Estratto del documento

Liceo della comunicazione

Opzione comunicazione sociale

Anno scolastico 2013/2014

Classe V

La teatroterapia

Alunna: Arianna Berta

1

Indice

0. Introduzione

1. Le arti-terapie

2. Cenni storici e metodologici

1. Orazio

2. Diderot

3. Stanislavskij

4. Artaud

5. Grotowski

6. Barba

3. La comunicazione

4. La teatroterapia - caratteri generali

1. Applicazione pratica

L’autenticità della finzione

5. “Finzione” nel concetto sveviano

1. La di normalità

La follia e l’alienazione nell’Enrico

2. IV di Pirandello

3. The power of the theatre in Hamlet by Shakespeare

6. Educazione alla teatralità

7. Psicodramma, sociodramma e drammaterapia

1. La teatroterapia a confronto con psicodramma, sociodramma e drammaterapia

8. Diritto

9. Conclusione 2

Introduzione

Qualche anno fa, un po’ per gioco, un po’ per scommessa, un po’ per il puro gusto di provare qualcosa di nuovo, decisi di iscrivermi a un corso di teatro. Inutile dire che le mie aspettative iniziali erano completamente diverse da quello che sarebbe avvenuto. Gli incontri correvano veloci, uno dopo l’altro, e dalla timidezza iniziale il gruppo ha iniziato a formarsi. Le persone che lo componevano erano eterogenee, si andava dai 14 ai 65 anni. Ognuno con la propria esperienza di vita, originale e singolare, da condividere.

Il corso non ha solo permesso di apprendere i lati più tecnici del teatro come la dizione, i movimenti sul palco o il rilassamento prima dello spettacolo ma ha dato a tutti la possibilità di far emergere una parte a noi sconosciuta, e di aprirci anche su fatti molto personali con persone, tutto sommato, estranee.

In un mondo sempre più immerso nel virtuale in cui i rapporti sono, per la maggior parte delle volte, sfalsati o non del tutto sinceri, il poter esprimere così facilmente una parte di noi repressa nella nostra un’emozione quotidianità mi ha dato forte. Proprio per questo motivo ho deciso di affrontare l’argomento della teatroterapia, non in quanto cura di persone disagiate o in qualche modo diverse, ma per aspetti che caratterizzano la vita di tutti e capire come lo sviluppo di questa disciplina nel corso dei secoli abbia portato a collegamenti spontanei con il mondo psicologico.

La teatroterapia, non è da considerarsi come un momento all’interno univoco di un corso più o meno specifico, ma i suoi effetti sono percepibili ogni qual volta si sale su un palco, da attore protagonista o da semplice comparsa, quella magia di “essere un altro” di “rappresentare un’altra vita” ed entrare in empatia con un’immensità di persone sconosciute è la forza motrice che spinge gruppi interi, spesso inconsapevolmente, a trascorrere e regalare tempo a questa passione; me compresa. 3

Le arti-terapie

‘Arte-terapia consiste nella ricerca del benessere psichico, fisico e sociale attraverso un percorso terapeutico che fa appello alla creatività e alla capacità di comunicazione, per ottenere un positivo sviluppo personale. Non è il trattamento di una malattia, dunque, ma un processo che persegue l’obiettivo di “trasformare” l’uomo per mezzo dell’arte.’

Le Arti-terapie “rappresentano interventi strutturati in una situazione terapeutica precisa e si basano su regole e controlli, come avviene in tutte le forme di psicoterapia”. utilizzando il materiale artistico per favorire i processi di comunicazione in pazienti con difficoltà. L’intento non è quello di produrre opere d’arte apprezzate dal punto di vista estetico, ma stimolare e far nascere i lati creativi presenti in ogni individuo. L’attenzione quindi va al processo terapeutico, più che al prodotto finito.

Negli anni ’60 il Nuovo Teatro aveva portato in scena la relazione, la riscoperta del corpo e la fusione del singolo nel gruppo; questa scuola di pensiero aveva utilizzato l’attività teatrale, o artistica in generale, per portare alla luce in primis la creatività dei più piccoli, e in seguito le Arti-Terapie. Tutto per favorire un meccanismo intuitivo ma sempre più complesso al mondo d’oggi la Comunicazione. 3

L’idea è antica (si pensi alla catarsi nella tragedia greca). Il concetto di base è preso da Freud, dalla dell’inconscio sua ripartizione umano in ES, base biologica della personalità, IO, istanza centrale della persona e SUPER IO, interiorizzazione di divieti, rappresentazione del senso etico e morale dell’individuo. la propria vita, l’individuo

In determinate circostanze, durante applica un meccanismo di “autodifesa” definita rimozione esso avviene riguardo a condizioni traumatiche le artiterapie sono in grado, allo stesso modo, di trasformare l’espressione artistica in espressione del profondo, il mezzo attraverso cui superare le difficoltà. Scoprire la creatività diventa quindi il primo passo verso la conoscenza di sé, andando oltre le difese che ne rendono complicato l’accesso.

Ciò he risulta da queste considerazioni è quindi:

Creatività = Gioco = Infanzia

Quest’uguaglianza all’adulto impedisce di essere creativo, lo allontana dalla parte inconscia di sé, che potrà venir fuori solo dando libero sfogo alle emozioni.

1 (A. De Gregorio in Rivistaartiterapie.it)

2 (R. Caterina, che cosa sono le arti terapie)

3 Catarsi (dal greco katharsis κἁθαρσις, “purificazione”) è un termine utilizzato per indicare la cerimonia di purificazione che si ritrova in diverse concezioni religiose ed in rituali magici che prescrivevano di solito il sacrificio di un capro espiatorio. Definita da Aristotele come «mimesi di un’azione seria e compiuta in sé stessa la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare e purificare l’animo da siffatte passioni» (Poetica, 6, 1449 b 25-30) In un’epoca più vicina alla nostra, il termine “catarsi” è stato ripreso da Sigmund Freud e Joseph Breuer nel 1895, negli Studi sull’isteria, per indicare la liberazione di emozioni in pazienti ansiosi, grazie al recupero di particolari pensieri o ricordi biografici. I due studiosi avevano a quel tempo chiamato il procedimento da loro utilizzato, appunto “metodo catartico”. 4

dall’ambito all’ambito

I campi di applicazione delle Arti-Terapie sono molteplici, psichiatrico sociale, passando per situazioni di handicap o per casi singoli di bambini psicotici o autistici.

Nel mio elaborato intendo analizzare principalmente la teatroterapia, evidenziando anche quale sia stata l’evoluzione di questa “disciplina” riguardo ai cambiamenti metodologici del teatro stesso.

Cenni storici e metodologici

Orazio dall’antichità

Come il teatro ha origini antichissime, così si possono trovare ideologie e metodi che hanno sempre caratterizzato il mondo del teatro. “I volti umani ridono di chi ride e piangono di chi piange. Se vuoi che io pianga, prima devi provare dolore tu: allora la tua sofferenza mi toccherà; ma se farai male al tua parte, mi addormenterò o mi metterò a ridere”.

Questa frase di Orazio (65 a.C.-8 a.C.) è in grado di illustrare efficacemente l’idea di rispecchiamento che ha dominato per secoli il teatro. L’attore deve sentire le emozioni suggerite dal testo ed esprimerle in modo da comunicarle al pubblico.

4 (Utopia.it) 5

Diderot

“Un’estrema sensibilità fa gli attori mediocri; una sensibilità mediocre fa la folla dei cattivi attori; e l’assoluta mancanza di sensibilità è il presupposto per gli attori grandissimi.”

Diderot (1713-1784) fu il primo ad opporsi alle teorie antiche e in questa frase tratta da Paradoxe sur le comedien sottolinea come l’attore debba essere superiore al personaggio del testo e come il testo stesso sia un qualcosa da trasformare e manovrare completamente. Il distacco emotivo diventa così l’ingrediente fondamentale.

Stanislavskij

“Lo strumento dell’attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico.”

La svolta più rilevante degli ultimi due secoli fu quello ideato da Konstantin Stanislavskij (1863-1938), il quale ideò un vero e proprio sistema che tratta un percorso in grado di dell’attore.

coinvolgere corpo, mente ed etica stessa Il metodo Stanislavskij prevede un allenamento attraverso il quale l’attore diventa un tramite creativo fra il testo teatrale e il pubblico; questo procedimento si può solo verificare se l’attore possiede una spiccata capacità di creare immagini con illustrazioni al contempo ispirate al testo (e quindi ideate dall’autore) ma anche frutto la fantasia, del lavoro dell’attore stesso.

“Formate i pensieri e le immagini della fantasia secondo il testo e le circostanze fornite e dall’autore e dal regista. Ma siccome li avete fatti nascere entrambi- pensieri e immagini- dal vostro cuore, le parole e la verità che voi mettete in queste parole, proprio come se fossero la vostra vita, si fonderanno nel cerchio della vostra immaginazione e sulla scena”.

5

dell’attore, In parole povere si tratta di riattivare le forze creative, porre in ordine la mente ricomporre pensieri ed emozioni per ricondurli in contorni precisi da collocare in uno spazio interiore ordinato (chiamato dallo stesso ideatore circolo creativo).

Artaud

“L’uomo quando non lo si tiene, è un animale erotico, c’è in lui uno spasimo, uno spasimo ispirato, una specie di pulsare che produce bestie senza numero le quali sono la forma che gli antichi popoli terrestri attribuivano universalmente a dio. questo ciό che viene chiamato uno spirito.”

5 (L’attore creativo. Conversazioni al teatro Bol’Soj, 1918-1922) 7

Ulteriore contributo fu dato da Antonin Artaud (1896-1948) per il quale l’attenzione è posta sull’azione intesa come incontro fra comunicazione e interiorità corporea, attraverso il processo d’improvvisazione (priva di manipolazione o finzione).

Il teatro si trasforma da finzione artificiale a processo creativo suddiviso in tappe:

  • Improvvisazione libera
  • dell’azione
  • Formalizzazione
  • Applicazione del testo all’azione

[Per Artaud la funzione terapeutica del teatro consiste nello stimolare la creatività della fase 1, nella quale egli mostra il grado di differenzazione tra quello che è e quello che vorrebbe essere, stravolge completamente non solo se stesso ma anche il personaggio statico alla base di ogni copione].

Grotowski

“Vi è qualcosa di incomparabilmente intimo e fruttuoso nel lavoro che svolgo con l’attore che mi è affidato. Egli deve essere attento, confidente e libero, poiché il nostro lavoro consiste nell’esplorazione delle sue possibilità estreme. La sua evoluzione è seguita con attenzione, stupore e desiderio di collaborazione: la mia evoluzione è proiettata in lui, o meglio, è scoperta in lui, e la nostra comune evoluzione diventa rivelazione [...]. Un attore nasce di nuovo - non solo come attore ma come uomo - e con lui io rinasco. E’ un modo goffo di esprimerlo ma quello che si ottiene è l’accettazione totale di un essere umano da parte di un altro.”

6 (Teatroterapia.it) 8

l’evoluzione

Jezry Grotowski (1933-1999) incarna del novecento teatrale sintetizzabile in due novità essenziali: il rovesciamento del teatro da fine a mezzo e la disgiunzione fra teatro e spettacolo. Grotowski si colloca sulla stessa linea di Stanislavskij, Mejerchol’d, Copeau, Artaud, Beck, Malina, Brook, Barba, che, pur nei loro diversi esiti di vita e di lavoro, sono accomunati dalla dinamica del rapporto regia-attorialità nelle loro sperimentazioni.

Il teatro da occasione di divertimento-intrattenimento estetico diventa rito, ovvero partecipazione attiva, strumento efficace di conoscenza, acquisita nel e con il corpo: la regia si fa pratica di eccesso, come affermava Taviani, e diventa pedagogia concependo un teatro oltre o addirittura senza lo spettacolo.

Gli artisti che prima si limitavano a interpretare o a impersonare, diventano creatori e fanno del teatro un lavoro su di sé, finalizzato quindi in prima istanza a chi lo compie e non a chi vi assiste.

L’uomo, l’animale mimetico aristotelico, prende consapevolezza della complessità del mondo, della difficoltà di portare tale complessità a teatro, di tradurla in azione.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano - Pirandello, Enrico IV; Svevo, Una vita e La coscienza di Zeno
  • Filosofia - Freud
  • Storia dell'arte - Matisse
  • Inglese - Hamlet
  • Scienze sociali - Teatroterapia, sociodramma, psicodramma, drammaterapia e comunicazione
  • Diritto - Disposizioni in materia di professioni non organizzate
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