Silenzio
Il come, condizione di riflessione dell’uomo nella storia…
Percorso interdisciplinare di Valentina Coglianadro
Classe V E
Liceo Scientifico “Alessandro Volta”
Vi è un luogo in cui sembra che il tempo si sia fermato.
Non è un luogo qualunque, non è una stanza, non è un’isola, ma la sua presenza si impone come se fosse il luogo dei desideri, come se fosse quel luogo che abbiamo sempre cercato.
È un luogo fatto di ricordi che includono parole, gesti, sguardi, attese, sorprese, affanni, inganni… è un luogo tutto nostro, solo nostro… misterioso, nonostante sia il luogo che ogni giorno più visitiamo.
A volte lo sentiamo immanente, con la sua presenza che tutto sovrasta, ma, trascorso un attimo, è già altrove e ci sfugge.
Per raggiungerlo è necessario un totale distacco dalla realtà, è necessario tenersi lontani dal rumore del mondo… solo così potremo finalmente iniziare ad ascoltare la voce del silenzio!
È un silenzio che racconta favole, illusioni, speranze, ma che a volte incute timore.
È un silenzio che invita a riflettere, a ricordare… Si ritrova allora la propria storia, il proprio passato, volti amici, volti perduti, occasioni sfuggite.
Si scopre che ogni suono, ogni colore, ha bisogno di un vuoto, di un intervallo, di uno stacco per essere percepito e così è anche la vita!
Silenzio come contemplazione
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?
[…]
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro il cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dire questa
solitudine immensa? ed io che sono?
G. Leopardi
[…]
Infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando,
interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima
quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante,
G. Leopardi
Il silenzio come contemplazione
[…]
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