6 compagni di corso che incontrerai (prima o poi)

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Di Redazione

C'è una cosa che accomuna gli studenti, oltre l'ansia da esami e i professori che non rispondono alle mail. Sono i compagni di corso, e molto spesso hanno tratti "pericolosamente" simili da facoltà a facoltà.

"compagni di corso"
Tanti sono gli Atenei, tante le Facoltà, tanti i Corsi di laurea. Ma ovunque, in qualsiasi città d'Italia tu stia frequentando l'Uni (proprio ovunque) esistono delle costanti: il professore non risponde alle mail oppure le segreterie sono chiude quando ne hai urgente bisogno, ad esempio.
Oltre a questo esistono stereotipi più o meno realistici di compagni di corso, che tutti abbiamo o abbiamo avuto (e se non li abbiamo ancora incontrati è solo questione di tempo), e quindi ecco la carrellata dei “tipi di compagni di corso che prima o poi incontrerai”!

Ansia man


Gli studenti sono ansiosi, questo è vero. Possiamo suddividerci in due grandi macrocategorie: quelli che si ansiano a due giorni dall'esame, e quelli che nell'ansia ci vivono perennemente. Ansia man abita quest'ultimo insieme di persone, ed è paranoico, molto paranoico. Lo trovi sempre a lezione, anche se fuori ci sono 50 cm di neve, quando non è a lezione è in biblioteca a trascrivere appunti, e quando non è in biblioteca è a casa a studiare o ripetere.
Poche, pochissime attività extrauniversitarie: lui è nato per studiare, e non mancherà di sottolineartelo, non tanto per vantarsi, quanto per cercare in te una parola di conforto, un sorriso amico, una pacca sulla spalla. (Warning: iniziando una relazione amichevole con Ansia man, lui potrebbe scambiarti per il suo best e quindi farti precipitare nell'oblio del “panico da università”).

“Mi passi gli appunti?”


Il compagno “mi passi gli appunti” è solitamente molto furbo. Lo riconosci quasi subito, soprattutto per il fatto che compare in aula a novembre dopo un mese di lezione, e non perché lavora ma perché “ha da fare” (leggasi: probabilmente dorme fino all'1 e si gode la vita universitaria).
A novembre, con i gruppetti di compagni già formati, cercherà di far amicizia con qualcuno al solo fine di farsi passare gli appunti pregressi. E tu, che sei di buon cuore e ti lasci convincere, gli passi il malloppo di fogli che hai trascritto negli ultimi mesi, ignorando che stai entrando in un vortice senza fine: lo scroccatore seriale ha trovato in te l'anima pia, la spalla e il supporto a cui chiedere, quindi non mancherà di tartassarti con qualsiasi mezzo di comunicazione a sua disposizione, pretendendo di mese in mese gli appunti che lui non ha mai preso.

Il modesto


Il modesto è forse la categoria più diffusa. Lo trovi, prima o poi lo trovi e probabilmente in un branco di più esemplari. Il modesto è molto intelligente, ha facilità nello studio perchè fondamentalmente gli piace un sacco studiare; allo stesso tempo non ama sbandierare i suoi voti ai quattro venti e soprattutto ama follemente sminuire le sue performance agli esami.
I discorsi tipo con lui saranno pressappoco questi: “Come è andato l'esame?”, “Mah...beniiino”, “Nel senso che hai preso poco?”, “No vabè...non mi lamento”, “Ma che voto hai preso quindi?”, “Trenta...”, “Trenta? Bè, dimmi nulla!”, “Si..e lode..”, “Trenta e lode? Ma quanto hai studiato”, “Pochissimo guarda, due settimane e prepari tutto”, “Solo due settimane? Ma io è un mese che studio e sono indietrissimo...”, “No ma va, poi lui è bravissimo!”.
No, non ci credere, non ci credere! Il modesto ha studiato tre mesi, notte e giorno, ha preso 30 e lode sputando sangue e il professore è uno stronzo. Garantito.

Il Professorino


Il Professorino probabilmente ha qualche anno più di te, ma non si sa perché sta seguendo il tuo corso al primo anno (capirai solo dopo che questa deve essere letta come un'abile mossa per entrare nelle grazie del prof.). Lui ha già dato quasi tutti gli esami, o comunque buona parte, è perfettamente integrato nel terribile meccanismo burocratico dell'Università, e ha le idee chiare. Su tutto. Ah, e la tesi la sta scrivendo già dal secondo anno. Il punto è che, oltre a creare invidia o magari un poco di odio, la maggior parte delle volte i professorini tentano un approccio, proprio con te.
Le frasi tipiche che pronunceranno saranno volte a farti sentire in difetto o a lanciarti nel panico più totale, tipo: “Ah non hai studiato la dispensa? No perchè di solito non la chiede e non è nel programma, però ti consiglio di darci una letta”, “Ah ma non stai scrivendo la tesi? Bè dovresti iniziare, è un po' tardino no?”, “Guarda, senza scherzi, l'esame che stai preparando è il peggiore di tutti e cinque gli anni”, “Ah stai per dare Archeologia Greca? Io ho preso 29, ma ti dico, non ho vissuto per tre mesi”.
Lui fa meglio di te, e di tutti, e lui ti vuole mettere ansia.

Il fortunato


Il fortunato, per non utilizzare vocaboli volgari, è forse la tipologia di studente più odiabile che esista. Lui a lezione ci viene raramente, perchè non ne ha voglia, e lo ammette candidamente davanti a te che in facoltà ci passi 9 ore al giorno. Studia poco, pochissimo, solitamente si fa prestare i libri da qualche anima buona, perché non ha voglia di spendere soldi in oggetti a sua detta inutili.
All'Università solitamente ce lo hanno fatto iscrivere i genitori a forza. Non lo vedi mai studiare in biblioteca, perché effettivamente non studia, mai. Una settimana prima dell'esame legge qualcosina su Wikipedia e, all'urlo di “O la va o la spacca!”, si presenta all'esame... all'esame che ovviamente tu stai studiando da tre mesi. Risultato? Tu metterai in saccoccia un onorabilissimo 28, perchè ti sei spaccato il...la schiena sui libri, lui un 27. Perchè? “Oh, mi ha chiesto le uniche due cose che avevo studiato!”.
Ah, si laureerà prima di te eh, sappilo.

Il preci


Il preciso, abbreviato “preci” è un'ingegnere sotto mentite spoglie. Conosce a memoria le date di tutti gli esami dei cinque anni di università, li ha segnati sul calendario il giorno 2 settembre. Prima di iniziare a studiare qualsiasi esame passa almeno 4 giorni della sua vita a pianificare lo studio. Mette i libri sulla scrivania, somma le pagine, sottrae le immagini/gli schemi/gli indici, ri-somma il tutto e divide per i giorni che ha a disposizione. Lascia gli ultimi 15 giorni prima dell'esame per il ripasso, e l'ultimo per il “relax”. Si, il preci si può permettere di non aprire libro il giorno prima dell'esame.
Ha preparato, sempre il 2 settembre, alcuni schemi dove segna il numero delle pagine da studiare quotidianamente, ovviamente numeri diversi da giorno a giorno per tenere la mente lucida e allenata. Grazie alla sua innata abilità si può permettere di avere un lavoretto, di andare a fare le gite nei week end, di avere ottime relazioni sociali, e una ragazza che non trascura. Va anche in palestra, perché oltre ad essere preciso, metodico e perfetto, è pure bello-biondo-e allenato.

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1 settembre 2020 ore 11:00

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