno consigliato nuove letture o inviato copie dei propri libri.

L’attenzione improvvisa ha trasformato una piccola pagina personale in un caso internazionale. Soprattutto, ha ribaltato il messaggio ricevuto dal ragazzo a scuola: leggere non era qualcosa da nascondere e parlare di libri non lo rendeva strano.

Bookstagram, il nome dato alla comunità di Instagram dedicata ai libri, permette infatti ai lettori di scambiarsi recensioni, suggerimenti e fotografie delle proprie letture. Per molti utenti rappresenta uno spazio nel quale trovare persone con gusti simili e sentirsi parte di una comunità.

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