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Pilia Manuel

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The journey in time

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Teorie sulla possibilità dell’uomo di viaggiare nel

Tempo.

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Liceo Scientifico ‘’G. Asproni’’ – Iglesias

Anno scolastico 2008/2009

Classe 5^A

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Quando un uomo siede un'ora in compagnia di

una bella ragazza, sembra sia passato un minuto.

Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli

sembrerà più lungo di qualsiasi ora.

.

Questa è la relatività

(Albert Einstein)

2

Indice

Copertina Pag. 1

Citazione Pag. 2

Indice Pag. 3

Presentazione del lavoro Pag. 4

1. E C T

Evoluzione concetto di tempo

Filosofia

1.1 Tempo secondo la Filosofia Greca Pag. 5

1.2 Tempo secondo la Filosofia Cristiana Pag. 6

1.3 Tempo secondo la Filosofia del ‘600 Pag. 7

1.4 Tempo secondo Kant Pag. 8

1.5 Tempo secondo Hegel Pag. 8

1.6 Tempo secondo Nietzsche Pag. 9

1.7 Tempo secondo Bergson Pag. 10

2. R T

Relatività del tempo

Fisica scienze

2.1 Limiti Fisica Classica Pag. 11

2.2 Teoria Relatività Ristretta Pag. 11

2.3 Conseguenza del Principio di Relatività di Einstein Pag. 13

2.4 Paradosso dei Gemelli e Possibilità di viaggiare nel Futuro Pag. 14

2.5 Teoria Relatività Generale Pag. 15

2.6 Buchi Neri Pag. 16

2.7 Principio di Indeterminazione Pag. 17

2.8 Teoria Gatto di Shrodinger Pag. 18

3. L T

Le macchine del tempo

Fisica

3.1 Evoluzione Teorie sui Viaggi nel Tempo Pag. 19

3.2 La soluzione Kerr Pag. 20

3.3 La Teoria Quantistica e l’interpretazione dei mondi paralleli Pag. 21

3.4 Il Wormhole di Sagan Pag. 21

3.5 Altre Teorie... Stringhe e Crononi Pag. 23

4. I T L

Il viaggio nel tempo nella letteratura

Italiano inglese

4.1 Il Romanzo Psicologico e il Viaggio ‘’Virtuale’’ nel Tempo Pag. 24

4.2 Svevo e La Coscienza di Zeno Pag. 25

4.3 Virginia Wolf (Mrs. Dalloway e L’Orlando) Pag. 27

Bibliografia Pag. 29

3

Presentazione del lavoro

L’argomento di questa tesina, come si nota dal titolo stesso, riguarda il concetto del Tempo,

e in particolare la possibilità per l’uomo di poter viaggiare nelle varie epoche storiche.

L’immagine di copertina rappresenta il dipinto ‘’Gli Orologi Molli: Persistenza della Memoria’’

di Salvator Dalì, dove l’artista esprime artisticamente gli effetti della relatività di Einstein,

rappresentando orologi sciolti, simbolo della relatività del Tempo.

Il concetto Tempo è, infatti, uno dei maggiori dilemmi dell’umanità. Il tempo è ‘’ciò che è

stato, ciò che sarà e ciò che non è più’’.

Per questi motivi, prima di dover affrontare direttamente il viaggio nel tempo, ho ritenuto

necessario vedere come si è evoluto il concetto del tempo nel corso delle varie epoche

storiche.

Nella Seconda Parte della Tesina ho scelto, invece, di esporre le principali teorie che stanno

alla base delle possibilità per l’uomo di viaggiare nel Tempo. Ho trattato, quindi, La Teoria

della Relatività Ristretta e Generale di Einstein, assieme a qualche cenno della teoria

quantistica, importante per capire il comportamento della materia quando non si

considerano ambienti immensamente grandi, ma ambienti immensamente piccoli.

Nella Terza Parte, invece, verranno trattate direttamente le varie macchine del Tempo ideate,

solo dal punto di vista teorico, da parte di importanti fisici o scrittori-scienziati. Ho ritenuto

importante, quindi, tenere conto delle varie teorie e presentarle separatamente.

Infine, nella Quarta e Ultima parte, presenterò il viaggio nel tempo in tutt’altro aspetto:

quello del viaggio nel Tempo ‘’Virtuale’’, che ciascuno di noi fa quando è portato a ricordare

determinati avvenimenti passati. Si tratta, quindi, di una parte maggiormente letteraria dove

verrà presentato il Romanzo Psicologico di Italo Svevo, e il Romanzo Moderno di Virginia

Woolf. 4

Evoluzione del concetto di tempo

1.1 I F G

Il tempo secondo la filosofia greca

Il primo pensatore nella cui opera viene trattato specificatamente

Anassimandro.

il concetto di tempo è il presocratico

<<Da dove infatti gli essere umani hanno origine, ivi hanno anche la

distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l’una all’altro la pena e

l’espiazione della giustizia secondo l’ordine del tempo>>

Le cose, quindi, si sviluppano e si dissolvono, vengono al mondo

e finiscono, ritornando nel principio primordiale da cui hanno

avuto origine. Il tempo è ciò che caratterizza la natura. Esso

regola il divenire degli elementi e assicura l’equilibrio del mondo

e delle sue parti. Alla base della vita dell’universo c’è, quindi, un

ordine, che è il risultato dell’azione del tempo.

<<Il tempo è l’immagine mobile dell’eternità’’>>

Questa celebre definizione di Platone richiama questa idea dell’eterna

ripetizione del tempo cosmico, di cui il tempo umano è un imperfetto

riflesso.

Secondo Platone il tempo è nato con il mondo, plasmato dal demiurgo, il

divino artigiano, prendendo come modello il mondo delle idee. Nel Timeo il

tempo viene misurato oggettivamente dal movimento del cielo, e diventa

l’immagine sensibile più vicina alla perfezione delle idee.

Tuttavia, la più coerente dottrina del tempo, prima di Galileo e

della scienza moderna, è senz’altro quella fornitaci da Aristotele.

Egli è convinto che il tempo sia qualcosa di oggettivo, legato alla

natura del movimento. Noi, infatti, quando siamo addormentati

non percepiamo alcun movimento.

Il tempo è, quindi, la misura del movimento. Il corpo che si muove

sarà prima in un luogo e poi in un altro, secondo una specifica

legge della natura.

<<Pertanto il tempo non è movimento, ma il movimento lo possiede in

quanto misura. Eccone la prova: giudichiamo il più e il meno col numero, un

movimento sarà maggiore e minore col tempo. Il tempo è, pertanto, un certo

numero. E poiché il numero è in due sensi (infatti chiamiamo numero sia ciò

che viene numerato, sia ciò che è numerabile, sia ciò con cui numeriamo), il

tempo è ciò che è numerato e non ciò con cui misuriamo.

E come il movimento è di volta in volta sempre diverso, così anche il tempo

[..].>> 5

A differenza di Platone, appare subito chiaro ad Aristotele che il tempo non può essere ridotto al

movimento circolare dei cieli. Il tempo non può essere identificato né con il movimento né con il

mutamento, in quanto il tempo è presente dappertutto, mentre il mutamento esiste solo nella

singola cosa che cambia. Tuttavia si può stabilire una connessione tra il tempo e il mutamento,

poiché non c’è coscienza del tempo ove non ci sia coscienza del mutamento; quindi il tempo dovrà

essere necessariamente una proprietà del movimento.

Saranno, infine, gli Stoici a far prevalere l’idea della perfetta ciclicità del tempo. Tutti i processi

naturali sono inseriti in un’unica concatenazione di cause, che risultano esaurite dalla infinità ciclicità

del tempo, che si ripete sempre uguale a se stesso. E’ il cosiddetto Eterno Ritorno del tempo, un

tema che sarà in seguito ripreso da Nietzsche.

1.2 I F C

Il tempo secondo la filosofia cristiana

Mentre i Greci avevano una concezione oggettiva del tempo, saranno i

Cristiani i primi ad introdurre una concezione soggettiva del tempo.

Precursore di queste teorie, può essere considerato Plotino, che

assegna distinti gradi all’eternità e al tempo. Parlando dell’Anima del

Mondo, egli individua all’origine del tempo cosmico e di quelle storico

una causa di minore perfezione rispetto all’eternità della noùs, qua

inteso come prima emanazione, da parte di Dio, dell’Uno. Il tempo

esprime, dunque, l’inquietudine dell’anima. Da questa caduta

dell’anima, secondo Plotino, ci libera soltanto il ritorno alla quiete

dell’eterno, da lui concepita nella contemplazione mistica dell’Uno.

Il principale esponente del mondo Cristiano è, tuttavia Sant’Agostino.

<<Come potevano passare innumerevoli secoli, se non li avessi creati tu, autore e

iniziatore di tutti i secoli? Come sarebbe esistito un tempo non iniziato da te? e come

sarebbe trascorso, se non fosse mai esistito? Tu dunque sei l'iniziatore di ogni tempo, e

se ci fu un tempo prima che tu creassi il cielo e la terra, non si può dire che ti astenevi

dall'operare. Anche quel tempo era opera tua, e non poterono trascorrere tempi

prima che tu avessi creato un tempo. Se poi prima del cielo e della terra non esisteva

tempo, perché chiedere cosa facevi allora? Non esisteva un allora dove non esisteva

un tempo.>>

Il Dio cristiano o è perfetto, e allora non si capisce perché senta la

necessità di creare l'universo, oppure era imperfetto e solo con la

creazione ha raggiunto la perfezione. Quindi: o perfetto prima e

imperfetto dopo, o imperfetto prima e perfetto dopo. Ma il "prima" e il

"dopo", dice Agostino, i limiti del tempo, non riguardano Dio. Il tempo è

una sua creatura; la sua dimensione è quella dell'eternità.

Se il tempo però non è un problema per Dio, lo è per la comprensione

degli uomini. Il tempo è infatti una strana realtà: il passato non è più, il

futuro non è ancora e il presente non posso identificarlo nell'istante attuale, perché questo è subito

trascorso, non è più. Quindi una realtà costituita dal non essere ma che modifica l'essere. La

soluzione di Agostino, che anticipa quella di Henri Bergson, è assolutamente originale: per

realtà dinamica, non possiamo utilizzare una definizione "statica" ma una

concepire il tempo,

altrettanto dinamica; come non concepiremo mai un fiume, sempre diverso per le sue acque, se non

ci fosse il letto su cui scorrono, così lo scorrere del tempo è accompagnato dalla nostra coscienza

che fa sì che noi abbiamo l'apprensione del tempo come memoria del passato, attenzione al

presente, attesa del futuro. 6

1.3 I F S

Il tempo secondo la filosofia del Seicento

Il fondatore della Rivoluzione Scientifica può essere

considerato Galileo. Il problema principale da cui

parte è il moto. Per studiarlo occorre studiare il tempo

e lo spazio. E lo studio deve essere quantitativo.

Occorre inventarsi degli strumenti di misura. Le

lunghezze non presentano alcun problema: dei buoni

regoli possono risolvere ogni questione. Il tempo

presenta invece notevoli difficoltà (in assenza di

orologi di qualunque tipo, se si escludono le non

affidabili clessidre): Galileo le risolve utilizzando un

fenomeno che egli stesso aveva scoperto in gioventù,

l'isocronismo del pendolo. E non solo. Altri strumenti

di misura del tempo, che egli utilizza per controllare la

correttezza delle prime misure, sono i battiti del polso

e una sorta di orologio ad acqua (da un serbatoio

l'acqua cade, goccia a goccia, in un recipiente

sottostante disposto sul piatto di una bilancia; l'ago della bilancia è l'indice del trascorrere del

tempo). Un grande problema è costituito dalla misura di piccoli intervalli di tempo, fatto che si

presenta, ad esempio, nello studio degli oggetti in caduta. A questa difficoltà Galileo sopperisce

"rallentando" la caduta mediante un piano inclinato: anziché far cadere un oggetto verticalmente

egli usa delle sfere che "cadono" lungo un piano inclinato. In queste modo, il medesimo fenomeno

di caduta avviene in un tempo maggiore, tale da poter essere registrato dagli strumenti di misura di

Galileo.

Nella seconda metà del Seicento Newton propone una concezione

dello spazio e del tempo come realtà assolute. Tale concezione è

perfettamente funzionale alla fisica matematizzata quale si è venuta

sviluppando a partire soprattutto dall’opera di Galileo.

<<Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad

alcunché di esterno, scorre uniformemente, e con altro nome è chiamato

durata; quello relativo, apparente e volgare, è una misura (accurata oppure

approssimativa) sensibile ed esterna della durata per mezzo del moto, che

comunemente viene impiegata al posto del vero tempo: tali sono l’ora, il giorno,

il mese, l’anno.>>

Newton si propone di distinguere nettamente il tempo e lo spazio

relativi, di cui fa uso il senso comune, da quelli assoluti, che

vengono utilizzati nell’ambito del discorso scientifico. Per Newton il

tempo vero è di per sé assoluto, poiché la sua natura non risulta

modificata da eventuali enti in esso esistenti. Il tempo, in analogia

con lo spazio, viene concepito come una sorta di recipiente, la cui natura non risulta influenzata

dalla presenza o meno in esso di un contenuto, né dalle caratteristiche di tale contenuto. Il tempo

relativo, contrariamente, è quello che si calcola utilizzando come unità di misura determinati

movimenti dotati di una certa regolarità: esempi ne sono il giorno, misurato dal moto di rotazione

della Terra intorno al proprio asse, o l’anno, individuato dal moto di rivoluzione del nostro pianeta

intorno al Sole. 7

1.4 I K

Il tempo secondo Kant << Se posso dire a priori: tutti i fenomeni esterni sono determinati a priori

nello spazio e secondo relazioni spaziali; posso anche, movendo dal

principio del senso interno, dire universalmente: tutti i fenomeni in

generale, cioè tutti gli oggetti dei sensi, sono nel tempo, e stanno fra di

loro necessariamente in rapporti di tempo>>

Nella prima parte della Critica della ragion pura, Kant studia i

principi a priori della sensibilità cioè lo spazio e il tempo. In quel

periodo Newton aveva supposto l'esistenza di uno spazio e di

un tempo assoluti. Kant, invece, giunge alla soluzione che

spazio e tempo non sono né una realtà oggettiva in se stessa,

né semplici relazioni tra oggetti, ma piuttosto forme a priori

della sensibilità umana. Da un lato questi dunque operano solo

in presenza dei dati dell'esperienza, ma dall'altro sono ricavati

per astrazione dalla sensazione.

Il tempo non è un concetto derivato dall’esperienza.

Kant arriva ad affermare che il tempo è un’intuizione a priori: a

priori perché non deriva dall’esperienza ma ne è fondamento; intuizione, perché egli definisce in

questo modo la percezione diretta di una singola realtà, distinguendola dal concetto che è sempre

una percezione mediata che unifica diverse altre percezioni. Si capisce, così, il motivo per cui il

tempo, come già lo spazio, sia stato concepito come forma a priori della sensibilità e non

dell’intelletto. Pur non derivando dalla sensibilità, ha chiaramente a che fare con essa.

Del tempo siamo così in grado di affermare in particolare, che le sue diverse parti sono sempre

successive e non sussistono mai insieme.

Il tempo è dunque la forma del senso interno, in quanto è la particolare modalità attraverso la quale

percepiamo i fenomeni della nostra interiorità. Esso, propriamente, non riguarda i fenomeni esterni,

la cui forma a priori è lo spazio; tuttavia, poiché tutte le rappresentazioni, comprese quelle della

realtà esterna, in quanto tali riguardano la nostra interiorità, il tempo è, direttamente, forma del

senso interno e, indirettamente, forma del senso esterno.

1.5 I H

Il tempo secondo Hegel

Per Hegel il concetto del tempo non è in sé perfetto. E’ impossibile

comprendere il tempo partendo dai momenti dello Spirito: i momenti

sono extratemporali. Essi sono l'articolazione logica dell'intero

(“Coscienza”, “Autocoscienza”, “Ragione”, “Spirito”, “Religione”, “Sapere

Assoluto”) non sono una successione temporale. Tra la coscienza e il

tempo vi è una coincidenza. Quindi il cammino fenomenologico, che è il

cammino della coscienza, è un cammino temporale. Questa coincidenza

tra la coscienza e il tempo è affermata esplicitamente da Hegel quando

dice che la coscienza è l'esserci dello Spirito, e altrettanto è il tempo che è

l'esserci del concetto.

Un altro punto importante da sottolineare è che la coscienza è nel tempo,

la coscienza è tempo, ma la coscienza non comprende il tempo. Questa è

un'altra cosa molto importante perché questa sovrapposizione di

coscienza e tempo non porta Hegel ad una visione alla Kant, o alla S.

Agostino secondo cui il tempo è distensione dell'anima, la quale è l'unica

misura del tempo.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: The Journey in time

Autore: Pilia Manuel

Scuola: Liceo scientifico

Descrizione: L'argomento di questa tesina, come si nota dal titolo stesso, riguarda il concetto del Tempo, e in particolare la possibilità per l'uomo di poter viaggiare nelle varie epoche storiche. L'immagine di copertina rappresenta il dipinto "Gli Orologi Molli: Persistenza della Memoria" di Salvator Dalì, dove l'artista esprime artisticamente gli effetti della relatività di Einstein, rappresentando orologi sciolti, simbolo della relatività del Tempo. Il concetto Tempo è, infatti, uno dei maggiori dilemmi dell'umanità. Il tempo è "ciò che è stato, ciò che sarà e ciò che non è più". Per questi motivi, prima di dover affrontare direttamente il viaggio nel tempo, ho ritenuto necessario vedere come si è evoluto il concetto del tempo nel corso delle varie epoche storiche. Nella Seconda Parte della Tesina ho scelto, invece, di esporre le principali teorie che stanno alla base delle possibilità per l'uomo di viaggiare nel Tempo. Ho trattato, quindi, La Teoria della Relatività Ristretta e Generale di Einstein, assieme a qualche cenno della teoria quantistica, importante per capire il comportamento della materia quando non si considerano ambienti immensamente grandi, ma ambienti immensamente piccoli. Nella Terza Parte, invece, verranno trattate direttamente le varie macchine del Tempo ideate, solo dal punto di vista teorico, da parte di importanti fisici o scrittori-scienziati. Ho ritenuto importante, quindi, tenere conto delle varie teorie e presentarle separatamente. Infine, nella Quarta e Ultima parte, presenterò il viaggio nel tempo in tutt'altro aspetto: quello del viaggio nel Tempo "Virtuale", che ciascuno di noi fa quando è portato a ricordare determinati avvenimenti passati. Si tratta, quindi, di una parte maggiormente letteraria dove verrà presentato il Romanzo Psicologico di Italo Svevo, e il Romanzo Moderno di Virginia Woolf.

Area: scientifica

Indice

  • 1. Evoluzione concetto di tempo — Filosofia
  • 1.1 Tempo secondo la Filosofia Greca — Pag. 5
  • 1.2 Tempo secondo la Filosofia Cristiana — Pag. 6
  • 1.3 Tempo secondo la Filosofia del "600 — Pag. 7
  • 1.4 Tempo secondo Kant — Pag. 8
  • 1.5 Tempo secondo Hegel — Pag. 8
  • 1.6 Tempo secondo Nietzsche — Pag. 9
  • 1.7 Tempo secondo Bergson — Pag. 10
  • 2. Relatività del tempo — Fisica, Scienze
  • 2.1 Limiti Fisica Classica — Pag. 11
  • 2.2 Teoria Relatività Ristretta — Pag. 11
  • 2.3 Conseguenza del Principio di Relatività di Einstein — Pag. 13
  • 2.4 Paradosso dei Gemelli e Possibilità di viaggiare nel Futuro — Pag. 14
  • 2.5 Teoria Relatività Generale — Pag. 15
  • 2.6 Buchi Neri — Pag. 16
  • 2.7 Principio di Indeterminazione — Pag. 17
  • 2.8 Teoria Gatto di Schrödinger — Pag. 18
  • 3. Le macchine del tempo — Fisica
  • 3.1 Evoluzione Teorie sui Viaggi nel Tempo — Pag. 19
  • 3.2 La soluzione Kerr — Pag. 20
  • 3.3 La Teoria Quantistica e l'interpretazione dei mondi paralleli — Pag. 21
  • 3.4 Il Wormhole di Sagan — Pag. 21
  • 3.5 Altre Teorie... Stringhe e Crononi — Pag. 23
  • 4. Il viaggio nel tempo nella letteratura — Italiano, Inglese
  • 4.1 Il Romanzo Psicologico e il Viaggio "Virtuale" nel Tempo — Pag. 24
  • 4.2 Svevo e La Coscienza di Zeno — Pag. 25
  • 4.3 Virginia Woolf (Mrs. Dalloway e L'Orlando) — Pag. 27
  • Bibliografia — Pag. 29

Materie trattate

  • Filosofia: Concezione del tempo nel corso delle varie epoche storiche
  • Fisica: Teoria Relatività, Trasformazioni di Lorentz, Paradosso Gemelli, Teorie sul viaggio nel tempo
  • Geografia Astronomica: Buchi Neri
  • Italiano: Svevo, La coscienza di Zeno
  • Inglese: Virginia Woolf, Mrs Dalloway, Orlando

Bibliografia

  • Abbagnano-Fornero, "Filosofi e filosofie nella storia 1"
  • Abbagnano-Fornero, "Fare Filosofia 2"
  • Abbagnano-Fornero, "Fare Filosofia 3"
  • Ciotti-Luppi, "I filosofi e le idee 1"
  • Guagnelli Scanzani Valerio, "Il concetto di tempo in Hegel"
  • Renzetti Roberto, "Il metodo di Galileo"
  • Sant'Agostino, "Confessioni", Libro XI
  • De Felice Fernando, "Gli incerti confini del cosmo: dai buchi neri alle macchine del tempo", 2000
  • Einstein, "Sulla elettrodinamica dei corpi in moto", 1905
  • Einstein, "Il principio della relatività", 1958
  • Margherita Hack, "Così parlano le stelle"
  • Halliday, "Fisica 1"
  • Palmieri, "Il globo Terrestre e la sua evoluzione"
  • Patricia Warrick, "Quantum Reality in Recent Science Fiction"
  • Serway, "Principi Fisica 1"
  • Margherita Hack, "Così parlano le stelle"
  • Stephen Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, Rizzoli 1988
  • Paul Davies, I misteri del tempo, Oscar Saggi Mondadori 1996
  • John Gribbin, Costruire la macchina del tempo, Aporie 1996

(La bibliografia completa è disponibile nel file .ZIP in allegato)

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