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Il peccato di orgoglio

L'orgoglio punito

Il tema dell'orgoglio punito è comune a molte religioni, che, attraverso i miti, intendono sottolineare non solo la superiorità delle divinità sui mortali, ma soprattutto il dovere, da parte di questi ultimi, di non porsi in competizione con esse, valicando il confine che separa il mondo degli uomini da quello degli dei. L'ansia di spingere la conoscenza al di là dei limite posto dagli dei, la presunzione di gareggiare con essi in abilità e pregi, l'orgoglio di possedere particolari qualità sono buoni motivi per scatenare l'ira divina, seguita inesorabilmente da punizioni estreme e definitive.


La vendetta degli dei


La religione degli dei dell'Olimpo non fa eccezione: il peccato di hybris è di gran lunga il più grave fra tutti, quello che suscita le vendette più terribili, destinate, in molti casi, a perpetuarsi nelle generazioni future. Il termine hybris non trova una perfetta corrispondenza nella nostra lingua: può essere tuttavia inteso come orgoglio sfrontato diretto contro una divinità o, anche, come violazione dell'ordine naturale. I Greci soprattutto ne temevano le nefaste conseguenze, come testimonia la ricca raccolta di miti intorno a questo argomento, miti nei quali, in un'atmosfera di oscuro timore, si manifesta il temibile e impietoso potere degli dei. Eppure, in molti di questi racconti, proprio gli dei, offesi dall'orgoglio dei mortali, rivelano tutti i loro limiti e sembrano, nei loro meschini e impulsivi comportamenti, assai più simili agli uomini che ad entità superiori. È il caso, ad esempio, di Aracne, abilissima tessitrice, punita severamente per avere sfidato Minerva e condannata ad un'orrenda metamorfosi. All'orgoglio, peraltro fondato, della fanciulla fa riscontro l'invidia della dea, che non esita ad avvalersi della sua condizione, mal sopportando di essere considerata inferiore ad una mortale. Ancora più drammatico il caso di Icaro, nel quale il desiderio di conoscenza, così profondamente umano, si coniuga con l'imprudente curiosità e con lo spirito d'avventura propri dell'età giovanile. Ma agli dei poco importa che l'impresa di Icaro sia in realtà un nobile tentativo: anche questa volta il loro arbitrio capriccioso colpisce severamente, senza alcun senso di pietà per l'età giovanissima del ragazzo. I miti che qui presentiamo se per un verso testimoniano i timori arcani dei popoli antichi, dall'altro forniscono anche spiegazioni poetiche e suggestive degli aspetti e dei fenomeni della natura che cadevano sotto i loro occhi; quindi l'abilità del ragno nel tessere la tela suggerisce il mito di Aracne, mentre quello di Icaro deriva dal fascino di un tratto di mare punteggiato di isole e splendente sotto il sole del Mediterraneo.

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