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Simone Dall'Asta Anno Scolastico 2008/2009

Classe 5T

Tesina di Esame di Stato

I molteplici volti della follia

Scaletta

Letteratura italiana

Luigi Pirandello

  • “Uno, nessuno e centomila” – Luigi Pirandello
  • “Il treno ha fischiato” – Luigi Pirandello

Italo Svevo

  • “La coscienza di Zeno” – Italo Svevo

Dino Campana

  • Biografia
  • “Sogno di prigione” – Dino Campana

Filosofia

Sigmund Freud

  • Psicoanalisi: inconscio, disturbo mentale e nevrosi

Storia

La follia della guerra

La guerra, la più crudele e pazza forma di conflitto tra gli uomini: lo scambio di lettere tra Einstein e Freud

La guerra di trincea e la generazione perduta

  • Problemi psicologici negli ex-combattenti di trincea della Prima Guerra Mondiale

Storia dell'arte

Van Gogh

  • Biografia
  • “Il caffè di notte: interno” – Van Gogh
  • “Ritratto di Van Gogh” – Paul Gauguin
  • “Autoritratto con l'orecchio bendato” – Van Gogh
  • “Campo di grano con volo di corvi” – Van Gogh

Bibliografia

R. Luperini, P. Cataldi, L. Marchiani, F. Marchese, Palumbo, Firenze 2001,

La scrittura e l’interpretazione vol 3 Rossa n.e.

L. Pirandello, Uno, nessuno e centomila, R.C.S. Libri, Milano 2007, Pillole BUR

L. Pirandello, Novelle per un anno, Giunti, Firenze 1994

I. Svevo, La coscienza di Zeno, A. Mondadori, Milano 2009

D. Campana, Canti orfici e altre poesie, Garzanti Libri, Milano 2007, I grandi Libri

N. Abbagnano, G. Fornero, Fare filosofia vol 3, Paravia, Milano 2001

A. Desideri, M. Themelly, G. D’Anna, Firenze 2008

Storia e storiografia. Il Novecento: dall’età giolittiana ai giorni nostri

E. Lassu, Un anno sull’altopiano, A. Mondadori, Milano 1975

S. Freud, Perché la guerra? Carteggio con Einstein, Boringhieri, Torino 1975

C. Salsa, Trincee, Mursia, Milano 1982

G. Stuparich, Guerra del ’15, Einaudi, Torino 1978

E. M. Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori, Milano 2007

R. Scrimieri, L’arte e la storia dell’arte vol 3A, Minerva Italica, Milano 2002

E. di Stefano, Van Gogh, Giunti, Firenze 1988, Art Dossier

Simone Dall'Asta Anno Scolastico 2008/2009

Classe 5T

Tesina di Esame di Stato

I molteplici volti della follia

Osservando la realtà della vita dei pazzi in questo serraglio,

«

Perdo il vago terrore, la paura della cosa e a poco a poco posso

arrivare a considerare la pazzia una malattia come un'altra »

(Vincent Van Gogh)

Indice

Introduzione .....................................................................................1

Luigi Pirandello (1867-1936) .......................................................1

Italo Svevo (1861-1928) ..................................................................3

Dino Campana (1885-1932) .............................................................4

Sigmund Freud (1856–1939)...........................................................5

La follia della guerra .................................................................8

La guerra di trincea e la generazione perduta ..........9

Vincent Van Gogh (1853–1890)...................................................11

Bibliografia ..................................................................................... 15

Introduzione

Il termine “follia” acquisisce significati differenti.

La definizione scientifica la descrive come uno stato di alienazione mentale; un annebbiamento dell'intelligenza, del senno. Ma, non ci si può fermare a questa prima definizione, dato che questa comporta numerose sfaccettature. Vi è ad esempio il tema della follia legato alla società, nella quale il folle è colui che è più cosciente rispetto agli altri dell’assurdità della vita borghese (ad esempio in “Uno, nessuno e centomila” o “Il treno ha fischiato” di Luigi Pirandello).

Secondo tale accezione di follia, quindi, l'uomo è sano soltanto quando si rivela all’altezza del ruolo che la società gli ha assegnato. Ne “La coscienza di Zeno” Italo Svevo mette in discussione il rapporto sano-malato ed attraverso questo romanzo riceviamo il messaggio che non esistono persone sane o malate, ma esistono persone “convinte” di essere malate e “persuase” dalla massa e dalla società a considerarsi sane.

Merita ancora considerazione il significato secondo il quale non è una data società a determinare che cosa sia la malattia o la salute psichica, ma precisi criteri insiti nell'uomo stesso. Il termine follia inoltre viene spesso utilizzato in psichiatria a significare la presenza di una malattia psichica.

Di conseguenza, possiamo parlare di individuo relativamente sano, se non si presenta nessuna nevrosi, psicosi o sintomo psicosomatico e se non ci sono situazioni di alcolismo, violenza e disperazione.

In altri termini, la follia potrebbe avere molteplici volti proprio come un dado, nel quale tutte le facce sembrano uguali ma, in realtà, ognuna ha una particolarità che la distingue dalle altre restando, nel complesso, pur sempre parte di un dado.

Luigi Pirandello (1867-1936)

La follia è un tema che ricorre spesso in letteratura. In questo ambito non si può non citare Luigi Pirandello (1867-1936) che, tramite il proprio relativismo psicologico, dà buoni spunti riguardo questo argomento.

Ogni immagine della realtà è una proiezione soggettiva e non esistono più verità assolute ed oggettive; ogni individuo ha le proprie verità ed il proprio punto di vista (il proprio sistema di riferimento a cui riportare ogni esperienza).

Pirandello si occupò di questioni teoriche fin da giovane. Si avvicinò alle teorie dello psicologo Alfred Binet, secondo il quale ciascuno di noi non è uno ma contiene numerose persone.

L'analisi dell'identità condotta da Pirandello lo portò a formulare la teoria della disgregazione dell'io, secondo cui il nostro spirito è formato da elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in una diversa disposizione, così che ne risulti una nuova personalità che ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io.

L. Pirandello (1867-1936)

«Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna

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per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto.»

(Luigi Pirandello, 1900)

Si può dire quindi che l’uomo non è una sola persona ma si suddivide in tante persone anche nel medesimo istante. Da ciò deriva che non esistono delle verità e dei valori assoluti: ognuno percepisce la realtà non per quello che è ma per come la vede in un determinato momento, a seconda anche della propria educazione (religione, famiglia, ecc…).

Quando si arriva alla perdita dell'identità si entra nella follia, tema centrale in molte opere, come l'Enrico IV o come Il berretto a sonagli, nel quale Pirandello inserisce addirittura una ricetta per la pazzia: dire sempre la verità, la nuda e cruda e tagliente verità, infischiandosene dei riguardi e delle maniere, delle ipocrisie e delle convenzioni sociali.

Questo comportamento porterà presto all'isolamento da parte della società e, agli occhi degli altri, alla pazzia.

Il Relativismo nasce dal dualismo tra vita e forma: la vita è un libero fluire degli istinti umani e la forma è una maschera che la società ci impone.

Vi sono due tipi di relativismo psicologico: orizzontale, ovvero nel rapporto con gli altri, e verticale, ovvero nel rapporto che una persona ha con se stessa.

Gli uomini nascono liberi ma il Caso interviene nella loro vita precludendo ogni loro scelta: l'uomo nasce in una società precostituita dove ad ognuno viene assegnata una parte secondo la quale deve comportarsi.

Ciascuno è obbligato a seguire il ruolo e le regole che la società impone, anche se l'Io vorrebbe manifestarsi in modo diverso: solo a causa dell'intervento del Caso può accadere di liberarsi di una forma per assumerne un'altra, dalla quale non sarà più possibile liberarsi per tornare indietro, come accade al protagonista de Il fu Mattia Pascal.

L'uomo dunque non può capire né gli altri né tanto meno se stesso, poiché ognuno vive portando - consapevolmente o, più spesso, inconsapevolmente - una maschera dietro la quale si agita una moltitudine di personalità diverse e inconoscibili. Proprio da ciò deriva l'incomunicabilità tra gli uomini.

Le riflessioni pirandelliane trovano la più esplicita manifestazione narrativa nel romanzo Uno, nessuno e centomila, ma possiamo trovare questi temi anche in molte sue novelle, come Il treno ha fischiato o Il berretto a sonagli.

Per quanto riguarda i romanzi pirandelliani, si può notare come essi sfuggano da quelli che sono i canoni classici del romanzo, in particolare per quanto riguarda la concezione del protagonista come singolo e molteplice allo stesso tempo (doppio, maschere) e per la comicità delle sue opere.

Se volessimo schematizzare il percorso seguito più o meno da tutti i personaggi pirandelliani potremmo dire che vi è inizialmente una presentazione del personaggio come singolo, compare poi un’immagine o circostanza, anche banale, da cui scaturisce una riflessione, da qui una nuova visione della realtà e una nuova consapevolezza di sé come “molteplice”, infine si trova la comparsa di nuovi atteggiamenti che richiamano, secondo la visione comune, la pazzia.

Nel caso di Vitangelo Moscarda, il protagonista del romanzo Uno, nessuno, centomila, il fatto dal quale scaturisce una profonda riflessione è un commento sul suo naso da parte di sua moglie Dida; da questo momento Vitangelo comprende che ogni persona si crea un’immagine personale di lui, quindi inizia a cercare di distruggere queste sue immagini agendo contrariamente a ciò che aveva fatto fino a quel momento, finendo inevitabilmente, secondo la visione comune, nell’essere considerato pazzo.

  • Uno: perché ogni persona crede di essere un individuo unico con caratteristiche particolari;
  • Centomila: perché l'uomo ha, dietro la maschera, tante personalità quante sono le persone che lo giudicano;
  • Nessuno: perché, paradossalmente, se l'uomo ha 100.000 personalità in realtà non ne possiede nessuna, nel continuo cambiare non è capace di restar fermo nel proprio vero “io”.

Nella novella Il treno ha fischiato (da le Novelle per un anno), il protagonista della vicenda, Belluca, capovolge improvvisamente il suo carattere mite e docile in seguito al fischio di un treno in partenza.

Belluca è un impiegato contabile che conduce una vita misera e piena di problemi, sia a casa che sul lavoro dove viene sfruttato e umiliato dal suo capo che gli fa svolgere i compiti più disparati; in seguito al fischio del treno, Belluca si ribella improvvisamente al suo capo e inizia a fare discorsi assurdi (pesci, natura, arte, ecc…) finendo inevitabilmente al manicomio.

Il fischio del treno non ha reso pazzo il protagonista, ma consapevole della propria condizione, sia per quanto riguarda la propria vita sia per quanto riguarda il tema delle maschere, del doppio.

Da ciò dobbiamo dedurre che il termine pazzia, a volte comprende molti aspetti che nulla hanno a che vedere con disturbi psichici, anzi, tutto l’opposto.

«E frasi senza costrutto gli uscivano dalle labbra. Cose inaudite; espressioni poetiche, immaginose, bislacche, che tanto più stupivano, in quanto non si poteva in alcun modo spiegare come, per qual prodigio, fiorissero in bocca a lui, cioè a uno che finora non s'era mai occupato d'altro che di cifre e registri e cataloghi, rimanendo come cieco e sordo alla vita: macchinetta di computisteria.

Ora parlava di azzurre fronti di montagne nevose, levate al cielo; parlava di viscidi cetacei che, voluminosi, sul fondo dei mari, con la coda facevan la virgola. Cose, ripeto, inaudite.»

(Da “Il treno ha fischiato” di Luigi Pirandello)

Vi sono tre possibili reazioni al relativismo:

  1. Reazione passiva: L'uomo accetta la maschera; ha provato a mostrarsi per quello che lui crede di essere ma, incapace di ribellarsi o deluso dopo l'esperienza di vedersi attribuita una nuova maschera, si rassegna. Vive nell'infelicità. Questa è la reazione tipica delle persone più deboli come si può vedere nel romanzo Il fu Mattia Pascal;
  2. Reazione ironico-umoristica: Il soggetto non si rassegna alla sua maschera però accetta il suo ruolo con un atteggiamento ironico, aggressivo o umoristico.

Come in La patente. Il personaggio principale di quest'ultima opera, Rosario Chiàrchiaro, è un uomo cupo, vestito sempre in nero che si è fatto involontariamente la fama di iettatore e per questo è sfuggito da tutti ed è rimasto senza lavoro.

Il presunto iettatore non accetta l'identità che gli altri gli hanno attribuito ma comunque se ne serve. Va dal giudice e, poiché tutti sono convinti che sia un uccello del malaugurio, pretende la patente di iettatore autorizzato.

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Sintesi

Letteratura italiana

Luigi Pirandello (“Uno, nessuno e centomila”, “Il treno ha fischiato”), Italo Svevo (“La coscienza di Zeno”), Dino Campana (Biografia, “Sogno di prigione”)

Filosofia

Sigmund Freud (Psicoanalisi: inconscio, disturbo mentale e nevrosi)

Storia

Prima guerra mondiale (Einstein e Freud), guerra di trincea

Storia dell'arte

Van Gogh (Biografia, “Il caffè di notte: interno”, “Autoritratto con l'orecchio bendato”, “Campo di grano con volo di corvi” – “Ritratto di Van Gogh” Paul Gauguin)

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