Concetti Chiave

  • Nel marzo del 1919, Benito Mussolini fondò a Milano i "Fasci italiani di combattimento", unendo reduci di guerra e membri della piccola borghesia antisocialista.
  • Le elezioni del 1919 videro i socialisti prevalere, mentre i fascisti non ottennero alcun seggio, nonostante il tentativo di Giolitti di modernizzare il paese.
  • Nel 1921, Giolitti sciolse le camere nella speranza di rafforzare il centro liberale, ma le elezioni portarono i fascisti in Parlamento e provocarono le sue dimissioni.
  • Nel novembre 1921, Mussolini fondò il "Partito Nazionale Fascista" e l'anno successivo organizzò la marcia su Roma, che portò alla formazione del suo governo.
  • L'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1924, dopo aver denunciato le violenze fasciste, segnò un momento cruciale nell'opposizione antifascista, che abbandonò il Parlamento.

Fondazione dei fasci italiani

Nel marzo del 1919, in piazza San Sepolcro a Milano, Benito Mussolini, un ex dirigente socialista, fondò i “Fasci italiani di combattimento”, che riunivano reduci di guerra ed esponenti del ceto medio e della piccola borghesia antisocialista.

I Fasci di combattimento furono un movimento, uno strumento della lotta politica; essi volevano conquistare il potere politico. Erano formati da ex socialisti, nazionalisti ed ex sindacalisti rivoluzionari.

Elezioni del 1919 e Giolitti

Nelle elezioni del 1919, i socialisti ottennero un grande successo, mentre i fascisti non ottennero nessun seggio.

Giolitti era stato il perno del sistema politico italiano all'inizio del Novecento, egli puntava alla modernizzazione del paese, a trasformare l’Italia in una moderna potenza industriale, a favorire l’inclusione delle masse lavoratrici e a tenere a freno gli istinti reazionari. Giolitti distrusse i vecchi equilibri politici e ne costruì di nuovi, favorendo l’integrazione nel regime parlamentare di tutte le forze vitali del Paese come i cattolici, i socialisti, e poi i fascisti.

Elezioni del 1921 e dimissioni

In Italia, nel 1921, Giolitti sciolse le camere e indisse delle nuove elezioni, sperando di rafforzare il centro liberale, stringendo anche degli accordi con “Fasci”.

L’esito delle elezioni per lui non fu favorevole, infatti i socialisti non ebbero successo e i fascisti entrarono in Parlamento. Il 27 giugno Giolitti rassegnò le dimissioni.

Fondazione del partito fascista

Nel novembre del 1921 Mussolini fondò il Partito Nazionale Fascista” (PNF).

Marcia su Roma e governo

Il 1° agosto del 1922, Mussolini decise di far convergere sulla capitale le sue camicie nere armate, per mostrare la forza del fascismo e convincere il re Vittorio Emanuele III a incaricarlo di formare un nuovo governo. Il 28 ottobre del 1922 migliaia di camicie nere marciarono verso Roma, percorrendo le vie con le armi; Mussolini non partecipò, ma appena le milizie fasciste invasero la città e il colpo di stato ebbe successo, raggiunse la capitale. Il 30 ottobre ricevette l’incarico di formare il governo.

Assassinio di Giacomo Matteotti

Il deputato socialista Giacomo Matteotti, il 10 giugno del 1924 denunciò le violenze grazie alle quali i fascisti avevano prevalso; pochi giorni dopo fu rapito e fu ritrovato ucciso dopo due mesi. Così l’opposizione antifascista decise di abbandonare l’aula parlamentare.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano gli obiettivi principali dei Fasci italiani di combattimento?
  2. I Fasci italiani di combattimento, fondati da Mussolini nel 1919, miravano a conquistare il potere politico e riunivano ex socialisti, nazionalisti ed ex sindacalisti rivoluzionari, rappresentando un movimento di lotta politica contro il socialismo.

  3. Qual è stato il ruolo di Giolitti nel contesto politico italiano del primo Novecento?
  4. Giolitti, figura centrale della politica italiana, puntava alla modernizzazione del paese e all'inclusione delle masse lavoratrici, distruggendo i vecchi equilibri politici e favorendo l'integrazione di diverse forze, inclusi i fascisti, nel regime parlamentare.

  5. Quale evento segnò l'ascesa al potere di Mussolini e del fascismo?
  6. La Marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, segnò l'ascesa al potere di Mussolini, che, attraverso la mobilitazione delle camicie nere, convinse il re Vittorio Emanuele III a incaricarlo di formare un nuovo governo dopo il successo del colpo di stato.

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