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Mitologia greca- Bellona

Questa divinità romana era in origine soltanto la rappresentazione del principale svago di Marte, cioè il bellum, la guerra; in un secondo momento acquistò una più precisa identità e i Romani le dedicarono un tempio, forse anche perchè erano in guerra con gli Etruschi e i Sanniti. Questo tempio divenne molto famoso: il senato vi riceveva gli ambasciatori e vi si svolgeva il rito simbolico della dichiarazione di guerra. Nel corso di esso i feziali scagliavano inizialmente una lancia insanguinata all'interno del territorio nemico, poi quando questo gesto non fu più logisticamente possibile per l'estensione dei confini, si limitarono a lanciarla stando presso la columna bellica davanti al tempio. I sacerdoti avevano infatti stabiliti che un pezzetto di terreno vicino al Circo Flaminio venisse considerato nemico e la colonna ne indicasse il confine. Nell'anno 92 a.C. , mentre l'esercito di Silla guerreggiava contro certe popolazioni dell'Asia Minore, i soldati si imbatterono in una comunità di seguaci della dea. Celebravano il loro rito abbandonandosi a eccessi cui i Romani non rimasero insensibili date le analogie con quello proprio della dea Bellona. Vennero in tal modo a crearsi due dee della guerra che col tempo si fusero quasi in una sola identità. Le processioni in onore di Bellona erano impressionanti: i sacerdoti si abbandonavano a danze forsennate e in preda a un mistico delirio si ferivano a sangue con una bipenne pronunziando profezie.

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