Tesina di Michele Lostia 3D
Giuseppe Ungaretti
Giuseppe Ungaretti nacque nel 1888 ad Alessandria d’Egitto e morì a Milano nel 1970. Ungaretti è figlio di genitori toscani ma trascorse la sua infanzia in Africa.
Trasferitosi a Parigi, lui conobbe i rappresentanti più significativi del futurismo. Fu un sostenitore dell’intervento nella prima guerra mondiale, a cui partecipò come soldato semplice di fanteria: assistette così al massacro assurdo della guerra e ne espresse lo strazio in tante poesie.
Ungaretti fu il rappresentante più significativo della poesia ermetica: una poesia dal linguaggio difficile, a volte misterioso, perché conserva in poche parole molti significati.
Una delle tante poesie che parlano della prima guerra mondiale è “Fratelli”. Questa poesia è stata scritta nel 1916, durante i combattimenti della prima guerra mondiale. Questa poesia parla di un soldato che nella notte osa rivolgersi ad altri soldati usando la parola “fratelli”. La parola “fratelli” è salita in modo spontaneo alle labbra del soldato, perché cerca la solidarietà negli altri.
Fratelli
Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli
Giuseppe Ungaretti
Prima guerra mondiale
In questi stessi anni circa scoppiò la 1 guerra mondiale, un conflitto cominciato il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia a seguito dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria, compiuto a Sarajevo il 28 giugno 1914.
La prima guerra mondiale vide inizialmente lo scontro degli Imperi centrali di Germania e Austria - Ungheria contro la Serbia ed il Montenegro, ma in poche settimane il gioco di alleanze formatosi negli ultimi decenni dell’Ottocento tra gli stati europei comportò l’entrata nel conflitto degli stati dell’Intesa e delle rispettive colonie.
Negli anni successivi la guerra raggiunse una scala mondiale, con la partecipazione di molte altre nazioni, fra cui l’Impero Ottomano, l’Italia, la Romania, il Giappone e la Grecia, aprendo così altri fronti di combattimento, sia in terra sia sui mari.
Militarmente il conflitto si aprì con l’invasione austro-ungarica della Serbia, e parallelamente, con una fulminea avanzata tedesca del Belgio, del Lussemburgo e del nord della Francia.
L’esercito tedesco infranse le sue speranze di una guerra breve e vittoriosa a pochi chilometri da Parigi, bloccato dai francesi in una battaglia che verrà definita “il miracolo della Marna”.
A quel punto la guerra sul fronte occidentale si trasformò in una lenta e sanguinosa guerra di posizione, dove, al costo di milioni di morti, il numero degli uomini impiegati e le nuove tecnologie messe in campo dalla Triplice Intesa ebbero la meglio sulla superiore organizzazione militare della Germania.
Ma sanguinoso fu allo stesso modo l’altro fronte principale della guerra, il fronte orientale, combattuto dagli imperi centrali contro l’esercito russo.
Anche in questo caso la guerra di movimento, così magistralmente attuata dall’esercito tedesco nelle battaglie di Tannenberg e dei laghi Masuri, si trasformò in una guerra di posizione in grado di mietere milioni di vite.
Determinante per l’esito finale del conflitto mondiale fu l’entrata in guerra nel 1917 degli Stati Uniti d’America, che, pur non entrando militarmente a pieno regime nel conflitto, grazie agli aiuti economici dispensati agli alleati, fece pendere l’ago della bilancia a favore degli Stati dell’Intesa.
La guerra si concluse l’11 novembre 1918, quando la Germania firmò l’armistizio con le forze dell’Intesa.