“Tutto quanto tecnicamente si può, moralmente si deve?”
“Tutto è violabile, almeno in progetto, dalla conoscenza e dal potere. Può essere violato un embrione, un malato, un idiota, un vecchio; ma anche un giovane corpo desiderabile, o uno spirito indipendente. I deboli come i forti, i miseri come gli splendidi, diventano inviolabili se percepiti col cuore, ma la presenza del cuore si rivela solo al cuore; inviolabile è ciò che si attinge dentro l’ordine del cuore”.
(L. Lombardi Vallauri) Sandra Sobko, V CS
Argomenti toccati
1. Storia 5
- L’influenza della scienza sulla II Guerra Mondiale
- Esperimenti sugli Ebrei: sterilizzazione di massa
- Testimonianza di una giovane Ebrea greca
- Il medico che uccide: un tragico errore di concetto
- 1970: nasce la Bioetica
2. Filosofia 9
- Etica: uno sguardo generale
- Bioetica laica
- Bioetica religiosa
- Filosofia contrattualista
- Filosofia utilitarista
- Filosofia sostanzialista
3. Diritto 13
- Giuramento d’Ippocrate
- 1948, la convenzione di Ginevra
- Virtù ed il Codice Deontologico del medico
- Aborto: dibattiti e leggi
- Eutanasia: ricerca della dignità o suicidio assistito?
- Legge ed eutanasia nei vari paesi del mondo
4. Scienze Sociali 25
- Sistema sanitario negli USA: Medicare e Medicaid
- Medici Senza Frontiere: un fenomeno contro corrente 2
Introduzione
La questione della Bioetica apre uno dei dibattiti più caldi dei nostri tempi. Essa tocca un tema molto delicato quale la qualità e la sacralità della vita, il valore dell’uomo come persona dotata di libero arbitrio e di diritti inviolabili alla vita e all’autodeterminazione, che spesso sono in contrasto tra loro. Si cerca di capire quali sono i confini tra l’artificiale e il vero, tra l’umano e il disumano, tra persona e cellula, tra incoscienza e volontà. In realtà però, per quanto ne possiamo discutere sarà difficile trovare un giusto equilibrio tra l’uso della scienza e l’obbedienza alla legge morale che fa di noi esseri civili.
Come vedremo, la Bioetica non nasce dal nulla: essa incarna il bisogno di assicurare a ognuno di noi, senza nessuna distinzione, i principi inviolabili che nella storia troppe volte sono stati negati ad intere popolazioni. Oggi non ci troviamo più in situazioni così estreme, ma il pericolo di una mentalità, secondo la quale un essere umano può e deve essere soggetto alla manipolazione della scienza è adesso più che mai imminente.
Oggetto della nostra riflessione è l’uomo con i suoi valori, tutto il vivere umano, ma in particolare quello medico-biologico. È proprio per questo motivo che dobbiamo occuparci anche delle questioni giuridiche che riguardano la Bioetica. Il Diritto ha il compito di garantire a tutti noi una relativa libertà ed un relativo benessere che non ostacoli quello degli altri. Di conseguenza esso deve necessariamente essere preceduto e guidato dall’etica.
Vedremo in seguito vari documenti attraverso i quali la legge tutela gli individui stabilendo i confini che la scienza non può varcare per il bene della persona, dell’umanità e dell’intero ecosistema.
Riportando esempi concreti cercherò di occuparmi del rapporto che si instaura tra il medico ed il paziente, in particolare in un sistema di Welfare 3 liberale, come quello degli Stati Uniti, dove la qualità del servizio sanitario dipende più dalle possibilità economiche dei pazienti che dall’etica professionale dei medici e degli assistenti. C’è però, anche un fenomeno opposto che riguarda in particolare i medici volontari che decidono di aiutare le popolazioni del terzo mondo rinunciando alle comodità del mondo moderno per ridare senso e valore alla propria professione. Le organizzazioni che si occupano di volontariato sanitario, tra le quali Medici Senza Frontiere, sono guidate dai principi di uguaglianza e solidarietà, grazie ai quali quello medico non è più soltanto un mestiere, ma significa una continua sfida ed un continuo servizio per il bene dell’umanità.
Un altro fattore importante che influenza il dibattito sulle questioni della Bioetica è la posizione della Chiesa Cattolica che cerca di proporre ed argomentare il proprio punto di vista ai fedeli. La fede è una dimensione spirituale che ognuno di noi decide di coltivare o rifiutare, comportandosi di conseguenza. Per questo è importante sottolineare che, per molte persone, la religione gioca un ruolo rilevante nella presa di posizione nei confronti delle varie problematiche legate al rapporto tra la scienza e la vita umana. Come vedremo, proprio per questo motivo si è creato un contrasto, all’interno della disciplina stessa, tra la parte che difende la qualità della vita e quella che invece difende la sua sacralità.
Ma come viene vissuto questo rapporto a livello personale? L’etica e la legge morale sono in grado di prevalere sulla sofferenza individuale? Quanto conta la volontà e la libertà personale quando si tratta di scegliere tra la vita e la morte di un essere umano? Qual è il valore ed il senso della sofferenza? La scienza ha il diritto di allungare le mani verso la vita e l’esistenza? Prendendo in considerazione tutte le fonti e i documenti a mia disposizione, servendomi dei dati scientifici e analizzando varie riflessioni che riguardano la contrapposizione tra la qualità e la sacralità della vita, cercherò in questo lavoro di rispondere a queste domande. Trattandosi di un tema delicato che presenta molti elementi di carattere soggettivo cercherò inoltre di presentare il punto di vista di chi, come me, osa credere che stiamo ormai progredendo verso una civiltà artificiale.
Storia
Il termine “Bioetica” nasce per ideazione dell’oncologo statunitense Van Rensselaer Potter nel 1970, sulla scorta delle preoccupazioni sui rischi che le (allora future) possibilità consentite dal progresso tecnologico applicato in campo genetico avrebbero potuto influenzare e addirittura mettere in pericolo la vita dell’uomo e dello stesso ecosistema.
Ma non è un caso che la Bioetica intesa come “Una nuova disciplina per combinare la conoscenza scientifica e biologica con la conoscenza del sistema dei valori umani” (V. Rensselaer Potter, 1970) nasca proprio in quel periodo storico, alla fine del XX secolo.
Dopo l’esperienza della II Guerra Mondiale l’umanità si risveglia dal sogno della scienza, avverte che essa può costituire un grave pericolo e che, come l’acqua assume la forma del contenitore in cui si trova, così anche la scienza obbedisce agli ordini di chi se ne serve.
È proprio sulle differenze biologiche, “scientificamente fondate”, che si basavano le convinzioni dei tedeschi che gli Ebrei fossero un popolo imperfetto, impuro, appartenente ad una razza inferiore destinata ad estinguersi per il bene dell’umanità. Poi la scienza si spinse oltre queste considerazioni di ordine darwiniano. Infatti, nacquero numerosi metodi di distruzione di massa, 5 come il Zyklon B e le bombe atomiche, la guerra si trasformò in una spietata sfida tecnologica che annienta l’uomo con tutti i suoi valori.
Ma l’elemento più crudele che riguarda direttamente la Bioetica, e che richiama particolarmente la mia attenzione è la spietatezza dei medici nazisti che svolgevano esperimenti disumani sugli Ebrei. Infatti, alla realizzazione dei piani di sterminio di interi popoli presero attivamente parte anche medici tedeschi, sia quelli a capo delle strutture sanitarie delle SS e della Wehrmacht, sia quelli impiegati negli istituti di ricerca delle facoltà di Medicina. Incuranti dei principi più elementari dell’etica professionale, misero spesso volontariamente le proprie capacità a disposizione dell’ideologia nazionalsocialista, pienamente consci dei suoi fini criminali. Particolare fu il ruolo dei medici delle SS in servizio nei Lager dove, venendo meno al giuramento d’Ippocrate, effettuarono le selezioni dei convogli di Ebrei, controllandone il processo di sterminio. Condannarono alla gassazione o uccisero con iniezioni di fenolo i detenuti ospedalizzati nei Lager, falsificando le cause della loro morte, e condussero criminosi esperimenti medici sui prigionieri.
Durante la seconda guerra mondiale, i medici nazisti, venendo incontro ai dirigenti del Terzo Reich, sostennero con la propria attività la politica demografica nazista dando il via ad una serie di ricerche sulla sterilizzazione di massa di nazioni considerate inferiori: prima gli Ebrei, poi gli Slavi ed infine i “Mischlingen” (Ebrei Tedeschi). Alla conferenza del 7-8 luglio 1942, alla quale parteciparono Himmler, il dr Kral Gebhardt e l’ispettore dei campi di concentramento Richard Glucks, il compito di cercare tale sistema ottimale di sterilizzazione fu affidato al dr Carl Clauberg, specialista nella cura della sterilità femminile, al quale Himmler permise di condurre esperimenti che ebbero inizio alla fine del 1942 nell’ospedale femminile di Birkenau nella 6 baracca nr 30 del campo di BIA. Il metodo di sterilizzazione di massa senza ricorrere all’ospedale elaborato da Clauberg consisteva nell’introdurre durante una finta visita degli organi genitali (dopo aver constatato l’apertura dell’ovidotto) una sostanza chimica irritante provocante una grave infezione che, nel giro di alcune settimane, portava alla crescita dei peli nell’ovidotto e dunque alla sua occlusione. I risultati venivano controllati di volta in volta con delle radiografie. Nel novembre 1942 (quasi contemporaneamente a Clauberg) ad Auschwitz iniziò esperimenti sulla sterilizzazione anche il dr Horst Schumann, ufficiale della Luftwaffe e Sturmbannfuhrer delle SS, in seguito membro della speciale “commissione medica” responsabile della selezione dei detenuti, malati e prostrati, destinati alla gassazione. Schumann, come Clauberg, cercava il modo migliore per attuare una sterilizzazione massiccia che avrebbe potuto assicurare al comando del Terzo Reich l’annientamento biologico dei popoli assoggettati, privandoli “scientificamente” delle loro capacità riproduttiva.
Un’Ebrea greca così ricorda gli esperimenti di sterilizzazione e castrazione svolti ad Auschwitz: “Verso la metà del marzo 1943 fui deportata insieme con altri Ebrei di Salonnico a Birkenau nell’estate 1943 durante l’appello mattutino la capo-blocco chiamò un certo numero di prigioniere, me compresa. Fummo condotte sotto sorveglianza ad Auschwitz, nel blocco nr 10, dove si trovano già altre donne e giovani greche. Un giorno apparve il dr Schumann, il suo cognome mi fu riferito durante la permanenza nel blocco 10, che ordinò a tutte le giovani di farsi avanti, poi ne indicò alcune, me compresa, di cui annotarono il numero di matricola. Il giorno dopo ci portarono di nuovo a Birkenau, dove fummo sottoposte ad irradiazioni di raggi X, ci fecero entrare e spogliare in una stanza, dalla quale fummo chiamate una alla volta in un’altra stanza buia, in cui c’erano due persone, il dr Schumann e un aiutante. Quest’ultimo mi applicò sul corpo due lastre, una sul ventre e una sulle spalle. Il dr Schumann si rifugiò in una cabina sicura, mi osservò attraverso un finestrino e azionò l’attrezzatura a cui erano collegate le lastre per alcuni minuti, non saprei dire precisamente quanti. In una giornata facemmo ritorno ad Auschwitz. Lungo la strada vomitammo tutte. Non sapevamo cosa ci avevano fatto. Dopo alcuni giorni sul posto in cui erano state applicate le lastre comparvero ferite purulenti. Dopo circa due mesi ci spedirono di nuovo a lavorare a Birkenau, anche se le nostre ferite non erano ancora rimarginate. Un giorno durante l’appello mattutino fu chiamato il mio numero e quello delle ragazze sottoposte a raggi X. Ci portarono di nuovo ad Auschwitz, nel blocco nr 10, dove fummo visitate dal dr Samuel, il quale scelse Giada e Bella per l’operazione, che eseguì, se ricordo bene, lo stesso giorno, nello stesso blocco nr 10 in cui erano alloggiate. Verso il novembre del 1943 portarono me ed altre 9 ragazze nel blocco 21, dove fummo operate. Nell’anticamera della sala operatoria dovemmo spogliarci e ci fu fatta un’iniezione che mi fece perdere i sensi nella parte inferiore del corpo. Dopo un po’ mi portarono in una sala operatoria, dove si trovavano il dr Schumann, il dr Dering, un altro medico detenuto e la dottoressa Brewda. Quest’ultima mi teneva su il morale. Un paravento divideva la parte superiore del mio corpo da quella inferiore. So che mi operò il dr Dering, assistito dal medico detenuto. Dopo l’operazione mi portarono di nuovo al blocco nr 10. Giacemmo tutte lì gridando dal dolore. Bella morì durante la notte. Buena aveva un’orribile ferita aperta, come le nostre, purulenta. Dopo un mese o due, nel blocco apparve il dr Schumann, che guardò le nostre ferite e ordinò di spedirci di nuovo al lavoro a Birkenau sebbene riuscivamo a muoverci ancora a fatica. Ciò significava la morte certa di Buena, la cui ferita risultava ancora grave. Morì infatti a Birkenau”. 8
Questa testimonianza ci fa riflettere sulla figura del medico nelle SS, quindi prima di passare oltre, vorrei soffermarmi su un altro punto che ritengo importante: se la pratica medica è volta ad aiutare i malati con il massimo rispetto per la vita umana, possono allora il dr Schumann e i suoi collaboratori chiamarsi medici? In altre parole, un medico privo di coscienza, di qualsiasi sentimento di pietà e del dovere morale si può veramente considerare un medico, carnefice?
Oggi questa domanda non suscita dubbi. Se infatti fossimo tutti animali, esseri privi di qualsiasi sentimento, saremmo tutti capaci di torturare gli altri per osservare come si sviluppa la sofferenza e come avviene la morte, senza aver studiato medicina. È proprio da questo punto cruciale che iniziò a svilupparsi la consapevolezza della necessità di subordinare la scienza all’etica, soprattutto se essa invade la sfera della vita umana. In questo modo nel 1970 nacque la Bioetica, materia ancora molto giovane che riflette sul futuro, ma non ignora la storia e le esperienze del passato.
Filosofia
Le scoperte scientifiche che negli ultimi decenni del XX secolo hanno interessato la genetica e la neurofisiologia, e le prospettive aperte dalle recenti realizzazioni nel campo dell’intelligenza
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Tutto quanto tecnicamente si può, moralmente si de
Autore: Sandra Sobko
Descrizione: La questione della Bioetica apre uno dei dibattiti più caldi dei nostri tempi. Essa tocca un tema molto delicato quale la qualità e la sacralità della vita, il valore dell'uomo come persona dotata di libero arbitrio e di diritti inviolabili alla vita e all'autodeterminazione, che spesso sono in contrasto tra loro. Si cerca di capire quali sono i confini tra l'artificiale e il vero, tra l'umano e il disumano, tra persona e cellula, tra incoscienza e volontà. In realtà però, per quanto ne possiamo discutere, sarà difficile trovare un giusto equilibrio tra l'uso della scienza e l'obbedienza alla legge morale che fa di noi esseri civili. Come vedremo, la Bioetica non nasce dal nulla: essa incarna il bisogno di assicurare a ognuno di noi, senza nessuna distinzione, i principi inviolabili che nella storia troppe volte sono stati negati ad intere popolazioni. Oggi non ci troviamo più in situazioni così estreme, ma il pericolo di una mentalità, secondo la quale un essere umano può e deve essere soggetto alla manipolazione della scienza è adesso più che mai imminente. Oggetto della nostra riflessione è l'uomo con i suoi valori, tutto il vivere umano, ma in particolare quello medico-biologico. È proprio per questo motivo che dobbiamo occuparci anche delle questioni giuridiche che riguardano la Bioetica. Il Diritto ha il compito di garantire a tutti noi una relativa libertà ed un relativo benessere che non ostacoli quello degli altri. Di conseguenza esso deve necessariamente essere preceduto e guidato dall'etica. Vedremo in seguito vari documenti attraverso i quali la legge tutela gli individui stabilendo i confini che la scienza non può varcare per il bene della persona, dell'umanità e dell'intero ecosistema. Riportando esempi concreti cercherò di occuparmi del rapporto che si instaura tra il medico ed il paziente, in particolare in un sistema di Welfare liberale, come quello degli Stati Uniti, dove la qualità del servizio sanitario dipende più dalle possibilità economiche dei pazienti che dall'etica professionale dei medici e degli assistenti.
Materie trattate:
- Storia (la Seconda guerra mondiale, sterilizzazioni di massa)
- Filosofia (Etica, filosofia contrattualista, filosofia utilitarista, filosofia sostanzialista)
- Diritto (giuramento di Ippocrate, il codice deontologico, l'Aborto, l'Eutanasia)
- Scienze sociali (il sistema sanitario degli USA, medici senza frontiere)
Area: umanistica
Bibliografia:
- Manuale di Filosofia
- Manuale di Sociologia
- "Bioetica. Le scelte morali", Lecaldano Eugenio, Laterza 2007
- "Medicina ed Etica", Bucci L., Camilliane, Torino 2001
- "Encyclopedia of Bioethics", Reich T.W., Washington 1970
- "Cosa sognano i pesci rossi", M. Venturino, Mondadori 2005